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Ancora morti sul lavoro.

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[71] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 29 set 2021, 12:15

Non entro nel merito dei casi specifici non conoscendo bene i dettagli, ma queste disgrazie possono capitare anche in presenza di normative o di mezzi di protezione.
Molti anni fa conobbi, in villeggiatura, un geometra che come capo cantiere fu condannato per la morte di un operaio caduto da un’impalcatura. Quel geometra mi disse che nel cantiere non mancava niente, dato che l’impresa era molto severa quanto a sicurezza. Eppure la disgrazia accadde ugualmente. Mi disse che a volte sono gli operai stessi che per sveltire il lavoro sorvolano sulle procedure di sicurezza. Quando un capo cantiere deve seguire un cantiere con due palazzi in costruzione, non riesce ad essere presente ovunque, gli assistenti poi sono anch'essi molto impegnati e tra un problema e l’altro può capitare l’incidente. Adesso non saprei dire se esistano ancora i cottimisti ma a quel tempo, mi disse, erano un incubo; se si accorgevano di non essere visibili, eludevano tutte le forme di sicurezza per guadagnare tempo.
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[72] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 29 set 2021, 14:02

WALTERmwp ha scritto:
Là dove viene fatta della formazione forse potrebbero essere esposti e analizzati senza sorta di censura reverenziale dei casi che purtroppo hanno lasciato sul posto delle vittime o causato infortuni gravi.
Forse, guardare "in faccia" quel fatto passato sui media, archviato tra le statistiche dal giorno successivo, potrebbe far crescere la consapevolezza e insieme a questa i comportamenti che davvero allontanano dai rischi.
Son domande che mi pongo senza disporre di risposte adeguate.

Saluti


Fomazione ai sensi del D.Lgs. 81/08 se ne fa molta, mostrare gli infortuni accaduti e analizzare la situazione è prassi.
Ma non risolve il problema.

La formazione spesso è di bassissima qualità, vale la solita regola del "vince chi costa meno".
Ci sono pseuso-professionisti che non sono mai stati in un cantiere, mai visto un ciclo produttivo, mai fatto una qualsiasi sorta di valutazione e fanno i formatori. Io da due anni a questa parte ho smesso gradualmente di fare formazione, lavoro ancora con alcuni clienti fidati, che capiscono il lavoro di preparazione che sta dietro un corso e mi pagano a dovere (e io cerco di dare ogni volta del valore aggiunto, personalizzando ogni singola ora di corso per dare un servizio concreto e fare davvero prevenzione).
In altri contesti ho lasciato ad altri l'incarico. In un caso sono stato sostituito da un collega che lavora a 15 €/ora in ambito formazione. No comment. Impossibile dare un servizio a questi costi (ma nemmeno al doppio per capirci), sei in perdita.

In ogni caso il nocciolo della questione non è la formazione.
I controlli non esistono in ambito sicurezza sul lavoro, distinguiamo innanzitutto due sottoinsiemi:
- Aziende;
- Cantiere.

Nelle aziende i controlli non esistono. Avvengono, nel 99% dei casi, solo in seguito ad un infortunio con lesioni.
Nei cantieri andiamo un po' meglio, qualche sporadico sopralluogo dell'organo di vigilanza arriva. I sopralluoghi sono però dedicati in primis a quelle imprese che hanno negli anni precedenti presentato denunce di infortunio o malattie professionali.

Ecco, a mio avviso solo la presenza periodica dell'organo di vigilanza nelle Aziende/cantieri può risolvere il problema.
Serve urgentemente intervenire sugli organici degli organi di vigilanza, così non andiamo da nessuna parte.

La strada ovviamente è quella di prevedere nuovi adempimenti formali, vi lascio immaginare le conseguenze

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[73] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentefpalone » 29 set 2021, 14:04

WALTERmwp ha scritto:E come la prevenzione, per come divulgata negli ambienti di lavoro, incide effettivamente in modo positivo riuscendo davvero in una importante riduzione degli infortuni ?
[...]

Là dove viene fatta della formazione forse potrebbero essere esposti e analizzati senza sorta di censura reverenziale dei casi che purtroppo hanno lasciato sul posto delle vittime o causato infortuni gravi.
Forse, guardare "in faccia" quel fatto passato sui media, archviato tra le statistiche dal giorno successivo, potrebbe far crescere la consapevolezza e insieme a questa i comportamenti che davvero allontanano dai rischi.
Son domande che mi pongo senza disporre di risposte adeguate.

