Facciamo il punto:
NORMA:
come ottimamente detto da Mike, la norma (CEI 81-10/2 valutazione del rischio) rende obbligatoria la valutazione del rischio di perdita di vite umane (rischio di tipo 1) mentre lascia alla scelta libera del committente se valutare il rischio di tipo economico (rischio di tipo 4).
Per la valutazione del rischio di tipo 1, la norma prevede il calcolo di varie componenti (Ra, Rb, Ru, ecc.) la cui somma determina il valore complessivo di rischio che deve essere inferiore al
rischio accettabile che la norma stessa fissa in Ra1=0,00001. Fatti dunque tutti i bravi calcoletti ci saranno due possibilità:
a) il rischio calcolato è inferiore a quello accettabile, ergo: la struttura è autoprotetta, non occorre fare nulla.
b) il rischio calcolato è superiore al valore accettabile, occorre prendere provvedimenti opportuni per abbassare il valore di rischio calcolato (e non è detto che sia necessario un LPS) fino a renderlo inferiore al valore accettabile.
Nel caso del rischio di tipo 4, la norma non fissa (né potrebbe) il valore di rischio accettabile, perché dovrebbe essere il committente stesso a fissare questo parametro, in base a considerazioni tutte sue, anche ammesso che voglia considerarlo o decida di infischiarsene (cosa che, come detto, la norma gli consente).
Ora, in questa situazione
la normativa precedente (CEI 81-4) procedeva per vie similari al calcolo del rischio di tipo 1, ipotizzando che il committente dovesse fissare un valore accettabile di rischio economico, un R4 accettabile insomma. Senonché la maggior parte dei committenti si trovavano alquanto spaesati a fissare questo benedetto valore e a capirne bene il significato. Un valore molto "usato" era R4a = 0,0001 ma da qui a far capire al committente cosa realmente significasse...
Il discorso è più semplice con la
normativa attuale (CEI 81-10) come
descritto nell'allegato G:
- occorre calcolare tutte le componenti di rischio
- occorre valutare alcuni parametri economici (dati che evidentemente può e deve fornire il committente), quali il costo degli impianti, il costo dell'edificio, tassi di interesse e di ammortamento, ecc.
- occore calcolare l'ammontare delle perdite senza misure di protezione
- occorre calcolare il costo delle misure di protezione
- occorre calcolare l'ammontare delle perdite residue con le misure di protezione
- occorre valutare il risparmio annuale (come indicato nell'allegato)
A questo punto rimane una semplice valutazione da fare: se il risparmio annuale è positivo è necessario adottare le misure di protezione (e anche in tal caso non è detto che sia necessario installare un LPS). Altrimenti, con risparmio annuale minore di zero, non occore far nulla (si potrebbe dire: la struttura è "economicamente" autoprotetta)
SOFTWARE:
il software della Obo Betterman DECKSPD 81-10 è la versione aggiornata del precedente DECKSPD 81-4.
Purtroppo però per la parte "economica" del calcolo è rimasto ancorato (almeno nella versione che ho io) al metodo "ex 81-4", per cui nel calcolo richiede ancora il valore di R4 accettabile mentre la CEI 81-10 propone le valutazioni che ho sopra riferito (quelle dell'allegato G). E' questo uno dei motivi per cui non lo uso, assieme al fatto che ha una grafica poco accattivante, a tratti dispersiva e poco flessibile. Il fatto che poi gli elaborati non siano agevolmente esportabili me lo rende ancora più antipatico. Naturalmente questi sono pareri del tutto personali e ognuno può farsene l'opinione che vuole.
Un'ultima cosa: se il cliente non desidera la valutazione economica (perché vuole infischiarsene, perché non vuole spendere quattrini, perché...) è
molto opportuno fargli firmare una dichiarazione liberatoria in tal senso, per evitare che, in seguito a fulminazione con conseguenti danni economici,
si dimentichi di aver detto al progettista che voleva solo la valutazione del rischio di perdita di vite umane.
Verba volant, scripta manent.
La dichiarazione che usualmente faccio firmare è questa:
DICHIARAZIONE IN MERITO ALLA PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE
RELATIVAMENTE AL RISCHIO DI PERDITE ECONOMICHE
Impianto: .....[descrizione impianto]........
Committente: ......[denominazione committente].............
Il sottoscritto .......[responsabile della committenza]........, Responsabile dell’impianto in oggetto, sotto la propria responsabilità, ai sensi della Norma CEI EN 62305-2,
dichiara
· di essere a conoscenza che la valutazione del rischio relativo alle scariche atmosferiche è stata condotta con riferimento al rischio di tipo 1 (perdita di vite umane);
· di essere a conoscenza che non è stato valutato il rischio di tipo 4 (perdite economiche);
· di essere a conoscenza che l’impianto potrebbe non essere protetto contro il danno economico che le sovratensioni causate dalle scariche atmosferiche possono provocare;
· di accettare espressamente tale rischio di tipo 4;
· di sollevare il progettista ........[denominazione progettista]........, ai sensi della presente dichiarazione, dalle relative responsabilità.
In fede
Luogo, data
Saluti