Dubbi su nuovo impianto el. laboratorio bar ed elettricista.
Salve a tutti,
vi scrivo per chiedere umilmente il vostro aiuto.
Sto progettando l'impianto elettrico di un laboratorio bar pasticceria in cui le attrezzature sono divise in zona fredda e zona calda (nella quale ho anche circa 100 kW di potenza termica installata).
La potenza elettrica complessiva installata sfiora i 70 kW compresi i circuiti prese 230 V e 3 prese CEE disponibili, ma per come sarà usato il laboratorio penso che gli basterà un contratto da 25 kW anche se io ho dimensionato la rete per un carico di 40 kW con cavi da 35 mm2 di sezione per le fasi e 25 mm2 per neutro e terra.
Come corrente di corto circuito presunta trifase ho scelto 16 kA.
Avevo intenzione di usare dei quadretti per prese CEE interbloccate per alimentare a gruppi di 2 o 3 le macchine vicine, usando un solo interruttore ed un solo cavo adeguatamente dimensionati dal quadro generale (Q.G.) ma l'elettricista, poco elegantemente ha cominciato a instillare nel committente paure sulla possibilità di sovraccarichi e malfunzionamenti e (pur chiarendo che quelle paure erano infondate) ho acconsentito a progettare linee separate dal quadro quasi per ogni macchina.
Così anche la sfogliatrice che consuma 0,8 kW in trifase, ha un suo interruttore magnetotermico differenziale al Q.G., una sua linea ed una sua presa CEE.
Però gli interruttori di quel calibro costicchiano e sinceramente ho l'impressione di star facendo spendere troppo al cliente (ma l'elettricista è il suo di fiducia).
Voi come vi comportereste in queste situazioni? Considerate che le tracce nelle murature sono già state fatte così come la collocazione delle cassette.
Eventualmente potrei mettere sotto lo stesso interruttore sul Q.G. due circuiti di due macchine che non hanno grossi dispendi energetici? Un interruttore, due serie di cavi che partono dal Q.G. nello stesso cavidotto e che alimentano due prese CEE vicine?
Sotto c'è lo schema del quadro generale e del quadretto ricezione energia (che distano circa 25 m).
Ah, l'interruttore generale del Q.G. è un magnetotermico da cui si diramano tutti i m.t. differenziali con Idn=0,03 A per avere la selettività orizzontale, ma per avere anche la selettività verticale, con l'interruttore nel quadretto ricezione energia, basta l'interruttore che ho scelto: Bticino T7014A/100 + T7042/125 con Idn=0,3? La sigla GS significa che è del tipo selettivo? Il fatto che abbia Idn> 3 Idn a valle, mi assicura che in caso di guasto in un circuito a valle non salti anche l'interruttore sul quadro ricezione energia?
Grazie mille per ogni prezioso consiglio!
vi scrivo per chiedere umilmente il vostro aiuto.
Sto progettando l'impianto elettrico di un laboratorio bar pasticceria in cui le attrezzature sono divise in zona fredda e zona calda (nella quale ho anche circa 100 kW di potenza termica installata).
La potenza elettrica complessiva installata sfiora i 70 kW compresi i circuiti prese 230 V e 3 prese CEE disponibili, ma per come sarà usato il laboratorio penso che gli basterà un contratto da 25 kW anche se io ho dimensionato la rete per un carico di 40 kW con cavi da 35 mm2 di sezione per le fasi e 25 mm2 per neutro e terra.
Come corrente di corto circuito presunta trifase ho scelto 16 kA.
Avevo intenzione di usare dei quadretti per prese CEE interbloccate per alimentare a gruppi di 2 o 3 le macchine vicine, usando un solo interruttore ed un solo cavo adeguatamente dimensionati dal quadro generale (Q.G.) ma l'elettricista, poco elegantemente ha cominciato a instillare nel committente paure sulla possibilità di sovraccarichi e malfunzionamenti e (pur chiarendo che quelle paure erano infondate) ho acconsentito a progettare linee separate dal quadro quasi per ogni macchina.
Così anche la sfogliatrice che consuma 0,8 kW in trifase, ha un suo interruttore magnetotermico differenziale al Q.G., una sua linea ed una sua presa CEE.
Però gli interruttori di quel calibro costicchiano e sinceramente ho l'impressione di star facendo spendere troppo al cliente (ma l'elettricista è il suo di fiducia).
Voi come vi comportereste in queste situazioni? Considerate che le tracce nelle murature sono già state fatte così come la collocazione delle cassette.
Eventualmente potrei mettere sotto lo stesso interruttore sul Q.G. due circuiti di due macchine che non hanno grossi dispendi energetici? Un interruttore, due serie di cavi che partono dal Q.G. nello stesso cavidotto e che alimentano due prese CEE vicine?
Sotto c'è lo schema del quadro generale e del quadretto ricezione energia (che distano circa 25 m).
Ah, l'interruttore generale del Q.G. è un magnetotermico da cui si diramano tutti i m.t. differenziali con Idn=0,03 A per avere la selettività orizzontale, ma per avere anche la selettività verticale, con l'interruttore nel quadretto ricezione energia, basta l'interruttore che ho scelto: Bticino T7014A/100 + T7042/125 con Idn=0,3? La sigla GS significa che è del tipo selettivo? Il fatto che abbia Idn> 3 Idn a valle, mi assicura che in caso di guasto in un circuito a valle non salti anche l'interruttore sul quadro ricezione energia?
Grazie mille per ogni prezioso consiglio!