Potenza reattiva e contatori
Ciao a tutti, ho un dubbio e solo questo sito di veri elettro-super-esperti mi può aiutare.
Allora...
ho comprato un "Infrared Motion Sensor" che costa poco e va molto bene, ma dato che sono pignolo non mi sono fidato delle sue caratteristiche che dichiarano "Consumo = 0.5 Watt circa" e sono andato a misurare la corrente con il tester in AC in serie a uno dei due fili del 230 volt e ho trovato 21 mA AC, che a 230 volt fanno quasi 5 Watt.
Poi, per eliminare errori stupidi, ho misurato con un secondo tester che ha dato 20 mA e poi anche con una pinza amperometrica che però segnava troppo poco, così ho fatto 10 spire e la pinza amperometrica mi ha segnato 190 mA che diviso 10 fanno 19 mA.
Quindi siamo sempre tra i 4 e i 5 Watt al posto di mezzo Watt e la prima reazione naturalmente è stata di dare la colpa ai soliti cinesi che fregano nelle caratteristiche.
Ma poi ci ho ripensato, ho smontato il sensore e ho visto che non ha un trasformatore ma che tutto il circuito viene alimentato attraverso un condensatore da 330 nF 630 V, con il solito resistore in serie da 1 ohm per limitare la corrente di spunto e poi un ponte diodi ecc..
Ed ecco le domande:
1) I normali tester misurano la corrente alternata (più o meno RMS) ma in queste condizioni di carico quasi totalmente capacitivo la misurano ragionevolmente giusta?
2) Naturalmente il tester non ha modo di sapere quale è lo sfasamento di questa corrente rispetto alla tensione, dato che la tensione non la sta misurando. Quindi è possibile che la potenza effettivamente consumata (e quindi accumulata dal contatore sia inferiore di quasi dieci volte ?
Potrei tirare giù lo schema e poi simulare il tutto con Spice, ma prima di perdere tutto quel tempo mi affido a tutti voi e al vostro grande intuito in queste cose.
Inoltre anche dopo la simulazione non sarei comunque sicuro che i contatori Enel si comportino davvero come previsto dalla teoria per carichi così deboli e così sfasati.
Grazie già da ora e buon freddo a tutti.
Allora...
ho comprato un "Infrared Motion Sensor" che costa poco e va molto bene, ma dato che sono pignolo non mi sono fidato delle sue caratteristiche che dichiarano "Consumo = 0.5 Watt circa" e sono andato a misurare la corrente con il tester in AC in serie a uno dei due fili del 230 volt e ho trovato 21 mA AC, che a 230 volt fanno quasi 5 Watt.
Poi, per eliminare errori stupidi, ho misurato con un secondo tester che ha dato 20 mA e poi anche con una pinza amperometrica che però segnava troppo poco, così ho fatto 10 spire e la pinza amperometrica mi ha segnato 190 mA che diviso 10 fanno 19 mA.
Quindi siamo sempre tra i 4 e i 5 Watt al posto di mezzo Watt e la prima reazione naturalmente è stata di dare la colpa ai soliti cinesi che fregano nelle caratteristiche.
Ma poi ci ho ripensato, ho smontato il sensore e ho visto che non ha un trasformatore ma che tutto il circuito viene alimentato attraverso un condensatore da 330 nF 630 V, con il solito resistore in serie da 1 ohm per limitare la corrente di spunto e poi un ponte diodi ecc..
Ed ecco le domande:
1) I normali tester misurano la corrente alternata (più o meno RMS) ma in queste condizioni di carico quasi totalmente capacitivo la misurano ragionevolmente giusta?
2) Naturalmente il tester non ha modo di sapere quale è lo sfasamento di questa corrente rispetto alla tensione, dato che la tensione non la sta misurando. Quindi è possibile che la potenza effettivamente consumata (e quindi accumulata dal contatore sia inferiore di quasi dieci volte ?
Potrei tirare giù lo schema e poi simulare il tutto con Spice, ma prima di perdere tutto quel tempo mi affido a tutti voi e al vostro grande intuito in queste cose.
Inoltre anche dopo la simulazione non sarei comunque sicuro che i contatori Enel si comportino davvero come previsto dalla teoria per carichi così deboli e così sfasati.
Grazie già da ora e buon freddo a tutti.
