giampy ha scritto:Ciao. Dove lavoro stiamo offrendo ad un cliente di redigere i documenti di progetto mancanti e contestualmente la dichiarazione di conformità per tutte le parti di impianto non dichiarate a regola d'arte. Una dichiarazione può essere relativa a lavori eseguiti in tempi diversi e su progetti diversi, e quindi unica, oppure a più parti progettate separatamente devono corrispondere dichiarazioni fotocopia di un modello standard?
Con ordine: state proponendo al cliente di adeguare il suo impianto, ergo, gli state proponendo un progetto (che integri parti eventualmente carenti) e l'adeguamento di alcune parti.
La vostra DDC sarà ovviamente unica e dovrà riportare sia il progetto (se ne corre l'obbligo) per la parte integrata/modificata, sia il riferimento a DDC precedenti sulle parti di impianto sulle quali non intervenite (perché, per esempio, ritenete che siano eseguite a regola d'arte).
La DDC prende origine dai lavori eseguiti e non dai progetti. Un impianto potrebbe essere il risultato della realizzazione di più progetti redatti in tempi diversi, ma nel momento in cui l'installatore rilascia la DDC si assume la responsabilità di tutto ciò che ha eseguito, sia che si basi su un unico progetto o su più progetti. E' ovvio che questi ultimi devono essere compatibili fra loro, altrimenti è necessaria una loro rivisitazione.
Se invece proponete al cliente una specie di "sanatoria elettrica" (una DDC totale che copra DDC mancanti, per capirci), allora vi assumete necessariamente la responsabilità anche di ciò che è stato eseguito da altri, come se l'aveste fatto voi stessi. Non ritengo sia necessaria la stesura di un progetto unico, ma in tal caso tutti i progetti devono essere allegati alla DDC, unitamente agli altri allegati obbligatori.
Saluti