Disastro cavidotto interrato
Ciao a Tutti, sono nuovo nel forum e ringrazio anticipatamente chiunque abbia voglia di darmi un consiglio sull'argomento.
Mi trovo nella situazione di dover redigere una perizia tecnica sull'impianto di un caro amico.
E' stato realizzato un impianto FV da 450kW il quale ha un cavidotto (tubi corrugati in polietilene interrati contenenti i cavi elettrici, spero che la definizione sia corretta) interrato che dagli inverter fa circa 400 metri fino al punto di consegna. Il problema risiede proprio nella realizzazione della linea interrata. Premetto che sono stati posati due differenti tipi di cavi FG7R 1x120 e 1x150, in numero consistente (ci saranno almeno una dozzina di cavi).
Ora i problemi sono i seguenti:
- I corrugati sono stati riempiti a tal punto che non ci entra neanche uno spillo! Risulta impossibile infilare o sfilare uno dei cavi, la stessa posa dei cavi è stata estremamente problematica, tanto che nei pozzetti intermedi ci sono svariati metri di cavo che non è stato possibile infilare...
- Vista la grande difficoltà nell'infilare i cavi, l'installatore ha pensato bene di utilizzare un trattore (si avete capito bene) per tirare i cavi nei corrugati. Il risultato è che nei pochi punti dove i cavi sono ancora visibili, il rivestimento esterno (pvc grigio a protezione dell'isolante) risulta lacerato i numerosi punti.
L'impianto è stato connesso alla rete qualche settimana fa, ma l'installatore deve ancora ricevere il saldo dei lavori eseguiti. Il cliente (il mio amico) è molto deluso del lavoro eseguito e vorrebbe che almeno gli si sostituissero i cavi danneggiati, visto anche che devono stare lì almeno 20 anni (ma anche 25-30) pari alla durata dell'incentivo.
Mi sono pertanto offerto di fare una perizia tecnica (sono Ingegnere anche se non elettrico/elettronico) ma il settore elettrico non è proprio il mio campo.
Vi chiedo un aiuto in merito ai punti su cui appigliarmi (anche riferimenti normativi) per poter pretendere la sostituzione dei cavi o comunque il risarcimento dei danni. Per il momento punterei alle seguenti argomentazioni:
- Mi risulta che le norme CEI (credo la 23-46 ma non ne sono sicuro, se mi volete confermare fate cosa gradita) prescrive che i cavidotti interrati "chiusi" vengano riempiti al massimo al 50% sia per permettere l'infilaggio/sfilaggio dei cavi sia per prevenire eventuali surriscaldamenti dei cavi. E' vero?
- Il danneggiamento del rivestimento protettivo dei cavi pregiudica già di per se la durata e la prestazione del cavo. L'isolante scoperto risulta vulnerabile e soggetto a deterioramento precoce (acqua, muffe etc). La norma prescrive che i cavi siano integri al 100%? quali sono i riferimenti normativi, se ci sono?
- Da specifiche tecniche i cavi possono sopportare un tiro massimo di circa 760 kg, valore che può tranquillamente essere stato sperato utilizzando un trattore...
Queste argomentazioni, sono secondo voi sufficienti a pretendere la sostituzione dei cavi?
Quali altre argomentazioni potrei portare inferito?
Chiunque fosse così gentile da darmi anche dei riferimenti normativi gliene sarei grato (non vorrei dover comprare le CEI, se non quelle strettamente indispensabili)
Ringrazio chiunque voglia darmi qualche consiglio in merito.
P.
Mi trovo nella situazione di dover redigere una perizia tecnica sull'impianto di un caro amico.
E' stato realizzato un impianto FV da 450kW il quale ha un cavidotto (tubi corrugati in polietilene interrati contenenti i cavi elettrici, spero che la definizione sia corretta) interrato che dagli inverter fa circa 400 metri fino al punto di consegna. Il problema risiede proprio nella realizzazione della linea interrata. Premetto che sono stati posati due differenti tipi di cavi FG7R 1x120 e 1x150, in numero consistente (ci saranno almeno una dozzina di cavi).
Ora i problemi sono i seguenti:
- I corrugati sono stati riempiti a tal punto che non ci entra neanche uno spillo! Risulta impossibile infilare o sfilare uno dei cavi, la stessa posa dei cavi è stata estremamente problematica, tanto che nei pozzetti intermedi ci sono svariati metri di cavo che non è stato possibile infilare...
- Vista la grande difficoltà nell'infilare i cavi, l'installatore ha pensato bene di utilizzare un trattore (si avete capito bene) per tirare i cavi nei corrugati. Il risultato è che nei pochi punti dove i cavi sono ancora visibili, il rivestimento esterno (pvc grigio a protezione dell'isolante) risulta lacerato i numerosi punti.
L'impianto è stato connesso alla rete qualche settimana fa, ma l'installatore deve ancora ricevere il saldo dei lavori eseguiti. Il cliente (il mio amico) è molto deluso del lavoro eseguito e vorrebbe che almeno gli si sostituissero i cavi danneggiati, visto anche che devono stare lì almeno 20 anni (ma anche 25-30) pari alla durata dell'incentivo.
Mi sono pertanto offerto di fare una perizia tecnica (sono Ingegnere anche se non elettrico/elettronico) ma il settore elettrico non è proprio il mio campo.
Vi chiedo un aiuto in merito ai punti su cui appigliarmi (anche riferimenti normativi) per poter pretendere la sostituzione dei cavi o comunque il risarcimento dei danni. Per il momento punterei alle seguenti argomentazioni:
- Mi risulta che le norme CEI (credo la 23-46 ma non ne sono sicuro, se mi volete confermare fate cosa gradita) prescrive che i cavidotti interrati "chiusi" vengano riempiti al massimo al 50% sia per permettere l'infilaggio/sfilaggio dei cavi sia per prevenire eventuali surriscaldamenti dei cavi. E' vero?
- Il danneggiamento del rivestimento protettivo dei cavi pregiudica già di per se la durata e la prestazione del cavo. L'isolante scoperto risulta vulnerabile e soggetto a deterioramento precoce (acqua, muffe etc). La norma prescrive che i cavi siano integri al 100%? quali sono i riferimenti normativi, se ci sono?
- Da specifiche tecniche i cavi possono sopportare un tiro massimo di circa 760 kg, valore che può tranquillamente essere stato sperato utilizzando un trattore...
Queste argomentazioni, sono secondo voi sufficienti a pretendere la sostituzione dei cavi?
Quali altre argomentazioni potrei portare inferito?
Chiunque fosse così gentile da darmi anche dei riferimenti normativi gliene sarei grato (non vorrei dover comprare le CEI, se non quelle strettamente indispensabili)
Ringrazio chiunque voglia darmi qualche consiglio in merito.
P.