Opinioni sulle dichiarazioni rese dal committente
Volevo porre in evidenza e chiedere opinioni su un argomento che spesso viene dibattuto ma che non ha mai appagato la mia voglia di “fare le cose per bene”.
Le dichiarazioni rese dal committente: cioè, tutti quei dati in ingresso che dovrebbero essere resi dal committente ma che in realtà per ignoranza o per economia vengono sistematicamente disattesi.
Sto parlando di analisi del rischio per determinare se un luogo è da considerarsi ma.r.c.i.o. , comunicazioni ed eventuali verifiche a VVFF e CPI annesso ecc..
Un Progettista e un installatore come si devono comportare quando ci si trova davanti al classico committente testardo che per risparmiare € 10 è disposto a barattare sua madre?
Il classico esempio è un palese luogo ma.r.c.i.o dove l’analisi del rischio non vuol essere effettuata per risparmiare oppure un luogo compreso nell’elenco del nuovo DPR 151 dove viene omessa l’eventuale certificazione ai VVFF...
Sono consapevole che saranno affari del committente in caso di controlli o controversie ma nei dati in ingresso del progetto cosa ci scrivo????
Se me ne frego e considero un luogo ma.r.c.i.o. come luogo ordinario solo perché il cliente testardo non vuole dichiaralo come tale, in caso di controversie potrei essere accusato di imperizia in quanto essendo un tecnico abilitato dovrei averlo saputo.
Per farla breve ci si trova sempre tra l’incudine ed il martello, e per dormire sonni tranquilli è meglio declinare l’incarico di progettazione oppure è possibile accettarlo lo stesso indicando come dato di progetto “l’area oggetto di interesse non è soggetta a particolari prescrizioni” e sperare che un giorno i Carabinieri non ti consegnino un mandato di comparizione ???
Le dichiarazioni rese dal committente: cioè, tutti quei dati in ingresso che dovrebbero essere resi dal committente ma che in realtà per ignoranza o per economia vengono sistematicamente disattesi.
Sto parlando di analisi del rischio per determinare se un luogo è da considerarsi ma.r.c.i.o. , comunicazioni ed eventuali verifiche a VVFF e CPI annesso ecc..
Un Progettista e un installatore come si devono comportare quando ci si trova davanti al classico committente testardo che per risparmiare € 10 è disposto a barattare sua madre?
Il classico esempio è un palese luogo ma.r.c.i.o dove l’analisi del rischio non vuol essere effettuata per risparmiare oppure un luogo compreso nell’elenco del nuovo DPR 151 dove viene omessa l’eventuale certificazione ai VVFF...
Sono consapevole che saranno affari del committente in caso di controlli o controversie ma nei dati in ingresso del progetto cosa ci scrivo????
Se me ne frego e considero un luogo ma.r.c.i.o. come luogo ordinario solo perché il cliente testardo non vuole dichiaralo come tale, in caso di controversie potrei essere accusato di imperizia in quanto essendo un tecnico abilitato dovrei averlo saputo.
Per farla breve ci si trova sempre tra l’incudine ed il martello, e per dormire sonni tranquilli è meglio declinare l’incarico di progettazione oppure è possibile accettarlo lo stesso indicando come dato di progetto “l’area oggetto di interesse non è soggetta a particolari prescrizioni” e sperare che un giorno i Carabinieri non ti consegnino un mandato di comparizione ???

