anello di guasto e impedenza in un sistema TN-S
Buona sera a tutti.
Volevo confrontarmi sulla seguente situazione:
impianto fotovoltaico installato sulla copertura di un edificio esistente; il sistema elettrico fino al trafo di isolamento viene gestito come sistema TN-S e quindi con centro stella a terra, neutro a terra e masse a terra.
Stiamo pensando di collegare le cornici con un cavo giallo verde da 10 mmq i moduli fotovoltaici(tra di loro collegati con cavi da 4 mmq) e poi il tratto finale dall'ultimo modulo collegarlo ad una piastra di acciaio zincato. Da questa piastra si farà un altro collegamento con cavo da 16 mmq giallo verde fino al collettore di terra dove appunto ci sarà il collegamento del centro stella, massa del trafo e così via (nel box inverter).
In questo modo avrei realizzato le condizioni per un eventuale anello di guasto.
Abbiamo ritenuto opportuno utilizzare dei differenziali magnetotermici (Id = 100 mA) in uscita da ciascun inverter per garantire l'intervento a seguito di un guasto.
Secondo voi si può evitare il collegamento tra modulo e modulo con il giallo verde e sfruttare il fatto che i moduli sono comunque collegati tra loro mediante le strutture di supporto (forse col tempo avrei problemi con la verifica dell'anello di guasto?)?
Per quanto riguarda la verifica Zs <= U0/Id dove con Id = 100 mA il dubbio sta nel valore della U0 che sto considerando pari a 230 V (tensione fase terra).
Il dubbio sta nel fatto che il sistema TN-S è costituito sia dalla parte in AC con tensione 400/230 V che dalla parte in continua con tensioni superiori a 400 V costituita dai moduli fotovoltaici . La soluzione che ho provato a darmi è che comunque i differenziali sono inseriti dopo gli inverter e quindi sono soggetti alla tensione fase terra di 230 V , perciò utilizzo questo valore di tensione per i mie calcoli ovvero Zs <= 2300 ohm.
Ringrazio per la pazienza e per le eventuali considerazioni.
Gianluca
Volevo confrontarmi sulla seguente situazione:
impianto fotovoltaico installato sulla copertura di un edificio esistente; il sistema elettrico fino al trafo di isolamento viene gestito come sistema TN-S e quindi con centro stella a terra, neutro a terra e masse a terra.
Stiamo pensando di collegare le cornici con un cavo giallo verde da 10 mmq i moduli fotovoltaici(tra di loro collegati con cavi da 4 mmq) e poi il tratto finale dall'ultimo modulo collegarlo ad una piastra di acciaio zincato. Da questa piastra si farà un altro collegamento con cavo da 16 mmq giallo verde fino al collettore di terra dove appunto ci sarà il collegamento del centro stella, massa del trafo e così via (nel box inverter).
In questo modo avrei realizzato le condizioni per un eventuale anello di guasto.
Abbiamo ritenuto opportuno utilizzare dei differenziali magnetotermici (Id = 100 mA) in uscita da ciascun inverter per garantire l'intervento a seguito di un guasto.
Secondo voi si può evitare il collegamento tra modulo e modulo con il giallo verde e sfruttare il fatto che i moduli sono comunque collegati tra loro mediante le strutture di supporto (forse col tempo avrei problemi con la verifica dell'anello di guasto?)?
Per quanto riguarda la verifica Zs <= U0/Id dove con Id = 100 mA il dubbio sta nel valore della U0 che sto considerando pari a 230 V (tensione fase terra).
Il dubbio sta nel fatto che il sistema TN-S è costituito sia dalla parte in AC con tensione 400/230 V che dalla parte in continua con tensioni superiori a 400 V costituita dai moduli fotovoltaici . La soluzione che ho provato a darmi è che comunque i differenziali sono inseriti dopo gli inverter e quindi sono soggetti alla tensione fase terra di 230 V , perciò utilizzo questo valore di tensione per i mie calcoli ovvero Zs <= 2300 ohm.
Ringrazio per la pazienza e per le eventuali considerazioni.
Gianluca