Scusate il ritardo della risposta ma è un periodo molto intenso per il lavoro.
Provo a rispondere ad Ele.
L’arresto di emergenza è una funzione di sicurezza e come tale ad essa vanno applicate le norme UNI EN ISO 13849-1 oppure CEI EN 62061; si parlerà quindi di PL o di SIL del circuito di arresto di emergenza e non di categorie che erano previste dalla norma UNI EN 954-1 ora abrogata (anche se le categorie vengono riprese come architetture predefinite nella norma UNI EN ISO 13849-1).
Prendendo a riferimento la norma UNI EN ISO 13849-1, il livello di prestazione richiesto del circuito di arresto di emergenza deve essere determinato in funzione della valutazione dei rischi, utilizzando ad esempio il criterio dell’allegato A della norma.
Si tenga presente che non è necessario che il circuito di arresto di emergenza sia necessariamente ridondante: dipende dal livello di prestazione richiesto determinato come detto più sopra; in alcuni casi un circuito a canale singolo con un buon valore di MTTFd potrebbe essere più che sufficiente.
Per quanto riguarda la necessità di segregazione degli organi in movimento pericolosi con ripari, in linea di principio è sempre necessaria, anche se la presenza degli operatori è saltuaria (mi sembra irrealistico dire che non ci sono mai, forse è più adeguato dire che ci sono molto raramente); però ciò dipende dalla valutazione dei rischi e deve essere definito caso per caso.
Da ultimo si tenga presente che il comando di arresto di emergenza è una misura di sicurezza aggiuntiva rispetto a quanto messo in atto per soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute della direttiva macchine; non si può evitare di mettere un riparo adducendo come giustificazione il fatto che è stato posto in loco un comando di arresto di emergenza.
Inoltre la direttiva macchine prescrive che i comandi di arresto di emergenza siano presenti nelle postazioni di lavoro normalmente occupate dagli operatori, quindi se sono presenti operatori devono essere adottate le misure di sicurezza più adeguate per proteggerli dai rischi presenti.
