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Ancora morti sul lavoro.

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[31] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentemir » 31 mar 2018, 11:37

Dato per buono che il manutentore ha le giuste competenze/conoscenze della materia su cui opera, avrà altresì conoscenze in materia di sicurezza. La dove avrà necessità di intervenire e si presenti la necessità di stabilire e realizzare le condizioni di sicurezza, esisterà o meglio deve esserci una procedura frutto di un attenta valutazione dei rischi con conseguenti step da seguire e relative indicazioni sul come dove e quando le singole figura dovranno intervenire per eliminare o meglio limitare i rischi su quell'area e/o su quel macchinario.
A questo punto, i protagonisti per ogni specifica competenza dovranno intervenire per rendere l'area/macchina sicura, con attività del tipo di delimitazioni dell'area piuttosto che intercetto di valvole/tubazioni, messa fuori servizio e quant'altro.
Tutto procedurato, e tutto scritto e firmato, da tutte le figure che il legislatore/normatore ha previsto per ogni caso.
Poi sempre come previsto, la procedura vuole anche che si rendano edotti gli operatori sui potenziali rischi presenti, che gli vengano forniti i dovuti DPI e che si verifichi la rispondenza degli stessi (tipo..scadenze..etc) sempre come prevede il legislatore e le rispettive norme.
Se tutto ciò venisse messo in atto per ogni attività dove si evince un potenziale rischio, o un'attività in cui è prevista questa procedura, direi che senz'altro si potrebbero limitare i casi in cui persone che lavorano perdono la vita .. magari bastava eseguire una semplice misura, o rilevazione, oppure utilizzare i giusti DPI ... :(
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[32] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 31 mar 2018, 13:18

Il legislatore, le procedure, la formazione, i DPI, e poi ... e in parte va ancora bene quando ci sono, ma gli infortuni si perpetuano, perché ?

A volte c'è proprio la "presuntuosa" negligenza da parte del singolo ma il più delle volte le persone si trovano ad operare in condizioni di potenziale rischio perché vengono messe in tali condizioni.
E questa esposizione fa parte di quella quotidianità.
Che poi il "datore di lavoro" ne sia pienamente consapevole ed accetti quel rischio è un'altra valutazione.
E vale per aziende con un numero significativo di dipendenti (o "collaboratori") ma specialmente per quelle piccole o piccolissime dove chi rischia è il "datore" di sè stesso.

Ci sono anche contesti dove sulla carta è tutto a posto, ma porre in pratica una serie di attenzioni significa "non starci più dentro", e il passo successivo potrebbe anche essere la chiusura, o la riduzione del personale.
E allora questo giustifica la disattenzione di ragionevoli precauzioni ?
Forse si, forse no, tutto opinabile finché non ci si fa male, ma il mondo del lavoro è anche questo.

Faccio queste esternazioni pensando a situazioni che possono avermi coinvolto in modo diretto o indiretto o sulla scorta d'osservazioni in differenti ambiti lavorativi.

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[33] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentemir » 31 mar 2018, 13:29

WALTERmwp ha scritto:A volte c'è proprio la "presuntuosa" negligenza da parte del singolo ma il più delle volte le persone si trovano ad operare in condizioni di potenziale rischio perché vengono messe in tali condizioni.

:-k , la negligenza del singolo potrebbe interessare il singolo se opera da solo, ma quando gli eventi interessano diverse unità questo aspetto decade, mi resta invece facilmente credibile che non siano state adottate neanche le minime condizioni di sicurezza,mi riferisco ad esempio negli incidenti che interessano gli spazi confinati, in questi casi la consocenza è fondamentale e fa parte del bagaglio formativo del professionista !
WALTERmwp ha scritto:Che poi il "datore di lavoro" ne sia pienamente consapevole ed accetti quel rischio è un'altra valutazione.
E vale per aziende con un numero significativo di dipendenti..

Non mi risulta, al limite puoi dirmi che il datore di lavoro ti forma/informa poi il resto son c ...
WALTERmwp ha scritto:porre in pratica una serie di attenzioni significa "non starci più dentro"..

Su questo concordo, particolarmente per le piccole aziende, e qui il legislatore dovrebbe a mio avviso intervenire.
WALTERmwp ha scritto:ma il mondo del lavoro è anche questo.

E non solo.
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[34] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 31 mar 2018, 13:41

mir ha scritto:
WALTERmwp ha scritto:Che poi il "datore di lavoro" ne sia pienamente consapevole ed accetti quel rischio è un'altra valutazione.
E vale per aziende con un numero significativo di dipendenti..

Non mi risulta, al limite puoi dirmi che il datore di lavoro ti forma/informa poi il resto son c ...
no, non te lo posso dire e non lo puoi pretendere perché purtroppo le pressioni esercitate in modo esplicito, ma più frequentemente in modo indiretto, possono mettere la persona che si trova in un rapporto di sudditanza veramente in difficoltà.
Poi, per questioni emotive o di carattere psicologico, possono seguire dinamiche con epiloghi molto diversi tra loro.

