Guasti inspiegabili su impianti elettrici
Leggendo un thread su questo forum, questa sera, mi è tornato alla mente un fenomeno di cui sono stato partecipe due anni fa circa e del quale non mi sono mai dato risposta alcuna.
Verso dicembre del 2011 mi chiamò il titolare di una azienda per un problema di una automatico su un impianto fotovoltaico che scattava in modo intempestivo. Fino al quel giorno non avevo mai visto impianti fotovoltaici, ma c'entra poco.
Al primo sopralluogo, c'eravamo io, il mio "cliente" ed il padrone di casa che aveva l'impianto fatto dal "cliente", progettato dal firmacarte "p". Mi ritrovai sulla copertura di un capannone industriale, all'esterno quindi, dove campeggiavano i pannelli fotovoltaici e, ammassati sulla spalla dei prefabbricati che realizzavano le pareti del capannone ed il parapetto della copertura, cinque centralini IP40 con le portelle che non chiudevano causa gli automatici più profondi dei centralini, il tutto bene esposto a sud.
La prima idea fu quella di mandare a fanculo il "costruttore", ma, dovevo essere politicamente corretto, quindi, mi limitati a dire che indubbiamente i centralini esposti a sud potevano originare surriscaldamento dell'automatico e, quindi, lo scatto intempestivo per declassamento.
Ogni interruttore automatico, vedeva a monte il parallelo di tre stringhe da 8 A cadauna, per un totale di 24 A mal contati, 27 A in caso di c.c. a valle.
L'automatico svolgeva unicamente la funzione di sezionatore con bobina di sgancio. Infatti mi informarono che il cliente colle mettere gli inverter all'interno dell'azienda e, quindi, per fare contenti i VV.F, aggiunsero gli automatici con bobina di sgancio sul lato c.c., prima di entrare nel capannone.
Cambiarono i centralini con quadretti IP6.. in vetronite od equivalente. Rimontarono automatici e bobine di sgancio ed alcuni di quegli interruttori scattavano ancora intempestivamente sempre nelle prime ore pomeridiane con le giornate più soleggiate.
Collegai il fatto che lo scatto fosse sempre al primo pomeriggio con un surriscaldamento dell'automatico, quindi, presi due termometri e mi portati nuovamente sulla copertura.
Mentre la corrente oscillava tra 18 A ed il massimo di 22 A circa, a seconda di come muoveva la foschia, l'interno del centralino non superava i 35 °C e dintorni. Le condizioni erano identiche a quelle del giorno prima quando fu segnalato lo scatto intempestivo.
Mi sorse il dubbio che fossero le bobine di sgancio, di minima tensione, a provocare lo scatto. (Erano tutte in parallelo, ma non si sa mai). Smontati un automatico, (incriminato), e la sua bobina di sgancio. Controllai l'autonomia dello UPS che le teneva in tensione anche in caso di mancanza energia... Tutto in ordine.
Mi portai a casa automatico e bobina di sgancio e, variac alla mano, scoprii che la bobina faceva intervenire realmente alla tensione di soglia specificata a catalogo, valore particolarmente basso tra l'altro. Scartai l'ipotesi della bobina. Feci circolare corrente nell'automatico, sempre in c.c., sempre 28 A, lo surriscaldai con il phon, feci parecchie misure, nulla, non scattava neanche per paga.
Provai la sensibilità alle vibrazioni. C'era effettivamente un punto dove, martellando con colpetti leggerissimi sull'automatico, questo scattava. Mi era sorto il dubbio che quei prefabbricati su cui erano montati i centralini potessero portare su le vibrazioni della vicina statale... Un autotreno carico che passava e prendeva una buca, lo si percepiva bene sotto i piedi.
Tornai a leggere il catalogo. Erano / sono automatici della ABB per corrente continua. Li danno sia per fotovoltaico che per uso ferroviario/tramviario. Il declassamento che davano causa surriscaldamento era tale per cui, il 40 A che avevo in mano, non doveva assolutamente intervenire con la corrente di 28 A massima delle tre stringhe, fino a 60 °C. Oltre la tabella non si spingeva.
Chiamai ABB, mi cambiarono gli interruttori e, come per magia, il problema rimase tale quale. Sentii un loro tecnico il quale si fece mandare gli interruttori in Svizzera, gli spiegai tutto per filo e per segno, filmando tute le prove simulate a banco. Gli interruttori erano perfetti, come previsto e, siccome rispondevano a tutte le norme per uso ferrotramviario e non erano noti scatti intempestivi sui tram, dove sono diffusamente montati, mi fecero pure pagare la prima sostituzione.
Diventò una guerra, una lotta tra me e gli automatici: iniziai a pensare ad un guasto od errato collegamento sul lato c.c. degli inverter, scollegai il tutto, faci battere tutti i conduttori, nulla, tutto regolare. Corrente nei circuiti normale, ed automatici che scattavano.
Sempre i soliti due su sei, o quanti erano.
Feci coprire la zona dei centralini con dei pannelli di poliuretano da 4 cm, per tenerli sempre in ombra. Scattavano molto meno, ma, continuavano a scattare. Nel frattempo i due incriminati passarono alla taglia di 63 A, massima della serie, ma lo scatto intempestivo non è mai stato rimosso del tutto.
Penso che ormai il padrone dell'impianto si sia arreso e, dal momento che gli scatti intempestivi sono fortemente ridotti, si sia abituato a riarmali ogni tanto, però, per me, è sempre rimasto un mistero irrisolto ed ancora oggi, ogni tanto, torno a pensare a cosa diamine può far scattare quegli automatici che , se solo me lo avessero lasciato fare, avrei portato all'interno del capannone vicino agli inverter, al riparo, alla temperatura ambiente, e pace...
Verso dicembre del 2011 mi chiamò il titolare di una azienda per un problema di una automatico su un impianto fotovoltaico che scattava in modo intempestivo. Fino al quel giorno non avevo mai visto impianti fotovoltaici, ma c'entra poco.
Al primo sopralluogo, c'eravamo io, il mio "cliente" ed il padrone di casa che aveva l'impianto fatto dal "cliente", progettato dal firmacarte "p". Mi ritrovai sulla copertura di un capannone industriale, all'esterno quindi, dove campeggiavano i pannelli fotovoltaici e, ammassati sulla spalla dei prefabbricati che realizzavano le pareti del capannone ed il parapetto della copertura, cinque centralini IP40 con le portelle che non chiudevano causa gli automatici più profondi dei centralini, il tutto bene esposto a sud.
La prima idea fu quella di mandare a fanculo il "costruttore", ma, dovevo essere politicamente corretto, quindi, mi limitati a dire che indubbiamente i centralini esposti a sud potevano originare surriscaldamento dell'automatico e, quindi, lo scatto intempestivo per declassamento.
Ogni interruttore automatico, vedeva a monte il parallelo di tre stringhe da 8 A cadauna, per un totale di 24 A mal contati, 27 A in caso di c.c. a valle.
L'automatico svolgeva unicamente la funzione di sezionatore con bobina di sgancio. Infatti mi informarono che il cliente colle mettere gli inverter all'interno dell'azienda e, quindi, per fare contenti i VV.F, aggiunsero gli automatici con bobina di sgancio sul lato c.c., prima di entrare nel capannone.
Cambiarono i centralini con quadretti IP6.. in vetronite od equivalente. Rimontarono automatici e bobine di sgancio ed alcuni di quegli interruttori scattavano ancora intempestivamente sempre nelle prime ore pomeridiane con le giornate più soleggiate.
Collegai il fatto che lo scatto fosse sempre al primo pomeriggio con un surriscaldamento dell'automatico, quindi, presi due termometri e mi portati nuovamente sulla copertura.
Mentre la corrente oscillava tra 18 A ed il massimo di 22 A circa, a seconda di come muoveva la foschia, l'interno del centralino non superava i 35 °C e dintorni. Le condizioni erano identiche a quelle del giorno prima quando fu segnalato lo scatto intempestivo.
Mi sorse il dubbio che fossero le bobine di sgancio, di minima tensione, a provocare lo scatto. (Erano tutte in parallelo, ma non si sa mai). Smontati un automatico, (incriminato), e la sua bobina di sgancio. Controllai l'autonomia dello UPS che le teneva in tensione anche in caso di mancanza energia... Tutto in ordine.
Mi portai a casa automatico e bobina di sgancio e, variac alla mano, scoprii che la bobina faceva intervenire realmente alla tensione di soglia specificata a catalogo, valore particolarmente basso tra l'altro. Scartai l'ipotesi della bobina. Feci circolare corrente nell'automatico, sempre in c.c., sempre 28 A, lo surriscaldai con il phon, feci parecchie misure, nulla, non scattava neanche per paga.
Provai la sensibilità alle vibrazioni. C'era effettivamente un punto dove, martellando con colpetti leggerissimi sull'automatico, questo scattava. Mi era sorto il dubbio che quei prefabbricati su cui erano montati i centralini potessero portare su le vibrazioni della vicina statale... Un autotreno carico che passava e prendeva una buca, lo si percepiva bene sotto i piedi.
Tornai a leggere il catalogo. Erano / sono automatici della ABB per corrente continua. Li danno sia per fotovoltaico che per uso ferroviario/tramviario. Il declassamento che davano causa surriscaldamento era tale per cui, il 40 A che avevo in mano, non doveva assolutamente intervenire con la corrente di 28 A massima delle tre stringhe, fino a 60 °C. Oltre la tabella non si spingeva.
Chiamai ABB, mi cambiarono gli interruttori e, come per magia, il problema rimase tale quale. Sentii un loro tecnico il quale si fece mandare gli interruttori in Svizzera, gli spiegai tutto per filo e per segno, filmando tute le prove simulate a banco. Gli interruttori erano perfetti, come previsto e, siccome rispondevano a tutte le norme per uso ferrotramviario e non erano noti scatti intempestivi sui tram, dove sono diffusamente montati, mi fecero pure pagare la prima sostituzione.
Diventò una guerra, una lotta tra me e gli automatici: iniziai a pensare ad un guasto od errato collegamento sul lato c.c. degli inverter, scollegai il tutto, faci battere tutti i conduttori, nulla, tutto regolare. Corrente nei circuiti normale, ed automatici che scattavano.
Sempre i soliti due su sei, o quanti erano.
Feci coprire la zona dei centralini con dei pannelli di poliuretano da 4 cm, per tenerli sempre in ombra. Scattavano molto meno, ma, continuavano a scattare. Nel frattempo i due incriminati passarono alla taglia di 63 A, massima della serie, ma lo scatto intempestivo non è mai stato rimosso del tutto.
Penso che ormai il padrone dell'impianto si sia arreso e, dal momento che gli scatti intempestivi sono fortemente ridotti, si sia abituato a riarmali ogni tanto, però, per me, è sempre rimasto un mistero irrisolto ed ancora oggi, ogni tanto, torno a pensare a cosa diamine può far scattare quegli automatici che , se solo me lo avessero lasciato fare, avrei portato all'interno del capannone vicino agli inverter, al riparo, alla temperatura ambiente, e pace...