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I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 21 ott 2020, 11:59
da Dearis
Buongiorno!
Sto studiando l'applicazione dei modelli quasi stazionari, e sto facendo un po' di fatica a comprendere alcune cose. Se io volessi studiare un condensatore con armature fatte di conduttori perfetti, e con dielettrico perfetto al centro, io posso dire che:

1. Dato che i terminali hanno conducibilità infinita il potenziale è uniforme, quindi:
V(\overline{r})=V
Ma perché? Perché se un conduttore è perfetto il potenziale scalare non cambia su di esso?

2. Dato che per studiare il Condensatore uso il modello quasi stazionario elettrico avrò che:
\triangledown \times \overline{E}=0 \rightarrow \overline{E}=-\triangledown V
Dove E e V sono rispettivamente il campo elettrico e il potenziale scalare.
E dato che l'isolante è perfetto ho che:
\triangledown\cdot \overline{E} =0 \rightarrow \triangledown^2 V=0
E cioè V verifica l'equazione di Laplace. Ma cosa significa? Se il potenziale vettore o quello scalare verificano l'eqauzione di Laplace cosa cambia nel problema?

Grazie a tutti.

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 29 ott 2020, 22:24
da Ianero
Se siamo in ipotesi stazionaria, il potenziale su un conduttore non può essere diverso da punto a punto, perché se così fosse le cariche lo percorrerebbero, violando la tua ipotesi di stazionarietà.
Per la seconda domanda, cambia semplicemente che hai un problema senza sorgenti.

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 28 nov 2020, 1:01
da Dearis
Scusami puoi farmi capire una cosa? Perché se ho un dipolo elettrico e mi trovo nella zona di campo vicino (dimensioni della sorgente molto minori della lunghezza d'onda) posso usare il modello quasi stazionario elettrico? Chi mi dice che il rotore del campo elettrico è nullo? E perché la potenza radiata in tali condizioni è trascurabile rispetto quella immagazzinata nel campo elettrico?

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 28 nov 2020, 9:03
da Ianero
Hai studiato i potenziali ritardati?

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 28 nov 2020, 19:33
da Dearis
Se intendi la dimostrazione delle equazioni del tipo:

V(\overline{r}; t)=\frac{1}{4\pi\varepsilon_{0}} \iiint_{V}\frac{\rho(\overline{r}'; t-|\overline{r}-\overline{r}'|/c_{0} )}{|\overline{r}-\overline{r}'|}dV'

Sì le ho fatte.

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 28 nov 2020, 20:13
da Ianero
Bene, ora veniamo alla tua domanda.
Se sei in condizioni stazionarie vere, la tua formula diventa:

V=\frac{1}{4\pi\varepsilon_{0}} \iiint_{V}\frac{\rho(\overline{r}')}{|\overline{r}-\overline{r}'|}dV'

Se non sei in condizioni stazionarie, ma sei molto vicino all'antenna, tanto affinché il ritardo tra lei e il punto di osservazione sia trascurabile, la tua formula si può approssimare con:

V(\overline{r}; t)=\frac{1}{4\pi\varepsilon_{0}} \iiint_{V}\frac{\rho(\overline{r}'; t )}{|\overline{r}-\overline{r}'|}dV'

che, ad ogni istante di tempo, è la stessa del caso stazionario.

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 28 nov 2020, 21:20
da Dearis
Si ma perché in tali condizioni il rotore del campo elettrico è nullo?

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 28 nov 2020, 21:23
da Ianero
Ovviamente non lo è, si tratta di approssimazioni.
Ti sto dicendo che in questo caso dell'antenna in campo vicino, l'approssimazione è giustificata non tanto dal rotore nullo, ma dal trascurare il ritardo temporale, come ti ho dimostrato sopra.

Re: I modelli quasi stazionari

MessaggioInviato: 28 dic 2020, 17:29
da Dearis
Ti ringrazio.