Buona sera,
Avrei la necessità di costruire un circuito che alla sua alimentazione (5Vdc), trascorsi 3,4 o anche 5 secondi possa generare un impulso da .5 a 1 secondo di durata, e che tale impulso possa eccitare un micro relè per tale tempo. Poi dovrebbe poter funzionare di nuovo anche se dopo un primo ciclo si dovesse ripetere a distanza di pochi minuti.
In pratica ho bisogno di un dito elettronico per attivare un pulsante di accensione di un dispositivo.
L'argomento è stato già trattato in altro thread iniziato da nicsergio, ma poi la soluzione non è stata trovata ...o almeno io non ho capito se tra le proposte ci sia un circuito funzionante.
Mi potete aiutare ?
Grazie a prescindere
Generatore di impulso ritardato rispetto all'alimentazione
Moderatori: IsidoroKZ,
g.schgor
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Risposta breve:
ti serve un "Supervisor & reset ICs" (cerca con google)
Es. (ma non solo):
https://www.ti.com/power-management/sup ... ducts.html
https://www.st.com/en/reset-and-supervisor-ics.html
Risposta lunga:
Nella tua analisi del problema supponi che la "salita" (fronte di salita) della tensione di alimentazione sia "istantenea e perfetta".
In realta' il circuito che cerchi dovrebbe:
- verificare che la tensione arrivi (in un tempo arbitrario) al valore "giusto" (quello nominale meno un 5%?)
- introdurre il ritardo richiesto dopo il raggiungimento di tale tensione.
I circuiti indicati fanno tutto questo.
ti serve un "Supervisor & reset ICs" (cerca con google)
Es. (ma non solo):
https://www.ti.com/power-management/sup ... ducts.html
https://www.st.com/en/reset-and-supervisor-ics.html
Risposta lunga:
Nella tua analisi del problema supponi che la "salita" (fronte di salita) della tensione di alimentazione sia "istantenea e perfetta".
In realta' il circuito che cerchi dovrebbe:
- verificare che la tensione arrivi (in un tempo arbitrario) al valore "giusto" (quello nominale meno un 5%?)
- introdurre il ritardo richiesto dopo il raggiungimento di tale tensione.
I circuiti indicati fanno tutto questo.
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Grazie, vedo se fanno al mio caso... Quelli che erano stati segnalati nell'altro thread non credo andassero bene perché so parlava di 200uSec di durata impulso. E un'altra cosa che non ho capito se fosse gestibile il ritardo di 3/5 secondi. Comunque vado ad approfondire i tuoi link. Grazie 1000 per l'interessamento.
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Domanda per
Olivetto: in quanto tempo sale la tensione di alimentazione? Sempre nello stesso tempo?

Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Olivetto ha scritto:Quelli che erano stati segnalati nell'altro thread
Metti il link all'altro thread per favore.
Se dettagli meglio la tua necessita' (circuito per missione umana (andata e soprattutto ritorno) su Marte o solo divertissement) possiamo immaginare anche una soluzione quick and dirty

Il forum - che chiamo a raccolta - e' pieno di persone con mille risorse.
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L'alimentazione è semplicemente un alimentatore, tipo caricabatterie, nell'infilarlo nella presa fornirà i suoi 5v che vanno ad alimentare il circuito che vorrei realizzare e quest'ultimo mi dovrebbe fornire l'impulso che comanda una uscita pulita tramite relè
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Quindi di fatto, per quanto ho capito (ma correggimi se sbaglio) non ti servono precisione e ripetibilita' (nel senso sempre esattamente lo stesso ritardo e la stessa lunghezza al millisecondo), ma solo un circuito che, dopo che hai alimentato, passato un tempo da te deciso (magari con un potenziometro), ti dia un'impulso piu o meno simile alla pressione di un tasto (quindi anche se variasse un po di volta in volta, basta che sia lungo a sufficenza per far accendere l'apparecchio che tu vuoi simulando la pressione del pulsante con un contatto pulito di un piccolo rele') ... giusto fino a qui ?
Un banale paio di monostabili in cascata, ad esempio, uno che da' lo start al secondo dopo tot tempo dall'alimentazione, ed un secondo che da' l'impulso ?
Un banale paio di monostabili in cascata, ad esempio, uno che da' lo start al secondo dopo tot tempo dall'alimentazione, ed un secondo che da' l'impulso ?
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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Siccome non hai bisogno di tanta precisione, ti propongo questo circuito basato su un integrato CMOS contenente 6 inverter a trigger di Schmitt.
Il condensatore C1 da 10 μF si può trovare elettrolitico o (consigliabile) ceramico, gli altri meglio poliestere o eventualmente ancora ceramici.
