Dati personali e privacy
Salve a tutti, normalmente non scrivo sull'area fuori tema del forum, ma negli ultimi mesi sono successe un po' di cose che sono finite sotto la mia lente di ingrandimento e che vorrei condividere con voi.
Al termine dell'EXPO, che ha visto un grande investimento in spazi e risorse umane per coordinare e realizzare l'evento, quello che rimangono sono strutture e spazi che se non reinvestiti diventano solo un peso per i conti pubblici ed un problema da giustificare agli elettori.
Il governo e la regione si erano attivati ben prima del suo inizio, per capire con che piani destinare le aree nel post-expo. Si erano vociferate molte cose ed alla fine, ad inizio del 2016, si sente la voce che vede IBM interessata agli spazi per aprire un centro di ricerca in ambito health. Si tratta di posti di lavoro ed un utile riutilizzo degli spazi. Insomma qualcosa di bello no?
Watson è il sistema di I.A. sviluppato internamente ad IBM e negli ultimi mesi sono emerse le prime applicazioni pratiche e i servizi disponibili per potenziali clienti. Uno degli ambiti più papabili è proprio quello della salute, probabilmente per sistemi diagnostici e di prevenzione.
L'intesa fra Italia, rappresentata da Matteo Renzi, ed IBM prevedeva anche un aspetto curioso: l'accesso in forma anonimizzata ai dettagli delle cartelle cliniche di tutti gli italiani. Un tesoro enorme che il nostro stato ha deciso di svendere in barba ai diritti dei cittadini ed alle leggi sul trattamento dei nostri dati sensibili. Per IBM questo dataset enorme costituisce un elemento necessario per far funzionare Watson e vendere nel breve futuro un servizio che frutterà cifre inimmaginabili. Di cui l'Italia prenderà solo le briciole per l'indotto del nuovo centro a Milano.
Lascio un link dove sono sintetizzati gli sviluppi di quel periodo.
http://www.giannibarbacetto.it/2017/02/ ... area-expo/
Ovviamente un tale accordo sarebbe illegale perché regalare dati in barba alle normative sulla privacy non è così semplice e pregiudica il libero mercato. Un accordo così stipulato con una sola multinazionale attiverebbe l'antitrust per la situazione di monopolio che verrebbe a configurarsi. Per salvare le apparenze ecco che spunta una legge passata sotto i radar che sarà attuativa dal 12 di dicembre.
http://www.repubblica.it/economia/2017/ ... 183005262/
Come al solito le cose vengono fatte con i piedi quando si parla di banche dati. Vi invito a prendere visione dell'articolo 28 della suddetta legge:
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/ ... 7G00180/sg
Leggete pure anche il resto che ci sono delle cose molto simpatiche all'interno.
In parole semplici, senza darci la possibilità di replicare, lo Stato decide sua sponte di negare qualunque nostro diritto circa l'approvazione all'uso da parte di soggetti terzi o la notifica delle finalità dei dati sanitari.
In teoria per chi opera nel settore della ricerca biomedica oggi si aprono enormi possibilità.
O forse no, perché i dati genetici, quelli che più avrebbero interessato la VERA ricerca non sono resi disponibili.
Quindi le università italiane non godranno molto di questa scelta, o forse non ne godranno affatto: le modalità per richiedere l'accesso a questi dati sono dubbie, ed alla fine è evidente chi lo Stato abbia voluto favorire con questo articolo di legge.
Ecco, ora sono un tantinello alterato :/. Pensieri al riguardo?
Al termine dell'EXPO, che ha visto un grande investimento in spazi e risorse umane per coordinare e realizzare l'evento, quello che rimangono sono strutture e spazi che se non reinvestiti diventano solo un peso per i conti pubblici ed un problema da giustificare agli elettori.
Il governo e la regione si erano attivati ben prima del suo inizio, per capire con che piani destinare le aree nel post-expo. Si erano vociferate molte cose ed alla fine, ad inizio del 2016, si sente la voce che vede IBM interessata agli spazi per aprire un centro di ricerca in ambito health. Si tratta di posti di lavoro ed un utile riutilizzo degli spazi. Insomma qualcosa di bello no?
Watson è il sistema di I.A. sviluppato internamente ad IBM e negli ultimi mesi sono emerse le prime applicazioni pratiche e i servizi disponibili per potenziali clienti. Uno degli ambiti più papabili è proprio quello della salute, probabilmente per sistemi diagnostici e di prevenzione.
L'intesa fra Italia, rappresentata da Matteo Renzi, ed IBM prevedeva anche un aspetto curioso: l'accesso in forma anonimizzata ai dettagli delle cartelle cliniche di tutti gli italiani. Un tesoro enorme che il nostro stato ha deciso di svendere in barba ai diritti dei cittadini ed alle leggi sul trattamento dei nostri dati sensibili. Per IBM questo dataset enorme costituisce un elemento necessario per far funzionare Watson e vendere nel breve futuro un servizio che frutterà cifre inimmaginabili. Di cui l'Italia prenderà solo le briciole per l'indotto del nuovo centro a Milano.
Lascio un link dove sono sintetizzati gli sviluppi di quel periodo.
http://www.giannibarbacetto.it/2017/02/ ... area-expo/
Ovviamente un tale accordo sarebbe illegale perché regalare dati in barba alle normative sulla privacy non è così semplice e pregiudica il libero mercato. Un accordo così stipulato con una sola multinazionale attiverebbe l'antitrust per la situazione di monopolio che verrebbe a configurarsi. Per salvare le apparenze ecco che spunta una legge passata sotto i radar che sarà attuativa dal 12 di dicembre.
http://www.repubblica.it/economia/2017/ ... 183005262/
Come al solito le cose vengono fatte con i piedi quando si parla di banche dati. Vi invito a prendere visione dell'articolo 28 della suddetta legge:
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/ ... 7G00180/sg
Leggete pure anche il resto che ci sono delle cose molto simpatiche all'interno.
In parole semplici, senza darci la possibilità di replicare, lo Stato decide sua sponte di negare qualunque nostro diritto circa l'approvazione all'uso da parte di soggetti terzi o la notifica delle finalità dei dati sanitari.
In teoria per chi opera nel settore della ricerca biomedica oggi si aprono enormi possibilità.
O forse no, perché i dati genetici, quelli che più avrebbero interessato la VERA ricerca non sono resi disponibili.
Quindi le università italiane non godranno molto di questa scelta, o forse non ne godranno affatto: le modalità per richiedere l'accesso a questi dati sono dubbie, ed alla fine è evidente chi lo Stato abbia voluto favorire con questo articolo di legge.
Ecco, ora sono un tantinello alterato :/. Pensieri al riguardo?