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Collegamento tra scatole di derivazione e prese

MessaggioInviato: 28 ott 2004, 22:01
da Ennio Portas
Vorrei sapere se è a norma un impianto civile di 100m² privo di scatole di derivazione, cioè i collegamenti tra le prese(16A) vengono fatti tutti sfruttando le prese stesse. I corrugati sono da 20mm² e il filo è da 2,5mm². L'impianto luci è alimentato da un magneto termico separato, così pure le grandi utenze come scaldabagno e lavatrice. In sostanza l'impianto è realizzato in questo modo:
-nº1 interruttore differenziale
-nº1 magneto termico per le luci
-nº1 magneto termico per le grosse utenze: lavatrice e scaldabagno(in bagno);condizionatore (in corridoio).
-nº1 magneto termico per le restanti prese di tutto l'appartamento compresa la cucina.
-nº1 scatola di derivazione 30cm X 20cm(l'unica!),sotto il quadretto all'ingresso. Se si quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa tipologia di impianto? Inoltre non sarebbe più opportuno utilizzare fili da 4mm²?

MessaggioInviato: 29 ott 2004, 13:04
da Mike
La norma, in questo caso la CEI 64-8, si occupa principalmente della sicurezza e secondariamente delle prestazioni dell'impianto se però significative per la sicurezza. L'impianto in oggetto è conforme alla norma ma ai fini prestazionali lascia un po' a desiderare. Non dimentichiamo che la norma fornisce le indicazioni minime per la sicurezza ed è responsabilità di chi la utilizza (progettista e/o installatore) scegliere se applicare delle cautele maggiori o modalità ritenute più sicure.
Dal punto di vista prestazionale chi decide normalmente è il cliente. Il 99% dei clienti non sanno valutare se l'impianto elettrico dell'appartamento acquistato è "performante" sanno solo che è conforme alle norme. I costruttori edili (e di conseguenza gli installatori che vengono presi per il collo) ne aprofittano e risparmiano proprio su questi aspetti, come dire: la luce si accende? Basta e avanza.