Il tutto forse si riduce a una mera speculazione, dettata dall'avidità piuttosto che per l'inseguimento d'un dignitoso riconoscimento economico o, come ho già scritto, per la sola sopravvivenza della realtà lavorativa.
Non sto giustificando, cerco solo delle spiegazioni.

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[35] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentemir » 31 mar 2018, 13:51

WALTERmwp ha scritto:..pressioni esercitate in modo esplicito, ma più frequentemente in modo indiretto, possono mettere la persona che si trova in un rapporto di sudditanza veramente in difficoltà...per la sola sopravvivenza della realtà lavorativa.

Eventi che vedono situazioni come quelle che stai citando, c'è poco da fare, e nel malaugurato evento si spera che i responsabili siano poi affidati alla giustizia !
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[36] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 31 mar 2018, 19:36

mir ha scritto:Eventi che vedono situazioni come quelle che stai citando, c'è poco da fare, e nel malaugurato evento si spera che i responsabili siano poi affidati alla giustizia !
ammesso vengano individuate soggettive responsabilità, resta comunque il danno fisico della persona coinvolta.

Ed è questo che andrebbe scongiurato, anche se ovvio affermarlo, perché l'attribuzione d'una sanzione, per quanto può pesare, non restituisce l'integrita ad un corpo offeso, quando poi non si tratta d'un decesso.

L'effetto deterrente c'è solo in alcuni contesti, in altri è solo percepito, in altri ancora è del tutto ininfluente.
Purtroppo basta ricordare casi assurti alle cronache nel recente passato.

A mio parere, forse un miglioramento delle condizioni generali del mercato del lavoro potrebbe portare ad una significativa inversione di tendenza, non certo il legislatore, anche se l'attenzione giuridica non deve venire meno.

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[37] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentemir » 31 mar 2018, 20:04

WALTERmwp ha scritto:resta comunque il danno fisico della persona coinvolta.Ed è questo che andrebbe scongiurato, anche se ovvio affermarlo..

Su questo aspetto mi trovi pienamente d'accordo, e credo che lo siano tutti, il punto è che per quanto possa sembrare ovvio, a volte si è partecipi ad alcune situazioni in cui questa ovvietà è inesistente da parte degli attori coinvolti.. :evil:
WALTERmwp ha scritto:A mio parere, forse un miglioramento delle condizioni generali del mercato del lavoro potrebbe portare ad una significativa inversione di tendenza, non certo il legislatore, anche se l'attenzione giuridica non deve venire meno.

Vero, senza meno offrirebbero condizioni di lavoro adeguate tali da migliorare l'attenzione/interesse nei confronti dell'argomento "sicurezza".
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[38] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentefpalone » 31 mar 2018, 21:02

Purtroppo, per quanto riguarda il rischio di cadute, in passato si è fatta confusione sulla necessità delle scale a gabbia...
L'incidente sul traliccio raiway mi ci ha fatto ripensare: fino a due/tre anni fa circolava la "voce" tra gli esperti di sicurezza che ad una scala alla marinara (con gabbia) fosse da preferire una scala priva di gabbiano equipaggiata con linea vita .
La motivazione addotta era che la scala a gabbia non garantiva la sicurezza dalle lesioni (cadute scomposte, lesioni agli arti), mentre il sistema anticaduta sì
Purtroppo il sistema anticaduta lo devi indossare e di qui il rischio di negligenze.
Su buona parte delle torri radio (ma anche torri faro) "nuove" in luogo della scala a gabbia si vede la linea vita.
I DPI sono un'ottima cosa, ma se con una semplice (*) accortezza in fase progettuale si riesce a farne a meno, ecco che si migliorano le condizioni di lavoro e, statisticamente, diminuiscono gli incidenti.
(*) dico semplice perché il buon progettista deve capire fino a che punto può complicare l'impianto per evitare la necessità di usare i DPI.
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[39] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto Utentemir » 1 apr 2018, 21:42

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[40] Re: Ancora morti sul lavoro.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 1 apr 2018, 22:14

Ho letto quanto la cronaca riporta al momento.
Voglio pensare non ci sia stata sottovalutazione da parte di chi è intervenuto, ne che l'azienda non abbia adeguatamente informato.
Significa che l'imponderabile, ammesso vi sia, come tale, non è contemplabile ?
Io non lo so, ma leggendo quelle poche righe, è possibile che il personale non abbia percepito, per istinto, per sensibilità, un potenziale pericolo ?
Due non esistono più, pare sia stato un istante, il terzo, forse, potrebbe dare qualche risposta ?
Questa disgrazia sembrerebbe(scrivo così, a sensazione) sfuggire a situazioni prodromiche d'incidenti, almeno per come le avevo accennate.

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