Ti rispondo citando sempre Petrella!
La risposta la trovi in parte in
qui al paragrafo 3.1.3: in pratica la trasformazione

è definita dalla matrice (trascurando la componente omopolare):

Mentre quella

è:

Se parti dall'espressione della potenza istantanea

nel tempo, la ottieni come

che, espressa nel riferimento stazionario

e trascurando per semplicità la componente omopolare, hai

,
avendo indicato con

l'inversa di

.
Il prodotto

, se provi a calcolarlo, restituisce la matrice

Per cui il risultato finale della potenza è

. Ovviamente le componenti

e

dipendono dal tempo, io non l'ho messo per non incasinare l'espressione.
Qui vedi che la potenza in

NON è la calcoli banalmente come

, ma c'è un fattore

che sfalsa il risultato.
Se ora trasformi in

, sapendo che

(e analogamente per la corrente), ottieni:


,
dove anche qui per semplicità di notazione ho messo solo

e

.
Per cui anche qui c'è lo stesso fattore

in più, analogamente a quanto accadeva per

(lo potevi vedere anche notando che

è ortogonale, per cui non varia la scala).
In questo senso sia quando calcoli la potenza in

sia quando la calcoli in

devi tener conto cher la trasformazioni dal "dominio" trifase introduce dei contributi che, a seconda dei riferimenti utilizzati, porteranno la potenza ad avere espressione rispettivamente:
