Back up e protezione delle condutture
Ciao a tutti,
ho sempre saputo, o creduto di sapere, che per installare un dispositivo di protezione dal cortocircuito con potere di interruzione inferiore alla I c.c. presunta nel punto di installazione è necessario che a monte di esso sia installato un altro dispositivo con
- potere di interruzione adeguato,
- I2t non superiore a quello tollerabile dal dispositivo a valle e dalla conduttura da proteggere.
Quindi, l’energia specifica sopportabile dalla conduttura deve essere superiore all’energia specifica passante dell’interruttore a monte.
Oggi, dopo tanti anni di certezze, sono stato travolto dai dubbi.
Immaginiamo che non ci sia l’interruttore a valle:
in questo caso dubbi non ce ne sono, l’I2t passante si ricava dalle curve caratteristiche dell’interruttore a monte, se questa energia specifica è inferiore a quella sopportabile dalla conduttura, la protezione contro i c.c. è assicurata.
Consideriamo adesso la presenza di entrambi gli interruttori:
l'apertura del circuito è assicurata dall'interruttore a monte, ma durante il c.c. anche l’interruttore a valle tenta di aprire il circuito e così facendo introduce una tensione d’arco che limita l’energia passante rispetto a quella che fluirebbe se ci fosse solo l’interruttore a monte.
Per verificare la protezione contro i c.c. della conduttura, evitando sovradimensionamenti inutili della stessa, bisognerebbe conoscere l’energia specifica passante attraverso la combinazione “interruttore a monte + interruttore a valle”.
Non mi risulta però che queste curve vengano pubblicate dai costruttori.
Mi sono anche chiesto se la limitazione dell’I2t dovuta alla presenza dell’interruttore a valle è significativa oppure trascurabile. Non sono riuscito a darmi una risposta precisa, ma ho l’impressione che non sia affatto trascurabile.
Cosa ne pensate e come vi comportate in questi casi?
ho sempre saputo, o creduto di sapere, che per installare un dispositivo di protezione dal cortocircuito con potere di interruzione inferiore alla I c.c. presunta nel punto di installazione è necessario che a monte di esso sia installato un altro dispositivo con
- potere di interruzione adeguato,
- I2t non superiore a quello tollerabile dal dispositivo a valle e dalla conduttura da proteggere.
Quindi, l’energia specifica sopportabile dalla conduttura deve essere superiore all’energia specifica passante dell’interruttore a monte.
Oggi, dopo tanti anni di certezze, sono stato travolto dai dubbi.
Immaginiamo che non ci sia l’interruttore a valle:
in questo caso dubbi non ce ne sono, l’I2t passante si ricava dalle curve caratteristiche dell’interruttore a monte, se questa energia specifica è inferiore a quella sopportabile dalla conduttura, la protezione contro i c.c. è assicurata.
Consideriamo adesso la presenza di entrambi gli interruttori:
l'apertura del circuito è assicurata dall'interruttore a monte, ma durante il c.c. anche l’interruttore a valle tenta di aprire il circuito e così facendo introduce una tensione d’arco che limita l’energia passante rispetto a quella che fluirebbe se ci fosse solo l’interruttore a monte.
Per verificare la protezione contro i c.c. della conduttura, evitando sovradimensionamenti inutili della stessa, bisognerebbe conoscere l’energia specifica passante attraverso la combinazione “interruttore a monte + interruttore a valle”.
Non mi risulta però che queste curve vengano pubblicate dai costruttori.
Mi sono anche chiesto se la limitazione dell’I2t dovuta alla presenza dell’interruttore a valle è significativa oppure trascurabile. Non sono riuscito a darmi una risposta precisa, ma ho l’impressione che non sia affatto trascurabile.
Cosa ne pensate e come vi comportate in questi casi?
