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mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 19:08
da clavicordo
Provo a sottoporre il problema del "metter in ordine" una stanza, un ufficio, un laboratorio, una casa, una strada, un magazzino, ... quello che volete voi. Forse l'ho già fatto un'altra volta, non ricordo. Se mi ripeto, chiedo scusa in anticipo.
Cosa significa "mettere in ordine"?
Se ci si riferisce a degli oggetti in un certo spazio (definito), probabilmente mettere in ordine gli oggetti, significa raggrupparli e/o disporli secondo certi criteri.
Un criterio può essere quello funzionale : dispongo gli oggetti in modo che il loro uso (reperibilità, accessibilità, manutenzione, conservazione, ...) sia il migliore possibile.
Un altro criterio può essere quello estetico (criterio spesso molto caro alle donne), che è visivo e che si riconduce a concetti come armonia, equilibrio, originalità.
Bene sarebbe trovare una soluzione che li comprenda entrambi, mi pare chiaro. Il rapporto fra funzione ed estetica è sempre stato al centro dell'architettura, ad esempio.
In generale raggruppare significa formare delle cosiddette "classi di equivalenza", ossia, detto in soldoni, insiemi di oggetti che condividono una o più caratteristiche. Come si fa con gli archivi, con le cartelle word, con i database.
Ammettiamo di avere un grande gruppo di oggetti vari. Bisogna formare dei sottogruppi, e poi dei sottogruppi di sottogruppi, e altri sottogruppi di livello ancora successivo, formando una struttura ad albero, tipo supermercato. Ci si può spingere fino al livello di "risoluzione" desiderato. Certo, se gli oggetti sono tutti diversi, i raggruppamenti possono diventare così tanti da arrivare ai singoli oggetti: avremmo cioè tanti gruppi quanti sono gli oggetti. Quindi si torna al grande gruppo iniziale, alla fine, però magari con una disposizione spaziale "ordinata", che soddisfa un criterio estetico, e magari anche di reperibilità.
Un mio amico diceva che il modo più razionale di disporre i libri in uno scaffale è di mettere sulla loro costola un'etichetta con un numero progressivo (quindi usando la "relazione d'ordine" della matematica, ossia "maggiore (o minore) di"). Però questo richiede una lista che al numero associ autore e titolo e il problema si sposta sulla lista, che va sempre consultata e aggiornata. Inoltre, dal punto di vista visivo, i libri appaiono disposti a casaccio.

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 19:25
da NSE
Io ho dei problemi ENORMI per mettere in ordine. . quindi mi accodo al topic e leggo con interesse.
Non ho capito se ti limiti a chiedere "come si fa" o "cosa significa"

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 19:43
da setteali
Bella domanda, ma non vorrai mica una risposta univoca vero? :mrgreen:

Negli anni '60, mi ricordo che un meccanico di moto-sccoter e bici, diceva al dipendente del momento :
" lascia stare i miei attrezzi, nella mia confusione ci capisco io ".

E questa frase in paese è rimasta tutt'oggi.

Il mio ordine, invece si divide in settori per le varie tipologie, attrezzi elettrici, elettronici, meccanici, chimici, componentistica , strumentazione, vintage ecc. ecc.
E settore per settore non è proprio in ordine, ma ci provo, non è facile perché ogni settore ha troppi sottogruppi.
Quindi prevale cosa si usa più frequentemente, ma l'importante è avere il posto di lavoro o di lettura, ( dove si usa fare il disordine ) sempre in ordine...poi tutto il resto è noia.
O_/

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 19:47
da mir
raccomandasi l'ordine.jpg
raccomandasi l'ordine.jpg (69.82 KiB) Osservato 3241 volte


.. ;-)

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 19:59
da mario_maggi
clavicordo,
chi conosce il mio ambiente di lavoro a Milano può certificare il disastro, pur non avendo subito terremoti :D
Quando riuscivo a tenere le cose a posto, avevo nominato mobili e scaffali con una doppia lettera legata all'attività, e due cifre per individuare il piano o contenitore.
Oggetti relativi alla stessa attività potevano trovarsi anche in stanze diverse.
Con un database tenevo in ordine tutte le cose principali, poi c'è sempre stato il cassetto dei miracoli per le cianfrusaglie/appunti.

