UPS in cortocircuito ospedale
Ho un dubbio amletico alimentato, tra l'altro, dai dubbi di un collega.
Credo che qualcuno di voi ha esperienze simili e può darci qualche utile indicazione per risolvere al meglio la questione.
Si tratta di questo.
E' previsto il rifacimento del sistema di alimentazione elettrica di tre trasformatori d'isolamento medicali (7,5 kVA) di altrettante sale operatorie.
Al piano terra della struttura sanitaria, in un locale adiacente a quello della cabina MT/BT, sono stati previsti 2 UPS in parallelo ridondante che alimenteranno esclusivamente i tre IT-M sopra specificati. Gli UPS sono trifase/trifase da 60 kVA ciascuno.
Dal punto di vista delle protezioni, effettuati i calcoli elettrici, per ottenere la selettività tra i dispositivi di alimentazione degli UPS ed i dispositivi a valle degli UPS si è fatto riferimento alle tabelle di selettività BTicino, individuando interruttori scatolati da 160 A-4poli a monte e interruttori modulari 63 A-2poli-curva C e potere d'interruzione 25 kA sui 3 circuiti (uno per trafo d'isolamento) a valle degli UPS. Stando alla tabella consultata, queste condizioni garantiscono selettività fino a 8kA.
Fatta questa premessa, vi chiedo: in caso di cto cto su un circuito a valle dell'UPS quest'ultimo cerca di limitare la corrente erogata e se la situazione persiste l'inverter si spegne e il carico viene commutato dal by-pass statico sulla rete; però se il guasto non viene interrotto istantaneamente dai dispositivi automatici, intervengono i fusibili interni degli UPS (mi pare di ricordare che sono di circa 200 A) escludendo l'alimentazione sia dall'inverter dell'UPS (essendosi disattivati per la corrente di corto) sia del by-pass.
Risultato: tutte le 3 sale operatorie rimarrebbero senza alimentazione elettrica (e non solo quella sulla cui linea si è verificato il corto) nonostante dal punto di vista impiantistico si è fatto di tutto per ottenere la selettività delle protezioni e, quindi, la continuità di servizio.
1) La dinamica considerata in caso di cto cto è corretta o ci sfugge qualcosa?
2) Cosa si può fare per evitare che quanto considerato possa accadere garantendo che se in caso di corto l'inverter va in blocco il by-pass continua ad alimentare i carichi senza che i fusibili s'interrompano (ferma restando la selettività delle protezioni dell'impianto)?
3) Chi risponde del comportamento delle protezioni interne degli UPS? Chi costruisce le macchine, chi le installa o chi progetta l'impianto in questione?
Confidiamo nelle vostre risposte. Grazie in anticipo.
Credo che qualcuno di voi ha esperienze simili e può darci qualche utile indicazione per risolvere al meglio la questione.
Si tratta di questo.
E' previsto il rifacimento del sistema di alimentazione elettrica di tre trasformatori d'isolamento medicali (7,5 kVA) di altrettante sale operatorie.
Al piano terra della struttura sanitaria, in un locale adiacente a quello della cabina MT/BT, sono stati previsti 2 UPS in parallelo ridondante che alimenteranno esclusivamente i tre IT-M sopra specificati. Gli UPS sono trifase/trifase da 60 kVA ciascuno.
Dal punto di vista delle protezioni, effettuati i calcoli elettrici, per ottenere la selettività tra i dispositivi di alimentazione degli UPS ed i dispositivi a valle degli UPS si è fatto riferimento alle tabelle di selettività BTicino, individuando interruttori scatolati da 160 A-4poli a monte e interruttori modulari 63 A-2poli-curva C e potere d'interruzione 25 kA sui 3 circuiti (uno per trafo d'isolamento) a valle degli UPS. Stando alla tabella consultata, queste condizioni garantiscono selettività fino a 8kA.
Fatta questa premessa, vi chiedo: in caso di cto cto su un circuito a valle dell'UPS quest'ultimo cerca di limitare la corrente erogata e se la situazione persiste l'inverter si spegne e il carico viene commutato dal by-pass statico sulla rete; però se il guasto non viene interrotto istantaneamente dai dispositivi automatici, intervengono i fusibili interni degli UPS (mi pare di ricordare che sono di circa 200 A) escludendo l'alimentazione sia dall'inverter dell'UPS (essendosi disattivati per la corrente di corto) sia del by-pass.
Risultato: tutte le 3 sale operatorie rimarrebbero senza alimentazione elettrica (e non solo quella sulla cui linea si è verificato il corto) nonostante dal punto di vista impiantistico si è fatto di tutto per ottenere la selettività delle protezioni e, quindi, la continuità di servizio.
1) La dinamica considerata in caso di cto cto è corretta o ci sfugge qualcosa?
2) Cosa si può fare per evitare che quanto considerato possa accadere garantendo che se in caso di corto l'inverter va in blocco il by-pass continua ad alimentare i carichi senza che i fusibili s'interrompano (ferma restando la selettività delle protezioni dell'impianto)?
3) Chi risponde del comportamento delle protezioni interne degli UPS? Chi costruisce le macchine, chi le installa o chi progetta l'impianto in questione?
Confidiamo nelle vostre risposte. Grazie in anticipo.