incidente funivia Stresa Mottarone
Sembra ormai essere abbastanza chiara la dinamica del tragico incidente che ha portato alla morte di 14 persone per la caduta della funivia Stresa-Mottarone:
Rottura dell' anello traente sul ramo di salita dell' impianto con conseguente distacco della cabina che, non essendo più vincolata alla traente stessa, ha iniziato a "scivolare" verso il basso prendendo velocità e in corrispondenza del primo sostegno ha deragliato dalla fune portante precipitando al suolo.
Il sistema frenante di emergenza ( attuatore oleodinamico che chiude le pinze freno del carrello sulla fune portante impedendo alla cabina libera di scivolare a valle) non è entrato in funzione.
E' stato appurato oggi che il freno a bordo vettura è stato "manomesso" o meglio escluso da parte del personale di servizio della funivia (inserendo i famosi forchettoni sulla pinza freno) ,sembrerebbe (il condizionale è d' obbligo)
per evitare i fermi impianto che avvenivano piuttosto di frequente nell' ultimo periodo a causa di una probabile anomalia del sistema frenante.
Se tutto ciò fosse confermato in sede processuale questa sarebbe una GRAVISSIMA responsabilità da parte del gestore dell' impianto, va ricordato però che la causa principale dell' incidente è stata la rottura della fune traente sulla quale sono state eseguite le analisi magneto-induttive a Novembre 2020 senza peraltro evidenziare nessuna criticità.
Personalmente, una fune che si spezza senza mostrare dei segni di logorio lo ritengo un evento quasi incredibile, anche perché le traenti sono normalmente dimensionate con un coefficiente di sicurezza 5 e sottoposte a periodici controlli, una fune del diametro presumibile di circa 30/32 mm a trefoli di acciaio ad alta resistenza, prima di rompersi, si sfilaccia progressivamente in tempi medio lunghi che consentirebbero di rilevare il danno con i quotidiani controlli visivi
Avendo lavorato per alcuni anni sugli impianti di risalita, posso anche dire che la fune si puo' rompere solo in presenza di una forte sollecitazione dinamica e/o di un sovraccarico che eccede anche i pur prudenziali coefficienti di sicurezza,l''intervento della massima coppia sul motore non consente che l'argano strappi la traente, inoltre se la fune esce dalla sua sede, dal carrello o da altre parti, va a massa e causa l'arresto immediato dell'impianto.
Vedremo se le indagini sapranno fare luce sulla causa della rottura anche perché sarà estremamente utile per prevenire eventi simili in futuro.
Rottura dell' anello traente sul ramo di salita dell' impianto con conseguente distacco della cabina che, non essendo più vincolata alla traente stessa, ha iniziato a "scivolare" verso il basso prendendo velocità e in corrispondenza del primo sostegno ha deragliato dalla fune portante precipitando al suolo.
Il sistema frenante di emergenza ( attuatore oleodinamico che chiude le pinze freno del carrello sulla fune portante impedendo alla cabina libera di scivolare a valle) non è entrato in funzione.
E' stato appurato oggi che il freno a bordo vettura è stato "manomesso" o meglio escluso da parte del personale di servizio della funivia (inserendo i famosi forchettoni sulla pinza freno) ,sembrerebbe (il condizionale è d' obbligo)
per evitare i fermi impianto che avvenivano piuttosto di frequente nell' ultimo periodo a causa di una probabile anomalia del sistema frenante.
Se tutto ciò fosse confermato in sede processuale questa sarebbe una GRAVISSIMA responsabilità da parte del gestore dell' impianto, va ricordato però che la causa principale dell' incidente è stata la rottura della fune traente sulla quale sono state eseguite le analisi magneto-induttive a Novembre 2020 senza peraltro evidenziare nessuna criticità.
Personalmente, una fune che si spezza senza mostrare dei segni di logorio lo ritengo un evento quasi incredibile, anche perché le traenti sono normalmente dimensionate con un coefficiente di sicurezza 5 e sottoposte a periodici controlli, una fune del diametro presumibile di circa 30/32 mm a trefoli di acciaio ad alta resistenza, prima di rompersi, si sfilaccia progressivamente in tempi medio lunghi che consentirebbero di rilevare il danno con i quotidiani controlli visivi
Avendo lavorato per alcuni anni sugli impianti di risalita, posso anche dire che la fune si puo' rompere solo in presenza di una forte sollecitazione dinamica e/o di un sovraccarico che eccede anche i pur prudenziali coefficienti di sicurezza,l''intervento della massima coppia sul motore non consente che l'argano strappi la traente, inoltre se la fune esce dalla sua sede, dal carrello o da altre parti, va a massa e causa l'arresto immediato dell'impianto.
Vedremo se le indagini sapranno fare luce sulla causa della rottura anche perché sarà estremamente utile per prevenire eventi simili in futuro.