Saluti

Sottoscrivo in pieno.
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[74] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 29 set 2021, 14:53

Già prendendo in considerazione solo i casi indicati dal link presente nel post, si coglie una drammatica varietà.

Condivido le osservazioni fatte; certamente una formazione per essere definita tale richiede le cure del caso, non può e non dovrebbe essere svolta e assolta come un semplice adempimento burocratico da levarsi dai piedi il prima possibile.
Ecco, probabilmente, il salto mentale starebbe nel vederla come una significativa opportunità.

Come scrivevo, le realtà sono molte e variegate.
A volte c'è chi sfrutta chi versa in stato di necessità, a volte il titolare specula sulla sicurezza, a volte la coscienziosità del datore di lavoro è vanificata dai comportamenti irresponsabili di chi, dopo aver ricevuto le raccomandazioni del caso, disattende con disinvoltura.

Però, se in generale non si comprendono le dinamiche di certi comportamenti, gli infortuni o gli incidenti non potranno subire una drastica riduzione.

Saluti
W - U.H.F.
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[75] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 29 set 2021, 15:31

A mio parere non è solo questo.

La macchina burocratica relativa alla sicurezza sul lavoro, D.Lgs. 81/08 è estenuante.
Questo porta alla perdita totale di credibilità per tutti i soggetti coinvolti: consulenti, organi di vigilanza, legislatore, ecc.

Regole assurde, vera e propria vessazione in particolare per le piccole realtà (che si trovano a doversi adeguare a regole predisposte per ben altre realtà).
Ripeto, regole tante, controlli zero. Così non si va da nessuna parte.
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[76] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 29 set 2021, 16:18

Sono concorde con quanto scritto da Foto UtenteDanielex, ed aggiungo che le regole, quando sono troppe non possono essere seguite, inoltre, se le regole sono come al solito buttate li da chi non ha idea di come si lavora, è ovvio che le regole imposte non verranno seguite, non si ruiscirebbe più a lavorare!

Sono certo che se ci fossero, meno regole, ma metodologie che indicassero la via migliore per eseguire i lavori, forse, potrebbero essere più semplici da seguire, e magari anche utili dal lato sicurezza.

sauti.
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[77] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentealev » 29 set 2021, 16:18

Racconto una mia esperienza diretta, come responsabile, in merito alla sicurezza del lavoro

Ero responsabile di un gruppo di subordinati, suddivisi in gruppi di lavoro diversificati, a seconda dei compiti e competenze; la mia responsabilità era diretta in alcuni casi, mediata (tramite subordinati intermedi) in altri

Tra le mie mansioni, c'era la responsabilità di un parco di automezzi; un giorno, avevamo la necessità di portare un autocarro di 6 ton nell'officina interna all'organizzazione

Quell'autocarro non era stato avviato da diverso tempo e la batteria di avviamento si era scaricata
Incaricai un subordinato intermedio (esperienza di cira 2 anni) di portare quell'autocarro in officina, specificando che non partiva e che doveva usare le note procedure di recovery (batteria esterna, booster, ecc) facendosi aiutare dalla sua squadra, se necessario

Trascorso del tempo, trovandomi ad attraversare a piedi il piazzale dove erano parcheggiati gli autocarri, notai che il suddetto subordinato, messosi al volante del suddetto autocarro, aveva incaricato la sua squadra di spingere l'autocarro verso una delle rampe discendenti di una rimessa sotterranea la quale non consentiva l'accesso a veicoli più alti di 2 m

Era evidente che la discesa dell'autocarro (alto circa 3 m) giù da quella rampa sarebbe culminata in un grave incidente, l'abitacolo dell'autocarro avrebbe impattato molto violentemente contro il bordo superiore del varco di ingresso alla rimessa; ci sarebbero stati dei feriti gravi (se non peggio), dei danni consistenti alla rimessa ed all'autocarro, un disastro in sintesi

Immediatamente, richiamata l'attenzione di quei subordinati, dissi di interrompere all'istante quell'operazione (sudavo freddo ma feci di tutto per non darlo a vedere)

Convocai il subordinato intermedio nel mio ufficio ed iniziai ad interpellarlo per valutare la situazione ed i provvedimenti del caso:

  • Domanda: non hai immaginato che potevi causare un grave incidente?
  • Risposta: secondo me, la rampa di discesa era lunga sufficientemente per frenare
  • D: su un autocarro fermo da molto, sei sicuro al 100% del funzionamento dei freni di servizio (che erano ad aria)?
  • R: no, ma potevo anche frenare col freno a mano (meccanico)

