Vecchio a chi???
Scherzi a parte, elettro, utilizzare una blindosbarra al posto di una conduttura in cavo ha senso quando ci sono tante utenze da alimentare dalla stessa dorsale, oppure quando nel rapporto costi benefici la blindosbarra diventa più conveniente, per esempio per la distribuzione primaria tra trasformatori MT/BT di una certa potenza e il QG. Non rientriamo in nessuno di questi casi...
Ricordo che negli impianti di distribuzione si protegge il circuito non l'utenza, quindi per prima cosa bisogna dimensionare la conduttura (cavo+supporto) verificando qual è la sezione ottimale tenendo conto della caduta di tensione a fondo linea; individuata la tipologia di conduttura e la sua portata nominale (Iz) si determina il dispositivo di protezione e la sua corrente nominale (In), e si verifica il rispetto della relazione: Ib<=In<=Iz. Ma non è finita qui, l'utenza ha una corrente di spunto elevata che nel momento di avviamento può far intervenire intempestivamente la protezione magnetica, quindi si prende la curva dell'interruttore e si valuta se quella corrente di spunto è in grado di far intervenire l'interruttore tenendo conto che il tempo dello spunto è brevissimo.
Da capire anche se quei circa 100 A (Ib) di corrente nominale dell'utenza sono effettivi o è un valore massimo. Supponiamo siano effettivi, quindi devo utilizzare una conduttura con Iz >= di 100A. Scorrendo le CEI UNEL 35024/1 per posa non interrata determino che per un cavo EPR posato in passarella forata aperta con 16 mmq ho una Iz da 107A. Ovviamente questo valore va deprezzato in funzione dei vari k che tengono conto del numero di circuiti, ma supponendo sia solo questo circuito quello sarebbe il valore di Iz. Qui il progettista comincia a ragionare... 107 A per portare costantemente 100A sono un po pochini, per cui passiamo alla taglia successiva con 25 mmq e Iz pari a 141A, ecco si può ragionare c'è un certo margine. Volendo sempre in funzione del tipo di carico e delle condizioni ambientali e lavorative si può anche passare oltre a utilizzare il 35 mmq con Iz pari a 176A, in ogni caso sono tutte considerazioni di responsabilità del progettista.
Ho scelto la conduttura da 25 mmq, come siamo con la caduta di tensione? Verifico e vedo che per 30 m a 100A ho un c.d.t massima del 1% a fondo linea, ottimo direi. Non avendo indicazioni dal costruttore e vista la tipologia di carico, non mi preoccupo di verificare la C.d.t. in fase di avviamento. Andiamo avanti. Quindi adesso ho: 100A(Ib)<141A(Iz). Come proteggo la conduttura dalle sovracorrenti? Devo utilizzare una protezione con In compresa tra 100A e 141A. Nel mercato c'è di tutto, in ogni caso saranno degli interruttori scatolati vista anche la Icc presunta di 15kA nel punto di installazione. Il progettista fa le sue valutazioni, anche qui del tutto soggettive, io per esempio sceglierei un interruttore scatolato 4x160A (16 o 25kA, dipende dalla disponibilità commerciale) che regolerò a 140A. Direi che la prima parte è conclusa, procediamo ora a verificare se in fase di avviamento mi interviene la magnetica. Non conosco il tempo di avviamento ma solo una corrente di spunto, supponiamo sia un avviamento diretto che mediamente ha dei tempi di 2-3 secondi. Prendo la curva di intervento dell'interruttore scelto (tempo in ordinata e rapporto tra corrente nominale e regolata in ascisse) e vedo che a 3 secondi non raggiungo la curva magnetica pari a 8 volte la nominale (1280 A), quindi la corrente di spunto da 262 A non gli fa un baffo. Scelta effettuata correttamente, poi si può continuare con il resto delle considerazioni (protezione dai contatti indiretti, ecc.), o fare lo stesso ragionamento per taglie di interruttori diverse.