mettere in ordine
Provo a sottoporre il problema del "metter in ordine" una stanza, un ufficio, un laboratorio, una casa, una strada, un magazzino, ... quello che volete voi. Forse l'ho già fatto un'altra volta, non ricordo. Se mi ripeto, chiedo scusa in anticipo.
Cosa significa "mettere in ordine"?
Se ci si riferisce a degli oggetti in un certo spazio (definito), probabilmente mettere in ordine gli oggetti, significa raggrupparli e/o disporli secondo certi criteri.
Un criterio può essere quello funzionale : dispongo gli oggetti in modo che il loro uso (reperibilità, accessibilità, manutenzione, conservazione, ...) sia il migliore possibile.
Un altro criterio può essere quello estetico (criterio spesso molto caro alle donne), che è visivo e che si riconduce a concetti come armonia, equilibrio, originalità.
Bene sarebbe trovare una soluzione che li comprenda entrambi, mi pare chiaro. Il rapporto fra funzione ed estetica è sempre stato al centro dell'architettura, ad esempio.
In generale raggruppare significa formare delle cosiddette "classi di equivalenza", ossia, detto in soldoni, insiemi di oggetti che condividono una o più caratteristiche. Come si fa con gli archivi, con le cartelle word, con i database.
Ammettiamo di avere un grande gruppo di oggetti vari. Bisogna formare dei sottogruppi, e poi dei sottogruppi di sottogruppi, e altri sottogruppi di livello ancora successivo, formando una struttura ad albero, tipo supermercato. Ci si può spingere fino al livello di "risoluzione" desiderato. Certo, se gli oggetti sono tutti diversi, i raggruppamenti possono diventare così tanti da arrivare ai singoli oggetti: avremmo cioè tanti gruppi quanti sono gli oggetti. Quindi si torna al grande gruppo iniziale, alla fine, però magari con una disposizione spaziale "ordinata", che soddisfa un criterio estetico, e magari anche di reperibilità.
Un mio amico diceva che il modo più razionale di disporre i libri in uno scaffale è di mettere sulla loro costola un'etichetta con un numero progressivo (quindi usando la "relazione d'ordine" della matematica, ossia "maggiore (o minore) di"). Però questo richiede una lista che al numero associ autore e titolo e il problema si sposta sulla lista, che va sempre consultata e aggiornata. Inoltre, dal punto di vista visivo, i libri appaiono disposti a casaccio.
Cosa significa "mettere in ordine"?
Se ci si riferisce a degli oggetti in un certo spazio (definito), probabilmente mettere in ordine gli oggetti, significa raggrupparli e/o disporli secondo certi criteri.
Un criterio può essere quello funzionale : dispongo gli oggetti in modo che il loro uso (reperibilità, accessibilità, manutenzione, conservazione, ...) sia il migliore possibile.
Un altro criterio può essere quello estetico (criterio spesso molto caro alle donne), che è visivo e che si riconduce a concetti come armonia, equilibrio, originalità.
Bene sarebbe trovare una soluzione che li comprenda entrambi, mi pare chiaro. Il rapporto fra funzione ed estetica è sempre stato al centro dell'architettura, ad esempio.
In generale raggruppare significa formare delle cosiddette "classi di equivalenza", ossia, detto in soldoni, insiemi di oggetti che condividono una o più caratteristiche. Come si fa con gli archivi, con le cartelle word, con i database.
Ammettiamo di avere un grande gruppo di oggetti vari. Bisogna formare dei sottogruppi, e poi dei sottogruppi di sottogruppi, e altri sottogruppi di livello ancora successivo, formando una struttura ad albero, tipo supermercato. Ci si può spingere fino al livello di "risoluzione" desiderato. Certo, se gli oggetti sono tutti diversi, i raggruppamenti possono diventare così tanti da arrivare ai singoli oggetti: avremmo cioè tanti gruppi quanti sono gli oggetti. Quindi si torna al grande gruppo iniziale, alla fine, però magari con una disposizione spaziale "ordinata", che soddisfa un criterio estetico, e magari anche di reperibilità.
Un mio amico diceva che il modo più razionale di disporre i libri in uno scaffale è di mettere sulla loro costola un'etichetta con un numero progressivo (quindi usando la "relazione d'ordine" della matematica, ossia "maggiore (o minore) di"). Però questo richiede una lista che al numero associ autore e titolo e il problema si sposta sulla lista, che va sempre consultata e aggiornata. Inoltre, dal punto di vista visivo, i libri appaiono disposti a casaccio.
