StellaTriangolo ha scritto:se per assurdo con una linea MT andassimo ad alimentare ad es. 1 MW tutto su una fase e sulle altre due 0 W le correnti sarebbero comunque squilibrate?
In primo luogo, in un sistema a neutro isolato (o compensato) come quello MT non puoi caricare una fase sola, perché non hai la possibilità di far circolare correnti omopolari. Puoi, teoricamente, collegare un carico monofase tra due fasi della MT; questa pratica è in Italia limitata a poche centinaia di W per i servizi ausiliari delle cabine secondarie.
All'estero (ed in particolare nei paesi di scuola americana), è invece abbastanza diffusa la pratica di derivare alimentazioni monofase dalla MT, anche per l'alimentazione di utenze domestiche. Rimane valido il solito discorso che, per questioni statistiche, il carico risulta nel complesso ben bilanciato.
Se tu volessi alimentare un unico grande carico squilibrato da una rete trifase, chiaramente la circolazione di corrente alla sequenza inversa tenderebbe a provocare una dissimmetria nelle tensioni di alimentazione degli utenti; pertanto il problema del massimo assorbimento tollerabile di correnti sbilanciate si riconduce ad un problema di power quality.
in prima approssimazione lo squilibrio che introduci con un carico

collegato tra due fasi, collegato in un nodo con potenza di corto circuito

è pari a
![u_{[p.u.]}=\frac{S_1}{S_{cc}} u_{[p.u.]}=\frac{S_1}{S_{cc}}](/forum/latexrender/pictures/f1b71455a9e7eb7c61bda64ab2094ab8.png)
In MT non ci sono praticamente mai problemi di questo tipo, dato che in Europa non è pratica comune alimentare grandi carichi monofase in MT.
La questione semmai si pone in AT, limitatamente a sottostazioni ferroviarie in c.a. a 50Hz o a forni ad arco in c.a. .
Per qualche dettaglio in più su come viene gestita la cosa e come vengono definiti i limiti di emissione, sia in MT che in AT, puoi leggere il technical report
IEC 61000-3-13