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Protezione prese da 16A

MessaggioInviato: 15 apr 2005, 16:47
da NRG Power
Ho un dubbio che da tempo mi "tormenta" :shock: relativo alla protezione dei punti F.M.: consideriamo ad esempio una linea alimentante un gruppo di prese da 16A. Il carico convenzionale Pcon per determinare l'interruttore adeguato alla protezione e comando è calcolato noto il Ku della presa e Kc.
Pcon=Kc*Ku*Ppresa*N°prese

Ciò che osservo nella stragrande maggioranza degli impianti, ad esempio quello di casa, è la presenza costante di un'interruttore da 16A a protezione! Alcuni mi dicono che in questo modo viene protetta anche la presa (e in effetti ciò è vero), ma supponiamo che vi sia la necessita di alimentare un numero elevato di prese che richiedono in linea una corrente d'impiego superiore a 16A. Che fare? :roll: Frazionare i carichi..,si,no, boh.

Nel caso di un miniappartamento con fornitura monofase 1,5kW (corrente massima prelevabile 7,2A), la linea delle prese da 16A come viene protetta..con un'interruttore da 16A??? :?:
Ah, un'altra cosa, a proposito di potenza contrattuale, la corrente massima prelevabile oltre la quale interviene il magnetotermino dell'ENEL, viene calcolata a cosfi=0,9 (come nel caso 1,5kW - 7,2A)?? :?:


Grazie a chiunque possa rispondermi!!! :D

MessaggioInviato: 17 apr 2005, 11:26
da sebago
La scelta dell'interruttore da 16 A è legata alle motivazioni che hai appena espresso e rappresenta un limite superiore (la presa è protetta anche con un interruttore da 10 A). Naturalmente occorre coordinare la protezione anche con il cavo (altrimenti si rischia di proteggere solo la presa e non ciò che la alimenta).
La formula che hai citato va bene in linea teorica e generale (ma se tieni conto del Ku*Kc che viene indicato dalla Guida CEI 64-50, più o meno ci si rientra). La valutazione della potenza assorbita da un gruppo di prese è di difficile approccio per il semplice motivo che non si sa cosa l'utente ci collegherà e con quale contemporaneità e per questo motivo si opta per una protezine da 16 A che è il massimo. Quindi:
- se proprio si vuole sfruttare la conduttura, salvando la presa, si mette una protezione da 16 A;
- se si vuole in qualche modo limitare la potenza prelevabile si può utilizzare una protezione da 10 A (per esempio in circuiti per i quali non è previsto un assorbimento particolarmente gravoso, per esempio il box auto);
- se il numero di prese è piuttosto elevato (ma anche in una casa di civile abitazione il numero di prese non è indifferente) allora si può ipotizzare di suddividere in più circuiti, sempre che il gioco valga la candela.
Nel caso del miniappartamento con 1,5 kW (caspita che mini-potenza...), si può optare per una protezione da 10 A, ma se poi il cliente chiede un incremento di potenza contrattuale siamo punto e a capo (tanto più che le prese sono ormai da 10-16 A).
L'ENEL, in questi casi "suppone" che l'assorbimento avvenga a cosfi 0,9 (e infatti non fa pagare penali per basso cosfi). Solo per utenze maggiori di 15 kW mette due gruppi di misura (energia attiva e reattiva); con i nuovi contatori elettronici probabilmente sparirà questa distinzione e l'ENEL verrà a "ficcanasare" il valore di cosfi reale (con eventuali penali).
Saluti

MessaggioInviato: 21 apr 2005, 18:20
da NRG Power
Grazie molte Sebastiano, ora la faccenda mi è chiara :lol: .
Saluti... 8)

MessaggioInviato: 10 mag 2005, 21:22
da glt76fba
che cosa e' il cos fi che puo' variare e l'utenza se e accorge perche parlavate di penale? mi spiegate il cocetto grazie

MessaggioInviato: 11 mag 2005, 10:10
da sebago