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Protezione differenziale blindo

Inviato:
26 set 2013, 23:47
da Paolo4
Buonasera a tutti,
in un impianto di uno stabilimento industriale (sistema TN-S, luogo a maggior rischio in caso d'incendio) devo alimentare tramite blindo delle macchine utensili per le quali il costruttore consiglia la protezione tramite differenziale di tipo B per la presenza di inverter. Ma inserendo una protezione differenziale unica sulla partenza blindo rischierei di avere scatti intempestivi, inoltre i manuali di alcuni produttori di inverter consigliano un'unica protezione differenziale per ognuno di essi. Voi cosa mi consigliereste di fare?
Inoltre sapreste indicarmi qualche marca di differenziale di tipo B regolabile in tempo e corrente.
Grazie
Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 7:19
da attilio
Perche` vorresti inserire una unica protezione differenziale [tipo B] a monte del blindo? Questioni economiche suppongo.
Ovviamente, inserendo il differenziale a monte di tutto, dovrai presumibilmente lavorare su una soglia di I
Δ maggiore, dipendente anche dal numero di inverter alimentati e dal resto dell' impianto a valle.
Ora, non ricordo a memoria eventuali vincoli/limiti del valore di I
Δ in relazione al fatto che trattasi di luogo MA.R.C.I, in sistema TN-S, proviamo a sentire
Mike o
Giovepluvio (sono i primi due che mi vengono in mente)
Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 8:40
da rosino
Ometti la protezione differenziale per la blindosbarra e la inserisci in ogni calata.
In tal modo per ogni macchina avrai la possibilità di trovare la giusta regolazione.
Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 8:46
da attilio
Non capisco le tue perplessita. Non siamo difronte a particolari novita` in merito.
C' e` un dispositivo (inverter) che costruttivamente genera correnti di dispersione risapute dal costruttore. Egli conosce l'entita` di tale corrente di dispersione, anche perche` specificata in esplicite norme di prodotto mi pare. Il fatto che il costruttore indichi [bla.. bla.. bla..] e` una sorta di promemoria, di informazione aggiunta nei confronti del cliente, che poi provvede a sua responsabilita` di proteggere adeguatamente il suo impianto dai rischi relativi (contatti indiretti).
Lo stesso avviene in molti utilizzatori domestici, ma in nessuna lavatrice mi aspetto di trovare a bordo un interruttore differenziale come dispositivo di comando/protezione!
Poi, forse ho frainteso il tuo intervento. Ciao.
Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 8:50
da rosino
E' un po' come acquistare la piscina gonfiabile per la bimba di due anni e nelle istruzioni trovarvi scritto di non tuffarsi...
Sono rimasto basito ma era effettivamente scritto

Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 10:38
da attilio
Secondo me non si tratta di mero pressapochismo. Siamo tuttavia in una zona d'ombra, figlia di nessuno, o meglio con attribuzione della paternita` soggettiva (costruttore del dispositivo o impiantista/progettista).
Il costruttore evidenzia il problema fisiologico delle correnti di dispersione del suo prodotto, indica il modo corretto di installazione del dispositivo e consiglia/suggerisce, in coerenza con le norme applicabili e con la buona tecnica, l'impiego di differenziale di tipo B, demandando tuttavia, questa valutazione al cliente, che poi ovviamente la girera` al tecnico, progettista impiantista ecc..
Probabilmente e` un modo di mettere le mani avanti, in ottica di eventuali incidenti legati a questo specifico aspetto, come dire "Noi lo avevamo raccomandato"
Il costruttore, nulla dice, ne` potrebbe farlo, riguardo alla regolazione della soglia di intervento (tempo/corrente) del differenziale, accenna solo l'opportunita` che questi sia sensibile a particolari forme d'onda (di guasto).
Poi va considerato che la questione "costi" ha la sua rilevanza, anche se a monte il problema e` concettuale.
La protezione potrebbe essere gia` realizzata nell'impianto e una seconda sul dispositivo sarebbe inutilmente ridondante.
Volendo esasperare il concetto, e`un po' come le tabelle di cordinamento dei fusibili per la protezione dal cortocircuito rispetto a specifici motori elettrici. Lo stesso costruttore del motore rende disponibili i valori di corrente da impiegare, ma non si mette ad installare terne di fusibili in morsettiera e sicuramente non e` un problema di costi.
Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 11:24
da rosino
Pur essendo in un sistema sistema TN-S, essendo un ambiente a maggior rischio in caso di incendio dobbiamo comunque utilizzare la protezione differenziale (al massimo 1A regolabile in tempo) a meno che tu non voglia realizzare per l'alimentazione della blindo una linea che soddisfi i criteri di cui al punto 751.04.2.6 lettere a e b.
In questo caso, visto che siamo in un sistema TN-S puoi omettere il differenziale se rispetti la relazione tra corrente d'intervento della protezione ed impedenza dell'anello di guasto.

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Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 14:20
da Giovepluvio
Di che potenza stiamo parlando per gli inverter in questione?
Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 20:08
da attilio
A mio avviso, il produttore dell'inverter, pone la sua attenzione/raccomandazione, in relazione al tipo di differenziale da utilizzare, prima ancora che entrare nel merito se questi vada o meno installato.
Allo stesso modo, ad un elettrotecnico non servira` ad una cippa la lettura delle raccomandazioni del produttore dell'inverter, poiche` egli sa bene che tipo di differenziale utilizzare...
...ovviamente e in special modo, qualora egli sia informato sulla natura dei carichi.
Ma poi, dov'e` scritto che un utilizzatore, sia esso un forno a micro onde, un inverter o un tostapane, debba essere venduto completo di ogni protezione contro ogni qualsivoglia tipo di guasto, ivi compresi quelli legati al funzionamento (imprescindibile) dell'utilizzatore stesso?
Re: Protezione differenziale blindo

Inviato:
27 set 2013, 20:34
da Mike
Il costruttore consiglia, il progettista SCEGLIE! La responsabilità dell'impianto elettrico di distribuzione è in capo al progettista, non al costruttore che può raccomandare quello che vuole ma poi è il progettista che decide la soluzione migliore.