Già dell'oggi non v'è certezza
Buongiorno.
la mia domanda o le mie affermazioni potrebbero risultare scontate o impertinenti a seconda dei punti di vista.
Se in un condominio l'impianto citofonico e d'antenna centralizzati sono stati installati nel 1989, il fatto che chi li installa ai giorni nostri debba avere l'abilitazione richiesta per legge e debba rilasciare una conformità del lavoro fatto non dovrebbe farmi sorgere alcun dubbio sulla inopportunità di dover a tutti i costi dichiarare conformi tali impianti preesistenti, facendo riferimento a qualsivoglia normativa specifica o generica.
Tuttavia, se l'amministratore del condominio fa eseguire dei lavori di manutenzione straordinaria sugli impianti e quindi, come dovrebbe, fa verificare periodicamente le parti di impianto comuni, dovrei presumere che chi ha eseguito o eseguirà le verifiche, sia in grado di accertare se, per caso o per negligenza, i lavori eseguiti e dichiarati a regola d'arte non abbiano in qualche modo minato la sicurezza dell'impianto (ad es. scambiando alcuni fili e portando ad avere delle tensioni pericolose dove non dovrebbe esserci tensione o solo una bassissima tensione di sicurezza (ad esempio sullo schermo dell'antenna o sul campanello presenti per forza maggiore in ogni appartamento).
La mia domanda è: Cosa me ne faccio delle certificazioni e degli esiti di verifica per le parti comuni, se per quelle parti che rientrano nell'appartamento, non vi è obbligo alcuno di effettuare verifiche e di tenere un registro della manutenzione?
In un caso concreto, Nel 1989 un termotecnico predispone il collegamento tra il quadro CT in copertura ed i mobiletti del condizionamento presenti in alcune unità adibite ad ufficio. Utilizza del cavo 3G1,5 per realizzare i collegamenti che consentono lo scambio estate-inverno nel comando proveniente dal termostato, con collegamento ad un circuito esercito a 230 Vac. Quindi non rilascia alcuna "dichiarazione" sulla regola che ha seguito
.
Nel 2003 una ditta termotecnica, abilitata anche per gli impianti elettrici, installa un mobiletto aggiuntivo in una delle unità commerciali e prevede il suo collegamento all'impianto centralizzato. Lo fa in piena estate, appoggiandosi a uno dei mobiletti esistenti ma, nella scatola di derivazione, scambia come una messa a terra di protezione il terzo filo giallo-verde, che era inopportunamente utilizzato per il comando invernale
e lo collega alla massa del nuovo mobiletto, utilizzando fra l'altro il bullone di una staffa di supporto della facciata del palazzo come morsetto di unione dei due capocorda predisposti
.
Tralasciando quanto poi è successo all'ingresso nella stagione invernale
, Come avrebbero potuto le verifiche condominiali periodiche mettere in luce un tale disguido e, come poteva la dichiarazione dell'ultima ditta
rassicurare il datore di lavoro sul rispetto delle norme di sicurezza in vigore?
la mia domanda o le mie affermazioni potrebbero risultare scontate o impertinenti a seconda dei punti di vista.
Se in un condominio l'impianto citofonico e d'antenna centralizzati sono stati installati nel 1989, il fatto che chi li installa ai giorni nostri debba avere l'abilitazione richiesta per legge e debba rilasciare una conformità del lavoro fatto non dovrebbe farmi sorgere alcun dubbio sulla inopportunità di dover a tutti i costi dichiarare conformi tali impianti preesistenti, facendo riferimento a qualsivoglia normativa specifica o generica.
Tuttavia, se l'amministratore del condominio fa eseguire dei lavori di manutenzione straordinaria sugli impianti e quindi, come dovrebbe, fa verificare periodicamente le parti di impianto comuni, dovrei presumere che chi ha eseguito o eseguirà le verifiche, sia in grado di accertare se, per caso o per negligenza, i lavori eseguiti e dichiarati a regola d'arte non abbiano in qualche modo minato la sicurezza dell'impianto (ad es. scambiando alcuni fili e portando ad avere delle tensioni pericolose dove non dovrebbe esserci tensione o solo una bassissima tensione di sicurezza (ad esempio sullo schermo dell'antenna o sul campanello presenti per forza maggiore in ogni appartamento).
La mia domanda è: Cosa me ne faccio delle certificazioni e degli esiti di verifica per le parti comuni, se per quelle parti che rientrano nell'appartamento, non vi è obbligo alcuno di effettuare verifiche e di tenere un registro della manutenzione?
In un caso concreto, Nel 1989 un termotecnico predispone il collegamento tra il quadro CT in copertura ed i mobiletti del condizionamento presenti in alcune unità adibite ad ufficio. Utilizza del cavo 3G1,5 per realizzare i collegamenti che consentono lo scambio estate-inverno nel comando proveniente dal termostato, con collegamento ad un circuito esercito a 230 Vac. Quindi non rilascia alcuna "dichiarazione" sulla regola che ha seguito
Nel 2003 una ditta termotecnica, abilitata anche per gli impianti elettrici, installa un mobiletto aggiuntivo in una delle unità commerciali e prevede il suo collegamento all'impianto centralizzato. Lo fa in piena estate, appoggiandosi a uno dei mobiletti esistenti ma, nella scatola di derivazione, scambia come una messa a terra di protezione il terzo filo giallo-verde, che era inopportunamente utilizzato per il comando invernale
. Tralasciando quanto poi è successo all'ingresso nella stagione invernale
rassicurare il datore di lavoro sul rispetto delle norme di sicurezza in vigore?
Sì. E' palese che tale circolare ( scritta sulla falsariga di quelle che alcuni presidi fanno girare a scuola ) si avvicini molto ad un decreto del tipo "salva canone RAI"