dcarinci ha scritto:Salve,
quando vado a realizzare un fronte quadro, dico disegnandolo attraverso i diversi programmi di disegno, nell'inserire gli interruttori, fusibili, e gli altri dispositivi, devo rispettare l'ordine che ho rappresentato sul disegno unifilare, oppure li posso ordinare in amniera diversa, andando a dare i nominativi per ciascuno?
Vi chiedo questo perché ho in mano dei progetti che seguono entrambe le soluzioni e non so se si tratta di casi particolari.
Grazie a tutti.
Saluti
Mi permetto di darti una risposta "articolata" (chi mi conosce si farà un sacco di risate perche sa che l'essere prolisso è un mio maledetto viziaccio, ma non so resistere...).
Un bel po' di tempo fa sulla rivista Tuttonormel comparve un intervento di un certo ing. che chiedeva se, fra i documenti progettuali, fosse necessario inserire anche i "fronte quadro" e l'annesso dimensionamento della carpenteria.
Il buon Vito Carrescia, direttore della rivista e autorevole voce in materia di impianti elettrici, rispose in sostanza che, essendo il quadro un "prodotto elettrico", la responsabilità della scelta della carpenteria ricadeva in toto sul costruttore del quadro, il quale pertanto se ne prendeva anche gli onori decidendo quale fosse la più idonea (e pertanto infischiandosene di quanto il progettista poteva aver ipotizzato).
Il sottoscritto, invaso da perplessità, chiedeva maggiori lumi al Carrescia, e a corredo citavo una Guida CEI (manco a dirlo la CEI 0-2) nella quale fra i particolari costruttivi figurava in bella mostra anche una carpenteria con fronte quadro. Tanto più che, argomentavo, se si trattasse di un'opera pubblica, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge il progettista avrebbe non solo l'obbligo di definire nel dettaglio le opere da realizzare ma anche di darne una corretta valutazione economica e quest'ultima, senza la definizione della carpenteria, sarebbe solamente approssimativa.
Il Carrescia mi rispondeva nella stessa maniera precedente e pertanto confermava quanto già detto. Ricopio fedelmente la risposta di allora:
"
E' indubbio che il progettista dell'impianto debba fornire al progettista del quadro i dati di ingresso necessari per il progetto del quadro, quali ad esempio le apparecchiature che il quadro deve contenere, il valore della corrente di corto cuircuito presunta nel punto di installazione, i vincoli sulle dimensioni del quadro, ad esempio altezza o larghezza massima in base al luogo in cui è destinato, ecc.
E' altrettanto vero che il progettista del quadro potrebbe rinunciare all'incarico, qualora non riuscisse a rispettare uno di questi vincoli.
Quanto lei propone, a mio avviso, deriva dal passato, quando il progettista dell'impianto progettava anche il quadro e l'installatore eseguiva il tutto (era impiantista e quadrista, come accade spesso ancora oggi).
Presentemente, il progettista dell'impianto applica le norme impianti (ad es. CEI 64-8), il progettista del quadro le norme sui quadri (ad es. CEI 17-13/1) e ognuno è responsabile della propria parte.
L'esempio della Guida CEI 0-2 è a mio avviso fuorviante: è come dare, come esempio costruttivo di un impianto elettrico, il dispositivo di sgancio di un interruttore, il quale è un componente dell'impianto come il quadro.
Vito Carrescia"
Che cosa aggiungere? che nonostante il buon Carrescia la mia perplessità è in buona parte rimasta: solitamente, fra i documenti progettuali che fornisco all'installatore, figura anche la carpenteria e il fronte quadro (almeno indicati come suggerimento e come elementi necessari e utili ad una valutazione economica).
Per l'ordine in cui tu metti nel disegno i dispositivi che hai previsto nello schema unifilare, non credo che ci sia una regola fissa: è però indubbio che ogni componente ha una sua funzione che la disposizione nel fronte quadro deve evidenziare. Sarebbe un brutto fronte quadro quello che vedrebbe un dispositivo generale "mischiato" insieme ai suoi derivati.
Del resto, per dirla con una battuta, i generali stanno da una parte e la truppa dall'altra.
Saluti