Ne approfitto e mi ripasso il funzionamento del trasformatore ideale a vuoto ..
rappresentazione classica di un trasformatore monofase con nucleo a mantello( di materiale ad alta permeabilità in tanti lamierini ben impacchettati tra di loro) , ed i relativi avvolgimenti isolati e distinti realizzati con determinato numero di spire a rappresentare il circuito primario (N1) e secondario (N2).
Il circuito primario alimentato alla tensione di rete V1,f si che si renda disponibile ai capi del circuito secondario la tensione V2.
Il disegno rappresenta il funzionamento di un trasformatore monofase, Con il circuito secondario aperto, ovvero il funzionamento a vuoto.
La condizione del trasformatore ideale che si considera vede le resistenze elettriche degli avvolgimenti e le perdite nel ferro siano zero, ed altrettanto per le dispersioni magnetiche, pertanto l'intero flusso presente interesserà il funzionamento della macchina incanalato nel nucleo del trasformatore.
In queste condizioni, il circuito primario rappresenta un circuito puramente induttivo, pertanto assorbirà dalla rete una corrente (

) sfasata in ritardo rispetto alla tensione primaria V1, di 90°, questa corrente genererà nel nucleo il flusso (

) anch'esso alternato con la stessa variazione della corrente che lo ha generato (

).
Ora in ogni spira dell'avvolgimento primario, viene indotta una f.e.m. pari al valore

sfasata in ritardo di 90°rispetto al flusso che l'ha indotta, quindi nell'avvolgimento primario composto da N1 spire in serie si otterrà una fem primaria E1 di valore massimo pari a:

lo stesso flusso induce nel circuito secondario composto dall'avvolgimento di N2 spire in serie, una fem secondaria E2 di valore massimo, in ritardo rispetto al flusso ed in fase con E1:

i rispettivi valori efficaci delle due fem valgono:


le due fem E1 del circuito primario, ed E2 del circuto secondario si trovano in rapporto diretto con il numero di spire dei rispettivi avvolgimenti primario N1 e secondario N2

le due fem indotte nei rispettivi avvolgimenti sono in opposizione di fase alla tensione del circuito primario V1, quindi la fem E1 nel circuito primario si comporta come una forza contro elettro motrice (fcem) che nel caso considerato di trasformatore ideale, vale V1=-E1, nell'istante di alimentazione del trasformatore la corrente assorbita

ed il flusso corrispondente

si adegueranno finché la fcem primaria E1 sia uguale ed opposta alla tensione primaria V1.
In questa condizione si determina il flusso presente nel nucleo che assumerà il valore massimo

di valore:

fissata la tensione primaria V1, il flusso nel nucleo è indipendente dalla configurazione e dalla riluttanza

del nucleo stesso, perché questa interviene solo a determinare l'entità della corrente

detta corrente magnetizzante.
diagramma vettoriale del trasformatore ideale a vuoto, delle grandezze interessate ..
Pertanto nel trasformatore ideale con circuito secondario aperto, la tensione di alimentazione applicata al circuito primario V1 produce e mantiene una corrente magnetizzante

90° in ritardo che produce nel nucleo il flusso necessario ad indurre nello stesso avvolgimento primario una fcem E1 uguale ed opposta alla tensione applicata, per ridurre al minimo questa corrente sarà necessario ridurre la riluttanza del nucleo.
Considerando che la fem primaria E1 è uguale in valore alla tensione primaria V1, la fem secondaria E2 rappresenterà la tensione secondaria V2 pertanto:

quindi con il circuito primario alimentato alla tensione primaria V1, si ottiene al circuito secondario la tensione secondaria V2 di valore:

Questa espressione ci dice come sia possibile realizzare l'avvolgimento secondario con un numero di spire tali da poter ottenere rispetto al circuito primario una tensione elevata (maggior numero di spire al secondario) con una tensione al circuito primario più bassa (trasformatore elevatore), od inversamente alimentando un avvolgimento di molte spire con una tensione elevata all'altro avvolgimento si ottiene una tensione più bassa.
E' possibile quindi realizzare un qualunque
rapporto di trasformazione fissando il
rapporto-spire 
che corrisponde al rapporto delle due fem

.
Tom007 ha scritto:Suppongo di considerare un trasformatore ideale in cui la riluttanza del nucleo è nulla. La corrente alternata nella prima bobina sviluppa un flusso nel nucleo, nella seconda bobina questo flusso alternato si traduce in una corrente alternata che a sua volta genera un flusso che si oppone a quello che l'ha causata. Allora nell'ipotesi di avere lo stesso numero di avvolgimenti al primario e al secondario questo flusso non dovrebbe essere complessivamente nullo?
Nel circuito secondario il flusso induce una fem E2 di 90°in ritardo rispetto al flusso

ed in fase con E1 ..
Tom007 ha scritto: Allora nell'ipotesi di avere lo stesso numero di avvolgimenti al primario e al secondario questo flusso non dovrebbe essere complessivamente nullo?
è il caso del
trasformatore di isolamento, utilizzato per disaccoppiare una linea di alimentazione, la tensione al primario corrisponde alla tensione al circuito secondario, garantendo un isolamento galvanico tra le due linee di alimentazione.
Tom007 ha scritto:Non mi è ben chiaro il ruolo di questa corrente magnetizzante e per quale motivo viene indicata nel circuito con un induttore in parallelo con il ramo della mutua induzione. Inoltre, non capisco per quale motivo il suddetto induttore sia presente solo nella parte di circuito del primario e non in quella del secondario.
La corrente magnetizzante è la corrente swattata necessaria a produrre il flusso nel nucleo.
Considerando il trasformatore reale,
nel circuito primario, la corrente magnetizzante

in fase con il flusso

la ritroviamo insieme alla corrente attiva

90° in anticipo (compensa le perdite nel ferro) a formare la corrente a vuoto

sfasata in anticipo rispetto al flusso di un angolo

noto come angolo di perdita nel nucleo.
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