Io sono nel torto, però ti capisco benissimo.
Sabato l'altro, do una mano a mio suocero a "sgomberare" una cucina, in cui dovrà sistemare il soffitto a seguito di una perdita d'acqua al piano superiore.
Al momento di scollegare la cappa di aspirazione, chiedo alla padrona di casa di potere staccare l'interruttore del quadro.
La signora, sulla settantina, mi dice che nel quadro ci sono interruttori separati, e uno di questi è dedicato alla cucina.
In effetti è così, stacco suddetta linea e verifico che effettivamente l'alimentazione della cappa sia derivata da codesta conduttura (ho infatti la tendenza a non fidarmi).
Per abitudine, quando devo staccare un "salvavita" lo faccio attraverso il suo pulsante di test.
In questo caso, quest'ultimo non sortiva alcun effetto, così provo anche l'altro "salvavita" e anche quello è "morto", sono marche a me sconosciute che nemmeno ricordo, solo il primo della lista, un Siemens dedicato al circuito luci, funziona correttamente (almeno il pulsante di prova).
Mi limito a far notare alla signora, che i pulsanti di prova dovrebbero essere premuti di tanto in tanto e che i due "salvavita" per prese cucina e prese del resto dell'impianto, non funzionano correttamente e potrebbero non garantire la protezione per cui sono preposti.
La signora mi fa notare che l'impianto è stato fatto nemmeno dieci anni prima, ma che nessuno le ha mai detto che bisognasse premere periodicamente alcun pulsante.
Le spiego sommariamente come funziona la cosa, senza pensare realmente che la signora possa avere interesse a sostituire i dispositivi.
Questa invece, mi chiede candidamente se posso pensare io alla sostituzione.
In periodi di crisi, non si dice no a nessuno (o quasi), quando la signora mi chiede lumi sulla spesa, le faccio la mia stima sul costo del materiale, che non supererà i 60€... questa mi fa capire che vorrebbe uscirsene con una spesa massima di 80/90€, non le do molta corda, ma le dico che non c'è problema.
Le metto in conto anche una verifica di insieme dell'impianto e una prova strumentale sui dispositivi che le andrò ad installare.
Insomma, la signora è contenta e ci congediamo dandoci appuntamento alla settimana successiva, quando tornerò col materiale che andrò ad acquistare per lei.
Il martedì vado a ritirare del materiale ordinato e aggiungo al carrello i due magnetotermici differenziali per la signora, non è una grossa spesa alla fine li pago meno di 15 € + iva (cadauno).
Giovedì mattina sono le 8:00 e sto per scendere da casa, dopo aver informato mio suocero, che ancora lavora dalla signora, che sarei passato in mattinata per montarle i due interruttori.
Mio suocero però mi anticipa sul tempo e mi chiama al telefono, prima ancora che io chiuda la porta di casa.
"Attilio, senti, non venire... la signora dice che alla sostituzione ha già provveduto il genero... che ci vuoi fare, mi dispiace... me l'ha detto proprio poco fa, quando le ho detto che stavi venendo, che ci vuoi fare... pazienza la signora ragiona così... poi te lo pago io il materiale" Non è la prima volta che capita, e dico subito a mio suocero che lui non ha niente da pagarmi e che conserverò il materiale per altre occasioni.
Rimango tuttavia, perplesso di questo modo di comportarsi, non è così che mi è stato insegnato, non è così che si usava fare nella mia famiglia. Un impegno preso era un impegno, anche se solo verbalmente.
Non sono andato lo stesso solo per evitare a mio suocero inutili strascichi polemici da parte della signora, visto che egli ha ancora diversi giorni di lavoro c/o quell'abitazione.
Quindi
elettrodomus, ti rispondo usando le parole di mio suocero...
"Che ci vuoi fare?"