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Fusilli per trasmissioni radio

MessaggioInviato: 30 mag 2021, 20:49
da mario_maggi
Ciao
10 anni fa è stata fatta questa dimostrazione: https://st.ilsole24ore.com/art/tecnolog ... 3846.shtml
Avete notizia di qualche sviluppo?
Un saluto a tutti,
Mario

Re: Fusilli per trasmissioni radio

MessaggioInviato: 31 mag 2021, 8:55
da MarcoD
L'articolo è superficiale e poco comprensibile.
Probabilmente hanno utilizzato antenne direttive a polarizzazione circolare oraria e antioraria per discriminare fra due emittenti sulla stessa frequenza.
In effetti la polarizzazione del campo elettrico ruota su se stessa a ogni lunghezza d'onda come un fusillo :D
La polarizzazione circolare è stata studiata per la prima volta in USA nel 1942-45, vedi libro Antenne di Kraus.

O_/

Re: Fusilli per trasmissioni radio

MessaggioInviato: 31 mag 2021, 10:53
da richiurci
La mia azienda è stata coinvolta qualche anno fa nello studio delle "onde vorticose" per applicazioni Telecom, ma per quanto ne so è finito in un nulla di fatto.

Nella pagina Wiki trovate vari riferimenti bibliografici in merito
https://en.wikipedia.org/wiki/Siae_Microelettronica

Re: Fusilli per trasmissioni radio

MessaggioInviato: 31 mag 2021, 11:12
da GioArca67
In effetti funzionano in modo differente dalla semplice polarizzazione circolare oraria o antioraria dell'onda.
Si cercano particolari soluzioni alle equazioni di Maxwell in cui il vettore di Poynting è solo localmente in direzione di propagazione dell'onda, ad es generando onde con piani d'onda elicoidali.
Si basano sul momento angolare orbitale, una delle due componenti del momento angolare, che tipicamente è nulla per le onde generate con le usuali antenne.
Con parabole modificate (a forma di elica) o con tecniche di beamforming da array di antenne si generano onde elettromagnetiche che hanno momenti angolari orbitali non nulli, i quali hanno la proprietà di essere ortogonali e con rilevatori a differenza di fase spaziali si riescono a discriminare fra loro e rispetto ad onde con momento angolare di fase nullo (tipo le comuni onde piane).
La dimostrazione è piuttosto complessa ma può essere esaminata ad es. in questa tesina (http://tesi.cab.unipd.it/45995/1/Renzini_arianna.pdf) o questo articolo della Rai (http://www.crit.rai.it/eletel/2016-1/161-2.pdf), oppure direttamente dall'autore (http://iopscience.iop.org/1367-2630/14/3/033001/pdf/1367-2630_14_3_033001.pdf)