I tempi risentiranno delle tolleranze di condensatori, resistenze e tensioni di soglia degli inverter. Per aumentarli, aumenta R1 (tempo di attesa iniziale) e/o R3 (durata dell'impulso), per diminuirli, diminuisci queste stesse resistenze nella proporzione desiderata.
Spiegazione del funzionamento
All'accensione i condensatori sono scarichi. C1 applicherà 5 V attraverso R2 all'ingresso del primo inverter, la cui uscita sarà quindi a 0 V. Questo livello verrà applicato attraverso C2 (scarico) e R4 al secondo inverter, che avrà quindi uscita alta, nuovamente invertita dai 4 inverter in parallelo utilizzati come buffer, che avranno uscita bassa.
Attraverso R5 e la base del transistor TR1 non passerà quindi corrente e il relè sarà diseccitato.
Al passare del tempo C1 andrà caricandosi attraverso R1. Dopo circa 4 s il primo inverter vedrà al suo ingresso un livello basso e quindi porterà l'uscita a livello alto. Questo livello attraverso C2 e R4 verrà invertito due volte dagli inverter visti in precedenza. Verrà quindi applicato un livello alto alla resistenza R5, attraverso cui scorrerà una corrente di 2 mA abbondanti che andrà a portare in saturazione il transistor e ad eccitare il relè.
Da questo momento anche C2 andrà caricandosi attraverso R3. Dopo circa mezzo secondo, il secondo inverter vedrà applicato attraverso R4 un livello basso, che invertito due volte andrà a R5, attraverso cui la corrente smetterà di passare. Il transistor smetterà quindi di condurre e il relè si disecciterà.
Allo spegnimento del tutto, la tensione di alimentazione di 5 V scenderà più o meno velocemente a 0, a causa dei carichi applicati. I condensatori C1 e C2 si scaricheranno velocemente attraverso le resistenze R2 e R4 (che ho ritenuto opportuno inserire per limitare la corrente e il cui valore non è critico e può essere tra 1 e 30 kΩ), i diodi di protezione sugli ingressi degli inverter, interni all'integrato, e il body diode di uno dei mosfet all'uscita del primo inverter.
Attenzione a montare DS1 (diodo di ricircolo per la bobina del relè) nel verso corretto.
Il condensatore C1 da 10 μF si può trovare elettrolitico o (consigliabile) ceramico, gli altri meglio poliestere o eventualmente ancora ceramici.
I tempi risentiranno delle tolleranze di condensatori, resistenze e tensioni di soglia degli inverter. Per aumentarli, aumenta R1 (tempo di attesa iniziale) e/o R3 (durata dell'impulso), per diminuirli, diminuisci queste stesse resistenze nella proporzione desiderata.
Spiegazione del funzionamento
All'accensione i condensatori sono scarichi. C1 applicherà 5 V attraverso R2 all'ingresso del primo inverter, la cui uscita sarà quindi a 0 V. Questo livello verrà applicato attraverso C2 (scarico) e R4 al secondo inverter, che avrà quindi uscita alta, nuovamente invertita dai 4 inverter in parallelo utilizzati come buffer, che avranno uscita bassa.
Attraverso R5 e la base del transistor TR1 non passerà quindi corrente e il relè sarà diseccitato.
Al passare del tempo C1 andrà caricandosi attraverso R1. Dopo circa 4 s il primo inverter vedrà al suo ingresso un livello basso e quindi porterà l'uscita a livello alto. Questo livello attraverso C2 e R4 verrà invertito due volte dagli inverter visti in precedenza. Verrà quindi applicato un livello alto alla resistenza R5, attraverso cui scorrerà una corrente di 2 mA abbondanti che andrà a portare in saturazione il transistor e ad eccitare il relè.
Da questo momento anche C2 andrà caricandosi attraverso R3. Dopo circa mezzo secondo, il secondo inverter vedrà applicato attraverso R4 un livello basso, che invertito due volte andrà a R5, attraverso cui la corrente smetterà di passare. Il transistor smetterà quindi di condurre e il relè si disecciterà.
Allo spegnimento del tutto, la tensione di alimentazione di 5 V scenderà più o meno velocemente a 0, a causa dei carichi applicati. I condensatori C1 e C2 si scaricheranno velocemente attraverso le resistenze R2 e R4 (che ho ritenuto opportuno inserire per limitare la corrente e il cui valore non è critico e può essere tra 1 e 30 kΩ), i diodi di protezione sugli ingressi degli inverter, interni all'integrato, e il body diode di uno dei mosfet all'uscita del primo inverter.
Attenzione a montare DS1 (diodo di ricircolo per la bobina del relè) nel verso corretto.
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io farei un astabile con il classico CD4060, si possono ottenere tempi anche molto lunghi e abbastanza stabili.
saluti.
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lelerelele
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elfo ha scritto:Olivetto ha scritto:Quelli che erano stati segnalati nell'altro thread
Metti il link all'altro thread per favore.
/quote]
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