Secondo me la cosa che però è da tenere a mente è che noi lo chiamiamo "errore" come fosse un qualcosa che non va in un sistema che idealmente funzionerebbe senza. In realtà è lo "scostamento dalla nostra uscita ideale" che a noi fa tanto comodo che sia Kd*U. Quindi non è che il sistema "sbaglia" e tira fuori un'uscita non corretta, ma tira fuori esattamente l'uscita che deve tirare fuori, ma a noi non piace perché dipende dalla catena diretta! Quindi non è che aumentare il guadagno "riduce l'errore", semplicemente "fa avvicinare" l'uscita al valore che piace a noi, cioè Kd*U.
Aumentare il guadagno fa perciò dipendere meno l'uscita dalla catena diretta, ma perché? Questa penso sia la domanda corretta.
A quest'ora sono fuso e mi hai messo un po' in crisi. Spero che qualcuno più esperto risponda più chiaramente
MarcoD ha scritto: l'integratore integra l'errore, ossia un errore non nullo , per quanto sempre più lentamente, contribuisce continuamente a correggere l'uscita fino a portare l'errore a zero.
Mi piace la tua risposta, ma non riesco ad esserne completamente convinto

Cioè, se si parla di un errore "effettivo", lo capirei, ma se il mio ragionamento di prima è corretto stiamo parlando di far dipendere di meno l'uscita dalla catena diretta, non annullare un errore che in realtà non c'è.
Questo non mi è molto chiaro. Non so se ho detto delle bestemmie ma capitemi, è l'orario!

xeletro91 ha scritto:Tale guadagno se ho capito bene non è il guadagno statico, ma dovrebbe essere un guadagno generalizzato, che differenza c'è tra i due da un punto di vista fisico?
Il guadagno statico è solo una definizione, la differenza non c'è, sono guadagni entrambi, amplificano entrambi. la differenza è che uno è costante, il guadagno dato dall'integratore invece varia al variare del tempo, della funzione d'ingresso, della frequenza...