Esempio
EY01-2 Dossier con informazioni utili su EY nella stanza 2.
MM84-1 Disegni, dossier, materiale relativo alla consulenza al cliente XXYY
Ciao
Mario

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 20:57
da WALTERmwp
E poi c'è ordine e ordine.
Escludendo casi particolari dove si sfocia nel patologico, al di sotto di tale livello, nella ricerca dell'ordine, c'è comunque un limite indice di incertezza, di insicurezza ?
Allora, la confusione no, ma benvenga anche una quota di "sano" disordine ...
mario_maggi ha scritto:(...) poi c'è sempre stato il cassetto dei miracoli per le cianfrusaglie/appunti. (...)

Anche il "... prima o poi metterò in ordine ..." o altre variazioni sul tema, sono forse a loro modo sintomatiche di una confortante normalità ...

Saluti

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 21:47
da speedyant
Io ormai avrei una "deformazione professionale" sul termine. In linea di massima la parte "fisica" è quasi noiosa, molto più interessante ideare le "chiavi di ricerca" per inventarsi le famiglie per codificare le cose...
Se poi si passa sul "personale" le cose si complicano.

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 5 feb 2017, 23:31
da clavicordo
Nelle persone veramente disordinate (non quelle che nel loro disordine trovano tutto) c'è anche il sottile piacere del perdere tempo a cercare le cose, che a volte è consolatorio: quando non si trova una cosa non è detto che si sia irrimediabilmente persa: potrebbe essere solo difficile trovarla e così la speranza di trovarla non si spegne subito ma si alimenta dell'incertezza e della difficoltà della ricerca. E la speranza può essere una sensazione vivificante, da opporre alla noia della ripetitività del quotidiano. Se invece manca qualcosa in una situazione molto ordinata, la disperazione dell'ineluttaile potrebbe prendere il sopravvento.

Visto che l'entropia, ossia il disordine, tende per conto suo ad aumentare, mettere in ordine sembra essere un'attività vitale, simile a quella di un'organismo biologico, che riesce a vivere producendo "entropia negativa" (Wiener aveva proposto di chiamarla "negentropia"). Peraltro mettere in ordine, e anche mantenere l'ordine, è un'attività costosa: consuma tempo ed energia mentale e fisica.

Il disordine è anche un lusso, oppure una povertà. E' un lusso se uno riesce a vivere maneggiando pochi oggetti, perché se gli oggetti da maneggiare sono molti, l'ordine diventa una necessità stringente. E' una povertà se uno ha pochi oggetti da maneggiare oppure se ne ha molti il cui maneggiamento non dà alcun frutto.

Se una situazione è statica, l'ordine soddisfa solo un bisogno estetico (che è legato all'inutile). La staticità non genera alcuna funzionalità e quindi anche l'ordine è funzionalmente inutile: è inutile mettere in ordine le cose inutili.

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 6 feb 2017, 10:19
da Guerra
Faccio fatica Foto Utenteclavicordo a capire lo scopo di questa discussione.
Chiedi a qualcun altro il suo personalissimo modo di "fare ordine"?
perché ordinare un insieme di oggetti ha infiniti modi di essere fatto e non ci sono modi più corretti di altri, dipende dove sei, cosa stai cercando di "ordinare", per chi lo fai.
Una biblioteca pubblica ordina i libri perché possano essere facilmente trovati, applicando vari sistemi per farlo (classificazione decimale dewey).
A casa mia posso ordinare la libreria in base al semplice arrivo cronologico dei libri, al colore, all'autore, alla grandezza; insomma in base al mio gusto.
Al supermercato ordinano in base al prodotto, a cosa vogliono sia acquistato per primo (gli scaffali sotto rispetto a quelli di fronte).
Ordinare un gruppo di oggetti diversi diventa anche più "difficile", dipende dal criterio che scegli di applicare.
Così il mio ordine sarà diverso dal tuo, che forse per me è disordine.

Re: mettere in ordine

MessaggioInviato: 6 feb 2017, 12:02
da speedyant
Infatti, in informatica, il momento di panico è stabilire le chiavi di ricerca di un database, oltre a stabilire quale campo debba essere "primario".

Ma soprattutto gli alimentatori devono avere dei cassetti secondo le loro caratteristiche elettriche o devono essere insieme alle apparecchiature che devono alimentare?

Ma ancora più importante, ci servono tutte le "cianfrusaglie" in giro per cassetti, scaffali e ripiani?