Ancora in disaccordo con libri e versi
Continua ad accadere che i libri di testo delle scuole superiori hanno delle convenzioni o delle convinzioni diverse dalle mie. Anche su questioni di base. Come al solito vi sottopongo la questione per sapere voi cosa ne pensate. Si tratta delle primissime due pagine di un libro di terza superiore di elettronica ed elettrotecnica e nessuna altra definizione è stata fornita in precedenza:
Io, in sintesi, penso questo: al di là di quanto senso generale abbia legare la definizione di un verso a una situazione particolare, se la definzione che tu libro dai è questa:
il verso convenzionale della corrente è così determinato:
• dal polo positivo a quello negativo all’esterno del generatore, dato che le cariche positive vengono respinte dalla polarità positiva e attirate da quella negativa;
• dal polo negativo a quello positivo all’interno del generatore.
Ne discende, da questa definizione, secondo me, che una corrente, mettiamo nel caso più semplice di un generatore collegato a una resistenza, valutata rispetto a questo verso convenzionale, non potrà mai essere negativa.
Tuttavia, invece, il libro sostiene:
• corrente continua (figura A1.2): il valore della corrente si mantiene costante nel tempo;
il segno positivo indica la circolazione secondo il verso convenzionale, quello negativo
il verso opposto;
• corrente alternata sinusoidale (figura A1.3): il valore della corrente cambia nel tempo
secondo una legge sinusoidale che si ripete periodicamente, alternando semionde positive ad altre negative; di conseguenza, cambia periodicamente anche il verso di percorrenza della corrente;
Insomma il libro prescinde da qualsiasi scelta arbitraria del verso della corrente rispetto al quale la corrente (in un certo istante) può essere negativa o positiva ma pretende di stabilire un fantomatico "verso convenzionale" e ragiona in maniera secondo me illogica con quello. Fra l'altro non mi piace nemmeno che inizia col confondere l'esistenza di una corrente convenzionale (cioè, in soldoni, pensare che la corrente sia fatta di cariche positive in un verso anche quando sono le cariche negative a muoversi nel verso opposto) con la definizione di un verso rispetto al quale valutare tale corrente.
Voi cosa ne pensate?
Io, in sintesi, penso questo: al di là di quanto senso generale abbia legare la definizione di un verso a una situazione particolare, se la definzione che tu libro dai è questa:
il verso convenzionale della corrente è così determinato:
• dal polo positivo a quello negativo all’esterno del generatore, dato che le cariche positive vengono respinte dalla polarità positiva e attirate da quella negativa;
• dal polo negativo a quello positivo all’interno del generatore.
Ne discende, da questa definizione, secondo me, che una corrente, mettiamo nel caso più semplice di un generatore collegato a una resistenza, valutata rispetto a questo verso convenzionale, non potrà mai essere negativa.
Tuttavia, invece, il libro sostiene:
• corrente continua (figura A1.2): il valore della corrente si mantiene costante nel tempo;
il segno positivo indica la circolazione secondo il verso convenzionale, quello negativo
il verso opposto;
• corrente alternata sinusoidale (figura A1.3): il valore della corrente cambia nel tempo
secondo una legge sinusoidale che si ripete periodicamente, alternando semionde positive ad altre negative; di conseguenza, cambia periodicamente anche il verso di percorrenza della corrente;
Insomma il libro prescinde da qualsiasi scelta arbitraria del verso della corrente rispetto al quale la corrente (in un certo istante) può essere negativa o positiva ma pretende di stabilire un fantomatico "verso convenzionale" e ragiona in maniera secondo me illogica con quello. Fra l'altro non mi piace nemmeno che inizia col confondere l'esistenza di una corrente convenzionale (cioè, in soldoni, pensare che la corrente sia fatta di cariche positive in un verso anche quando sono le cariche negative a muoversi nel verso opposto) con la definizione di un verso rispetto al quale valutare tale corrente.
Voi cosa ne pensate?