Come prevenire un black-out in un impianto MT d’Utente.
Parte prima.
PREMESSA Prima del 2000, le nostre reti elettriche a Media Tensione venivano esercite a neutro isolato. Poi è stata introdotta la Petersen e l’esercizio è diventato a neutro compensato. In sostanza, prima del 2000, il centro stella del secondario dei trasformatori AT/MT era tenuto isolato da terra. Poi, collegato a terra tramite la bobina di Petersen. Con ciò si è ottenuto una notevole riduzione della corrente di guasto, più l’eliminazione del devastante fenomeno dei guasti intermittenti.
DESCRIZIONE Vista l’evoluzione della rete e lette le norme dell’Autority, ho messo a punto un dispositivo per il rilevamento dei guasti autoestinguenti presso gli impianti d’Utente. Come noto, il verificarsi di questi guasti, non comporta alcuna disalimentazione dell’impianto: il relè 51N si avvia e va subito a riposo, senza comandare l’apertura di alcun interruttore. Ma nel tempo (anche dopo giorni), quando il guasto diventa definitivo, l’impianto va in black-out con conseguente impossibilità di rimetterlo in servizio se non dopo aver individuato e riparato il guasto. Ciò per la perforazione permanente del dielettrico di cavi o di terminali o di giunti o per il danneggiamento di isolatori come i passanti MT dei trasformatori MT/BT. Detto dispositivo va posto sui cavi in arrivo presso la cabina d’Utente e rileva, con opportuno trasduttore, la corrente di guasto che in quel momento sta a valle del punto in cui è installato e il cui valore corrisponde a quello di tutta la rete elettrica che gli sta alle spalle. Vedi Fig.1
NOTA Questa corrente di natura capacitiva viene sommata (vettorialmente) a quella della Petersen che è di natura induttiva. In realtà a queste correnti se ne deve sommare anche un’altra di natura ohmica data dalla presenza di una resistenza che sta in parallelo alla Petersen e che serve per il corretto funzionamento delle protezioni di Cabina Primaria dove è installato il Trasformatore AT/MT. Per semplicità questa resistenza nel disegno non è stata riportata.
Normalmente una rete MT di media estensione, esercita a neutro compensato, fornisce una corrente di guasto di circa 70-80Amp. A neutro isolato questi valori possono anche triplicare. Il trasduttore utilizzato (10mV/Amp) permette di elaborare senza problemi tutte le correnti intercettate. Come si vede dallo schema di Fig.2, un’SD-CARD memorizza gli eventi e un dispositivo GSM informa
con un SMS della loro evoluzione. La gestione di tutte le operazioni è affidata ad una scheda Arduino opportunamente programmata.
CONCLUSIONE Credo che questo dispositivo sia molto utile per prevenire quell’improvviso black-out che, se si verificasse quando l’impianto è a pieno carico, diventerebbe deleterio, soprattutto economicamente. Infatti, se l’impianto è di un’Azienda che al momento del black-out sta in produzione, un’improvvisa fermata verrebbe a costare molti ma molti soldi.
ASPETTATIVA Mi auguro che questo scritto possa produrre commenti, anche contrastanti, rispetto a quanto sin qui sostenuto. Un grazie a tutti.
PREMESSA Prima del 2000, le nostre reti elettriche a Media Tensione venivano esercite a neutro isolato. Poi è stata introdotta la Petersen e l’esercizio è diventato a neutro compensato. In sostanza, prima del 2000, il centro stella del secondario dei trasformatori AT/MT era tenuto isolato da terra. Poi, collegato a terra tramite la bobina di Petersen. Con ciò si è ottenuto una notevole riduzione della corrente di guasto, più l’eliminazione del devastante fenomeno dei guasti intermittenti.
DESCRIZIONE Vista l’evoluzione della rete e lette le norme dell’Autority, ho messo a punto un dispositivo per il rilevamento dei guasti autoestinguenti presso gli impianti d’Utente. Come noto, il verificarsi di questi guasti, non comporta alcuna disalimentazione dell’impianto: il relè 51N si avvia e va subito a riposo, senza comandare l’apertura di alcun interruttore. Ma nel tempo (anche dopo giorni), quando il guasto diventa definitivo, l’impianto va in black-out con conseguente impossibilità di rimetterlo in servizio se non dopo aver individuato e riparato il guasto. Ciò per la perforazione permanente del dielettrico di cavi o di terminali o di giunti o per il danneggiamento di isolatori come i passanti MT dei trasformatori MT/BT. Detto dispositivo va posto sui cavi in arrivo presso la cabina d’Utente e rileva, con opportuno trasduttore, la corrente di guasto che in quel momento sta a valle del punto in cui è installato e il cui valore corrisponde a quello di tutta la rete elettrica che gli sta alle spalle. Vedi Fig.1
NOTA Questa corrente di natura capacitiva viene sommata (vettorialmente) a quella della Petersen che è di natura induttiva. In realtà a queste correnti se ne deve sommare anche un’altra di natura ohmica data dalla presenza di una resistenza che sta in parallelo alla Petersen e che serve per il corretto funzionamento delle protezioni di Cabina Primaria dove è installato il Trasformatore AT/MT. Per semplicità questa resistenza nel disegno non è stata riportata.
Normalmente una rete MT di media estensione, esercita a neutro compensato, fornisce una corrente di guasto di circa 70-80Amp. A neutro isolato questi valori possono anche triplicare. Il trasduttore utilizzato (10mV/Amp) permette di elaborare senza problemi tutte le correnti intercettate. Come si vede dallo schema di Fig.2, un’SD-CARD memorizza gli eventi e un dispositivo GSM informa
con un SMS della loro evoluzione. La gestione di tutte le operazioni è affidata ad una scheda Arduino opportunamente programmata.
CONCLUSIONE Credo che questo dispositivo sia molto utile per prevenire quell’improvviso black-out che, se si verificasse quando l’impianto è a pieno carico, diventerebbe deleterio, soprattutto economicamente. Infatti, se l’impianto è di un’Azienda che al momento del black-out sta in produzione, un’improvvisa fermata verrebbe a costare molti ma molti soldi.
ASPETTATIVA Mi auguro che questo scritto possa produrre commenti, anche contrastanti, rispetto a quanto sin qui sostenuto. Un grazie a tutti.
