ssormanni ha scritto:mi sono chiesto come sia possibile avere un arco così elevato pur non avendo circuiti induttivi.
Perche' fai questa affermazione?
Qualsiasi circuito reale presenta caratteristiche RLC piu' o meno accentuate (anche se alimenti un carico resistivo

).
In generale, possiamo fare riferimento ad un circuito RL come questo:
In condizioni di regime l'interruttore e' chiuso e il generatore di tensione in corrente continua imprime la tensione costante E al resto del circuito.
La corrente che circola nel circuito e':

All'apertura dell'interruttore e' necessario studiare il conseguente transitorio del primo ordine RL:

Nell'istante in cui hai aperto l'interruttore sullo stesso avrai la tensione

dato che a

la tensione del generatore era equilibrata totalmente dalla c.d.t. sulla resistenza R.
Negli istanti successivi la corrente descresce e la Va cresce. La corrente non potrà essere annullata finche' Va non sara'
abbastanza maggiore ad E.
Il fenomeno e' influenzato da molti fattori (geometrici, ambientali, materiali utilizzati, elettrici e termodinamici).
Osservando gli oscillogrammi di apertura di circuiti in DC in stato di guasto si possono osservare anche fenomeni oscillatori sulla tensione Va dovuti essenzialmente alle capacita' parassite presenti in un qualsiasi circuito (non mi riferisco ai circuiti oscillanti ausiliari

che si utilizzano per interrompere la corrente DC).
ssormanni ha scritto:in DC l'arco elettrico si formava ed era molto grande (>10 cm)
Estinguere un arco in corrente continua non e' facile, proprio perche' e' necessario allungare la lunghezza dell'arco stesso (al fine di far aumentare la Va). In AT questo tipo di approccio e' improponibile.
L'equazione corrente continua assenza di fenomeni induttivi non e' corretta
Il fenomeno dell'arco elettrico in corrente alternata e' piu' complicato rispetto al precedente anche se (in teoria e solo in teoria

) piu' semplice da estinguere.
In genere sono sufficienti distanze
molto piccole per estinguere l'arco anche per tensioni elevate. In questo caso il vero problema e' rappresentato dall'accelerazione necessaria per aprire i contatti.
Sono stati sviluppati metodi davvero ingegnosi per estinguere un arco in AC.
ssormanni ha scritto: Allora quando apriva il circuito in AC non si formava l'arco elettrico mentre quando lo faceva in DC l'arco elettrico si formava ed era molto grande
Questo tipo di discorso, anche avendo il video a disposizione, non ha molto senso.
I due esperimenti sono equivalenti dal punto di vista energetico? E dal punto di vista delle condizioni al contorno?
L'esperimento e' controllato?
Un parametro fondamentale da studiare e' l'energia d'arco

rappresentante la parte di energia dell'arco dissipata in calore.
L'arco e' stabile solo se la sorgente di alimentazione e' in grado di sostenere questa energia in modo da compensare il calore prodotto, evitando il raffreddamento dell'arco stesso.