Salve a tutti.
Riprendo in mano questo thread un po' vecchiotto perché mi sto scontrando anche io con questo problema un po' ostico.
Premesso che tutto quello che dice la norma è chiaro (più o meno!

), io ho come l'impressione che le cose si complichino proprio quando abbiamo quadri con potenze limitate.
Facciamo l'esempio di un piccolo quadretto posto a centinaia di metri dal trasformatore, ergo: corrente di corto circuito presunta molto molto bassa. Supponiamo 3kA (valore a caso).
Bene. Vado a realizzare il quadro con un banalissimo sezionatore da 40A (valore a caso), prodotto da un noto costruttore. Dal catalogo risulta che questo sezionatore ha una Icw (1s) = 0.5kA.
Se mi fermassi alla sola norma, io -costruttore del quadro- potrei dire:
"il mio quadro tiene Icc = 10kA, condizionati alla presenza di un interruttore automatico, posto a monte del quadro, con le seguenti caratteristiche....".
In altre parole, non sono tenuto a fare nessuna verifica di quello che sto dicendo perché, a dire della norma, si dà per scontato che un quadro debba poter resistere a tutti gli effetti (termici e dinamici) di una corrente di corto di 10kA (o inferiore).
Facciamo però un piccolo conticino: abbiamo detto che il sezionatore ha una Icw = 0.5kA per 1 secondo.
VERIFICA 1:SFORZI TERMICI SUL SEZIONATORELa tenuta termica del sezionatore è garantita se l'energia specifica passante, lasciata fluire dall'interruttore di monte, è inferiore a quella sopportabile dal sezionatore:
![\int{i^2 \cdot t \cdot dt} \leq I_{CW}^2 \cdot (1s) = 500^2 = 250 \cdot 10^3 [A^2s] \int{i^2 \cdot t \cdot dt} \leq I_{CW}^2 \cdot (1s) = 500^2 = 250 \cdot 10^3 [A^2s]](/forum/latexrender/pictures/199729703f791e6d5463c05709f50852.png)
Benissimo: siamo fortunati! Aprendo il catalogo di un comune fornitore di megnetotermici, noto come l'energia specifica che viene lasciata passare da uno qualunque dei suoi interruttori modulari è sempre inferiore a
![250 \cdot 10^3 [A^2s] 250 \cdot 10^3 [A^2s]](/forum/latexrender/pictures/c066686186909a4dc743c25be6fad928.png)
, per qualunque valore di corrente di corto circuito (fino al relativo potere di interruzione, ovvio).
Verifica degli sforzi termici:
PASSED
VERIFICA 1:SFORZI ELETTRODINAMICI SUL SEZIONATORELa tenuta dinamica del sezionatore è garantita se il valore di picco della corrente di corto circuito limitata dall'interruttore di monte,

, è inferiore al valore di picco di corrente che il sezionatore è in grado di sopportare,

. Quest'ultimo valore, se non ho capito male, lo ricavo direttamente dalla

:
![I_p < I_{pk} = n \cdot I_{CW} = 1,5 \cdot 500 = 750 [A] I_p < I_{pk} = n \cdot I_{CW} = 1,5 \cdot 500 = 750 [A]](/forum/latexrender/pictures/640c58f539dfa4fb1551ba1198d52c7f.png)
con
n, valore tabellare che dipende dalla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione. Avevamo detto

, quindi
n = 1,5..
Azz... Non esiste NESSUN interruttore modulare che sia in grado di limitare la corrente di corto in modo tale da raggiungere certi valori. Del resto è ovvio... La limitazione della corrente di corto non ha minimamente senso per correnti così basse...
Verifica degli sforzi dinamici:
FAILED
... in conclusioneIo capisco perfettamente quello che la norma sta dicendo e sono pienamente d'accordo con lei quando si suppone che un qualunque quadro elettrico debba (intrinsecamente) resistere a correnti di corto così basse (fino a 10kA). Però, d'altro canto, non riesco a darmi risposta su questi casi così... bastardi!
Qualcuno di voi, per caso, ha qualche idea?