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DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 30 lug 2010, 9:43
da Per.Ind.Fanara
SALVE
Lavoro per un azienda di impianti tecnologici da poco tempo e fino ad ora ho curato la direzione del cantiere,ora la mia azienda mi cheide di preparare le dichiarazioni di conformità degli impianti e dei quadri
Ho gia preparato con t system gli schemi dei quadri ; La mia prima domanda è basta lo schema dei quadri per la dichiarazione di conformità ho devo allegare qualche altra documentazione tecnica (sono quadri di piccolo taglio non più di 54 moduli formati da int mag-ter-diff e qualche contattore.
2° questi quadri alimentano delle zone uffici con N dorsali DI Nsezioni , mi chiedo devo segnare il passaggio dei cavi sino alle prese interr etc o posso soltanto segnare i punti dove fisicamente sono posizionate prese interruttori etc??

grazie anticipatamente per la disponibilità
Fanara S.RE

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 30 lug 2010, 9:54
da sebago
Solo un domanda (dalla quale dipendono tutte le altre risposte):
quant'è la potenza impegnata/contrattuale?

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 30 lug 2010, 10:09
da Per.Ind.Fanara
SCUSi AVEVO DIMENTICATO UN DATO FONDAMNETALE LA POTENZA CONTRATTUALE E' DI 20 kW
P.s. un'altra zona dove abbiamo a sua volta montato dei quadri e fatto gli impianti elettrici li la potenza contrattuale e molto più superiore ora nn ricordo ma più di 100000 w

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 30 lug 2010, 18:19
da sebago
POTENZA CONTRATTUALE E' DI 20 kW

Ne deduco che:
a) ai sensi del DM 37/08 art. 5 c.2, per l'impianto c'è l'obbligo di progetto da parte di un professionista iscritto all'albo;
b) l'installatore non può eseguire gli impianti senza il progetto di cui al punto a)
c) nel progetto di cui al punto a) devono essere indicati gli schemi unifilari dei quadri con le caratteristiche delle protezioni;
d) se in corso d'opera nulla è stato variato, nella DDC si farà riferimento al progetto
e) se in corso d'opera ci sono state variazioni sostanziali allora esse devono essere state autorizzate dalla DD.LL. e formalizzate in una documentazione di variante, alla quale comunque si darà riferimento per la DDC;
f) per le DDC dei quadri si farà riferimento agli schemi precedenti (di progetto o di variante), ma non è obbligatoria la loro consegna (a meno che non sia stato contrattualmente pattuito).

In quale punto ti ritrovi?

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 30 lug 2010, 20:31
da Per.Ind.Fanara
abbiamo fatto una perizia di variante ed ho riprogettato tutti i quadri elettrici ,approfittando della tua preparazione la d.d.l mi ha chiesto ovviamente lo schema dei quadri e già sono pronti ma non preparato i vari calcoli di riscaldamento del quadro e quindi le prove ,mi chiedo sono necessarie ai fini della ddc ?


grazie anticipatamente

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 31 lug 2010, 8:54
da sebago
abbiamo fatto una perizia di variante ed ho riprogettato tutti i quadri elettrici

e
la d.d.l mi ha chiesto ovviamente lo schema dei quadri

sono incongruenti:
la perizia di variante doveva essere predisposta da un progettista o dalla stessa DD.LL., non dall'impresa che, credo, tu rappresenti.
Ma mi rendo conto che è un andazzo immorale (e illegale) diffuso: il D.L. non fa una pippa però intasca la parcella (intera, mica la divide con voi che gli avete fatto il lavoro...).

Per quanto riguarda la conformità dei quadri:
Se l'impresa che costruisce (vale a dire: "targa") i quadri è la stessa che esegue gli impianti, alla DDC non va allegato nulla al riguardo, si può fare semplice riferimento alla variante (si spera, almeno questo, regolarmente approvata dal committente).
Se invece si tratta di due imprese diverse, sarebbe opportuno allegare alla DDC la conformità dei quadri, rilasciata dal quadrista.
Non è obbligatorio comunque consegnare i calcoli relativi alla dissipazione termica e l'esito delle prove, a meno che questo non sia un obbligo previsto contrattualmente. Ovviamente i quadri devono avere la marcatura CE, che in genere sta nella targa stessa.

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 31 lug 2010, 12:08
da Mike
sebago ha scritto:la perizia di variante doveva essere predisposta da un progettista o dalla stessa DD.LL., non dall'impresa che, credo, tu rappresenti.
Ma mi rendo conto che è un andazzo immorale (e illegale) diffuso: il D.L. non fa una pippa però intasca la parcella (intera, mica la divide con voi che gli avete fatto il lavoro...).


Al solito, le brutte abitudini non muoiono mai...

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 3 ago 2010, 9:52
da Per.Ind.Fanara
grazie mille

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 4 ago 2010, 8:08
da Serafino
E come può il quadrista rilasciare una DdC? O meglio a cosa si sipira?

BT (direttiva 2006/95/CE): No, perché non ha progettato il quadro in esame nemmeno per sbaglio ma ha eseguito secondo le indicazioni ricevute dal progettista e quindi al limite consegna una dichiarazione di costruzione secondo le specifiche tecniche e la norma tal dei tali applicata

EMC (direttiva 2004/108/CE): No come sopra

Ergo nella targa CE non compare il nome del quadrista.

A meno che, con specifici accordi contrattuali non venga demandata la progettazione del quadro allo stesso, usando ad esempio gli unifilari e le specifiche di capitolato come guida.
Ovviamente il calcolo delle temperature in questo caso tocca al fabbricante, al pari di tutte le altre prove del caso che trasformano il quadro in un semplice componente dell'impianto elettrico.

Re: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

MessaggioInviato: 4 ago 2010, 16:03
da sebago
Serafino ha scritto:E come può il quadrista rilasciare una DdC? O meglio a cosa si ispira?

In due parole:
- alla Norma CEI 17-13 (che fra qualche tempo sarà sostituita dalla nuova norma)
- alla Norma CEI 23-51 (quando applicabile)

dichiarazione di costruzione secondo le specifiche tecniche e la norma tal dei tali applicata

Appunto, solo che si chiama "di conformità", e non semplicemente "di costruzione". E non sono necessari "specifici accordi contrattuali".
Il fatto che non abbia progettato lo schema unifilare (e dunque il corretto coordinamento delle protezioni, che è cosa che cade sotto la responsabilità del progettista dell'impianto elettrico) non lo esime dall'assumersi le responsabilità in merito alla scelta dei prodotti, carpenteria in primis, e al loro assemblaggio. La qual cosa ricade nell'ambito delle direttive BT e EMC, e non ne è affatto escluso.
Infine, precisazione non da poco, il responsabile ultimo è il costruttore ovvero colui che targa il quadro, visto che quest'ultimo è - a tutti gli effetti - un prodotto elettrico e su tale prodotto deve comparire, fra le altre cose, il nome di colui che si assume la responsabilità di affermare che è "realizzato a regola d'arte".