Ristrutturazione RTA
Buongiorno.
Vi chiedo un consiglio ed un eventuale richiamo ad una norma, su di un tema sul quale non ho trovato riscontri a livello progettuale.
Ho un edificio degli anni 80, era RTA (residenza turistico alberghiera) fino a 5 anni fa, poi è stata lasciata in disuso. Oggi vogliono rimetterla in moto, con modifiche. Prima cosa: all'epoca c'era fornelletti improvvisati, oggi vogliono mettere piastre ad induzione ed clima con pompe di calore per ciascuna unità. Il combustibile disponibile in loco è solo il GPL, per cui la Committenza per evitare rogne varie con l'antincendio ha deciso di procedere con le suddette piastre a induzione per la cucina delle unità immobiliari.
Esiste una DiCo del 2005 sull'elettrico.
Ovviamente la committenza vuole spendere il meno possibile e riutilizzare il più possibile l'esistente.
Ecco la questione: esiste un quadro unico per tutte le unità immobiliari e il quadro è in un corridoio. Ho fatto due prove da scuola elementare e ho scoperto che gli interruttori in numero inferiore al numero delle camere avevano una particolarità. Un magnetotermico diff. da 30 mA di tipo C6, 4,5kA... copre la Luce in tre unità immobiliari, la stessa cosa viene fatta da un altro MgT-Diff sempre C6, per la FEM.
Tradotto in semplicese, tre unità immobiliari condividono l'interruttore luce e quello prese.
Al di là dell'aumento delle potenze e quindi dell'alta probabilità di dover progettare ciascuna unità per 4,5 o 6 kW, la Committenza mi chiede di rifare lo stesso giochetto delle tre carte per risparmiare sulle U.I. a livello di quadro generale.
Lo confesso, a livello normativo sto ancora cercando chiarimenti, ma a livello funzionale, tecnico, di buonsenso, ho una vera e propria intolleranza all'idea di usare un Mgt-Diff su più unità immobiliari. E mi domando: ok, seguiamo questa filosofia, allora perché non mettere un unico interruttore per tutto l'edificio?
Scusate lo sfogo e grazie per l'aiuto.
Giulio Passarini
Vi chiedo un consiglio ed un eventuale richiamo ad una norma, su di un tema sul quale non ho trovato riscontri a livello progettuale.
Ho un edificio degli anni 80, era RTA (residenza turistico alberghiera) fino a 5 anni fa, poi è stata lasciata in disuso. Oggi vogliono rimetterla in moto, con modifiche. Prima cosa: all'epoca c'era fornelletti improvvisati, oggi vogliono mettere piastre ad induzione ed clima con pompe di calore per ciascuna unità. Il combustibile disponibile in loco è solo il GPL, per cui la Committenza per evitare rogne varie con l'antincendio ha deciso di procedere con le suddette piastre a induzione per la cucina delle unità immobiliari.
Esiste una DiCo del 2005 sull'elettrico.
Ovviamente la committenza vuole spendere il meno possibile e riutilizzare il più possibile l'esistente.
Ecco la questione: esiste un quadro unico per tutte le unità immobiliari e il quadro è in un corridoio. Ho fatto due prove da scuola elementare e ho scoperto che gli interruttori in numero inferiore al numero delle camere avevano una particolarità. Un magnetotermico diff. da 30 mA di tipo C6, 4,5kA... copre la Luce in tre unità immobiliari, la stessa cosa viene fatta da un altro MgT-Diff sempre C6, per la FEM.
Tradotto in semplicese, tre unità immobiliari condividono l'interruttore luce e quello prese.
Al di là dell'aumento delle potenze e quindi dell'alta probabilità di dover progettare ciascuna unità per 4,5 o 6 kW, la Committenza mi chiede di rifare lo stesso giochetto delle tre carte per risparmiare sulle U.I. a livello di quadro generale.
Lo confesso, a livello normativo sto ancora cercando chiarimenti, ma a livello funzionale, tecnico, di buonsenso, ho una vera e propria intolleranza all'idea di usare un Mgt-Diff su più unità immobiliari. E mi domando: ok, seguiamo questa filosofia, allora perché non mettere un unico interruttore per tutto l'edificio?
Scusate lo sfogo e grazie per l'aiuto.
Giulio Passarini