Il cavo superconduttivo di cui al link di
mario_maggi, pur collegando due sottostazioni a 220 kV, lavora alla tensione nominale di 35 kV. Ci saranno quindi dei trasformatori 220 kV /35 kV: verosimilmente si tratta di due cabine primaria.
Non è
il primo cavo superconduttivo in media tensione, ma 35 kV credo sia il più alto livello di tensione che io abbia mai visto applicato ad un cavo a superconduttori.
Come dice giustamente
Etemenanki si tratta di superconduttori ad "alta temperatura", il che vuol dire necessità di utilizzare azoto liquido (se si usano i più costosi superconduttori YCBO che hanno una temperatura di transizione di 93 K) o addirittura elio (se si usano ad esempio i superconduttori MgB2,
come fa Ansaldo, con una temperatura di transizione di 39 K).
Il problema si sposta quindi dal portare tanta corrente al trovare una combinazione di geometria del cavo e materiale isolante in grado di "sopportare" elevate tensioni e garantire isolamento termico.
Relativamente al confronto con le perdite di un cavo convenzionale, salendo in tensione il cavo superconduttore diventa meno invitante, perché le perdite del primo tendono a diminuire.
Per problemi termici, le densità di corrente in cavi di alta tensione sono molto basse: per un cavo a 220 kV da 2500 mm2 in rame si ha una densità di corrente di massimo 0.65 A/mm2!
Anche nelle linee aeree in alluminio, in alta tensione in genere si assume una "densità economica" di corrente tra gli 0.5 e 1 A/ mm2.
Per ora le prime applicazioni sono quindi il trasporto su breve distanza di alte correnti a tensioni non elevate, con lo scopo di dimostratori tecnologici e di sostegno alla ricerca applicata: in questo i cinesi ormai non sono secondi a nessuno.