cavidotto interrato comune e posizione quadro elettrico
Salve a tutti.
Vorrei chiedervi un parere su una attività che sto svolgendo.
Un vecchio opificio era alimentato in MT tramite cabina utente e trasformatore da 63 kVA.
Una decina di anni fa il titolare è passato ad una fornitura in BT realizzando un cavidotto interrato (circa 30 m) che dalla recinzione, dove è stato allocato il contatore, raggiunge la vecchia cabina utente nella quale ha posizionato il quadro elettrico generale.
Adesso l'attività è stata dismessa e il titolare vuole dividere lo stabilimento in 3 parti da adibire ad attività artigianali indipendenti.
Saranno quindi installati altri 2 gruppi di misura in aggiunta a quello presente che sarà impiegato per una di tali attività.
Secondo me il cavidotto esistente non può ospitare le dorsali di tre diverse utenze (diverse sia per potenza che per numero di fasi). Ci sono norme e/o regole che disciplinano la cosa? Il proprietario ovviamente è restio a realizzare altri cavidotti per ovvi motivi...
Una delle 3 parti (quella alimentata dal contatore adesso presente) è un grosso capannone, di circa 400 mq, dotato di una dorsale realizzata con blindosbarre. Le blindosbarre sono alimentate da un apposito cavo che parte dal quadro elettrico della vecchia cabina utente. Il proprietario, sempre nell'ottica del risparmio, vorrebbe che il quadro elettrico (da rifare) di questa utenza restasse in tale posizione, in modo da mantenere la linea di alimentazione esistente tra contatore e quadro e tra quadro e blindosbarra. Io non sono d'accordo in quanto il quadro elettrico di tale utenza sarebbe così in una posizione difficilmente raggiungibile ed ho proposto di posizionare nella cabina, al posto del vecchio quadro, un semplice interruttore di manovra (per recuperare le dorsali esistenti) e di realizzare il quadro elettrico principale all'interno del capannone. Ci sono norme e/o regole a tal proposito?
Grazie mille.
Vorrei chiedervi un parere su una attività che sto svolgendo.
Un vecchio opificio era alimentato in MT tramite cabina utente e trasformatore da 63 kVA.
Una decina di anni fa il titolare è passato ad una fornitura in BT realizzando un cavidotto interrato (circa 30 m) che dalla recinzione, dove è stato allocato il contatore, raggiunge la vecchia cabina utente nella quale ha posizionato il quadro elettrico generale.
Adesso l'attività è stata dismessa e il titolare vuole dividere lo stabilimento in 3 parti da adibire ad attività artigianali indipendenti.
Saranno quindi installati altri 2 gruppi di misura in aggiunta a quello presente che sarà impiegato per una di tali attività.
Secondo me il cavidotto esistente non può ospitare le dorsali di tre diverse utenze (diverse sia per potenza che per numero di fasi). Ci sono norme e/o regole che disciplinano la cosa? Il proprietario ovviamente è restio a realizzare altri cavidotti per ovvi motivi...
Una delle 3 parti (quella alimentata dal contatore adesso presente) è un grosso capannone, di circa 400 mq, dotato di una dorsale realizzata con blindosbarre. Le blindosbarre sono alimentate da un apposito cavo che parte dal quadro elettrico della vecchia cabina utente. Il proprietario, sempre nell'ottica del risparmio, vorrebbe che il quadro elettrico (da rifare) di questa utenza restasse in tale posizione, in modo da mantenere la linea di alimentazione esistente tra contatore e quadro e tra quadro e blindosbarra. Io non sono d'accordo in quanto il quadro elettrico di tale utenza sarebbe così in una posizione difficilmente raggiungibile ed ho proposto di posizionare nella cabina, al posto del vecchio quadro, un semplice interruttore di manovra (per recuperare le dorsali esistenti) e di realizzare il quadro elettrico principale all'interno del capannone. Ci sono norme e/o regole a tal proposito?
Grazie mille.