Tralascio il resto e l'esito della discussione, quanto riportato qui è sufficiente per alcune considerazioni personali:

  • Gli errori che portano ad incidenti sul lavoro sono spesso effetto di ignoranza (e negligenza) dei lavoratori e dei loro responsabili
  • Potenziare gli organi di controllo ed intensificare i controlli porterebbe benefici ma alcuni (pochi, forse) incidenti possono essere evitati solo con una buona dose di fortuna
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[78] Incidente senza morti - Apollo 13

Messaggioda Foto Utenteelfo » 29 set 2021, 16:43

da https://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_13
Dai registri di manutenzione risultava che il serbatoio di ossigeno n. 2, durante alcuni lavori eseguiti due anni prima, aveva subito un leggero urto che apparentemente non aveva provocato danni.

Due settimane prima del lancio venne effettuata la prova generale di conto alla rovescia, durante la quale vennero compiute tutte le operazioni (compreso il riempimento dei serbatoi) che poi sarebbero state ripetute prima del vero lancio. A prova conclusa i serbatoi dovevano essere svuotati; in particolare l'ossigeno liquido avrebbe dovuto essere spinto fuori dal serbatoio da ossigeno gassoso pompato attraverso un apposito tubo costruito per quell'unico scopo. Conseguentemente ci si accorse che il serbatoio n. 2 non riuscì a svuotarsi; evidentemente il tubo di drenaggio si era danneggiato nell'urto di due anni prima. Considerando che comunque quell'inconveniente non avrebbe influito sul funzionamento in volo e che una sostituzione del serbatoio avrebbe provocato un ritardo leggero ma sufficiente a far perdere la "finestra" di lancio, venne decisa una procedura alternativa: far uscire l'ossigeno (tenuto normalmente a temperature inferiori a -200 ºC) riscaldandolo oltre la sua temperatura di ebollizione accendendo le resistenze interne al serbatoio. Lo stesso Lovell, a cui spettava la decisione finale in qualità di comandante, autorizzò la procedura.

L'impianto elettrico del modulo di servizio funzionava normalmente con la tensione a 28 volt fornita dalle celle a combustibile, ma durante i collaudi (e durante questa operazione imprevista) veniva alimentato con una tensione di 65 volt fornita dalla torre di lancio; ciò era possibile grazie a una modifica di progetto eseguita nel 1965. Tuttavia non erano stati adeguati i termostati. Quando la temperatura raggiunse i 26 °C il termostato si bruciò per la sovratensione, le resistenze non si spensero e presumibilmente fecero aumentare la temperatura a oltre 500 °C, valore sufficiente a danneggiare il rivestimento in teflon dei cavi elettrici. Questo creò il rischio di scintille e di fatto le produsse quando fu azionata l'alimentazione elettrica al sistema di rimescolamento dell'ossigeno.
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[79] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentemir » 24 nov 2021, 20:02

Incidente sul lavoro a Rodano: operaio muore sotterrato da una massa di terra e cemento .. :(
si riuscirà mai a sensibilizzare le coscenze degli addetti sul tema sicurezza ? .. proprio qualche giorno addietro ho avuto il corso di aggiornamento su gli spazi confinati,uno degli esempi è stato proprio quello delle condizioni di contenimento da cedimento sui lati di uno scavo, seppur l'argomento non interessasse direttamente la tipicità degli ambienti confinati nella nostra azienda , se ne è comunque discusso, ora mi viene da chiedere nel caso successo a Rodano, il preposto certamente ne era a conoscenza di quel rischio per formazione specifica ed esperienza tipica all'attività lavorativa .. e porc .. come è potuto succedere -? :evil:
I circuiti sono controcorrente. Seguono sempre la massa

-Per rispondere utilizza il tasto [RISPONDI] e non il tasto [CITA], grazie.-
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[80] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentealev » 24 nov 2021, 20:17

Quando ero militare, decenni fa, durante qualsiasi attività che non fosse di svago, eisteva la norma non scritta (ma di buon senso) che prevedeva la presenza di un supervisore, che non doveva occuparsi di altro che non fosse il controllo sul rispetto delle norme e delle disposizioni per quella determinata attività

Nelle aziende "private" attuali, se fosse obbligatoria la presenza di un simili figure, non credo le finanze aziendali ne patirebbero, ampiamente compensate dai risparmi in spese legali
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