Potenza reattiva per correnti non sinusoidali
Buongiorno,
ultimamente mi sono imbatutto in un argomento per me nuovo, la potenza reattiva in caso di corrente non sinusoidale, scoprendo con stupore che anche a livello accademico l'argomento è ancora in una fase di transizione. Ho fatto alcune valutazioni e vorrei qualche parere critico.
Di seguito i grafici di una misura fatta a 4k campioni per secondo per una lampadina LED (LYT) sul lato AC e DC. I dati ed il codice Scilab per riprodurre i grafici sono disponibili su GitHub.
Misure AC, qui l'immagine a piena risoluzione
Misure DC, qui l'immagine a piena risoluzione
Passiamo ai fatti, la lampada consuma una potenza media (calcolata integrando numericamente) di 2.5 W, considerando:
1) La potenza reattiva è quella che non produce mediamente lavoro all'interno di un periodo
2) La potenza instantanea è nel grafico sempre maggiore di zero (a meno del rumore di misura)
3) La potenza media, integrale nel tempo della potenza instantanea, è a meno di 1/T il lavoro compiuto.
Ne deduco che per avere potenza reattiva, la potenza instantanea deve essere per alcuni instanti di tempo inferiore a zero, in questo modo nel tempo medio una parte del lavoro compito è a valore nullo.
A conferma, la potenza instantanea in caso puramente sinusoidale, assume valori negativi al diminuire del cosphi.
C'è qualche errore di fondo in questo ragionamento?
Il dubbio sorge leggendo a come l'argomento è trattato in termini accademici, dove di fatto, molti tentativi tendono ad estendere la teoria valida per i regimi sinusoidali, cosa che a mio avviso stride.
Se ad esempio prendiamo in considerazione il fattore di potenza definito come il rapporto tra la potenza media e la potenza espressa dai valori RMS, il risultato è 0.46. La potenza apparente calcolata in quel modo è praticamente il doppio di quella attiva, 5.5 VA.
Le cose quindi non tornano, ma a mio avviso l'errore è nell'usare i valori RMS per casi non sinusoidali e non resistivi, perché si perde l'analogia tra RMS ed RI^2.
Qualcuno ha voglia di discuterne?
Grazie,
Dario.
ultimamente mi sono imbatutto in un argomento per me nuovo, la potenza reattiva in caso di corrente non sinusoidale, scoprendo con stupore che anche a livello accademico l'argomento è ancora in una fase di transizione. Ho fatto alcune valutazioni e vorrei qualche parere critico.
Di seguito i grafici di una misura fatta a 4k campioni per secondo per una lampadina LED (LYT) sul lato AC e DC. I dati ed il codice Scilab per riprodurre i grafici sono disponibili su GitHub.
Misure AC, qui l'immagine a piena risoluzione
Misure DC, qui l'immagine a piena risoluzione
Passiamo ai fatti, la lampada consuma una potenza media (calcolata integrando numericamente) di 2.5 W, considerando:
1) La potenza reattiva è quella che non produce mediamente lavoro all'interno di un periodo
2) La potenza instantanea è nel grafico sempre maggiore di zero (a meno del rumore di misura)
3) La potenza media, integrale nel tempo della potenza instantanea, è a meno di 1/T il lavoro compiuto.
Ne deduco che per avere potenza reattiva, la potenza instantanea deve essere per alcuni instanti di tempo inferiore a zero, in questo modo nel tempo medio una parte del lavoro compito è a valore nullo.
A conferma, la potenza instantanea in caso puramente sinusoidale, assume valori negativi al diminuire del cosphi.
C'è qualche errore di fondo in questo ragionamento?
Il dubbio sorge leggendo a come l'argomento è trattato in termini accademici, dove di fatto, molti tentativi tendono ad estendere la teoria valida per i regimi sinusoidali, cosa che a mio avviso stride.
Se ad esempio prendiamo in considerazione il fattore di potenza definito come il rapporto tra la potenza media e la potenza espressa dai valori RMS, il risultato è 0.46. La potenza apparente calcolata in quel modo è praticamente il doppio di quella attiva, 5.5 VA.
Le cose quindi non tornano, ma a mio avviso l'errore è nell'usare i valori RMS per casi non sinusoidali e non resistivi, perché si perde l'analogia tra RMS ed RI^2.
Qualcuno ha voglia di discuterne?
Grazie,
Dario.