sicurezza in laboratorio
Ciao
Ho lavorato diversi anni in un laboratorio dove vengono analizzate schede alimentate a 230V; queste schede sono sprovviste di terra e l'operatore ha la necessità di effettuare misure sotto tensione; questa é la tipica situazione di chiunque debba analizzare un qualunque apparecchio..
Per molti anni non c'è stata una grande attenzione alla sicurezza....
Quando si è iniziato a porre attenzione si è parlato della correttezza di utilizzare o no il trasformatore d'isolamento.
Le schede da analizzare hanno un alimentatore (in genere un modulo switching da 12V) non isolato con il neutro collegato alla 12V
Faccio un po' di storia di quello che é successo:
Per un lungo periodo tutti gli oscilloscopi utilizzati sono stati smassati per evitare corti al momento della misura e ogni tanto qualcuno prendeva la scossa dalla massa della sonda
Alcuni giravano con in tasca il giravite cercafase e ossessivamente controllava il verso delle spine
Quindi si sono create più diverse scuole di pensiero: Chi utilizza il trasformatore d'isolamento, chi smassa gli strumenti e chi utilizza solamente sonde differenziali
Ora.... Le sonde differenziali sono tutte accatastate in un armadio, chi smassa gli strumenti s'è fatto mettere un differenziale da 10mA sul bancone, chi usa il trasformatore dovrebbe utilizzare anche i guanti isolanti ma per la scomodità li lascia nel cassetto
Ogni laboratorio si é creato il proprio sistema e di conseguenza la propria analisi di rischio
Ho trovato della documentazione ma mi sembra che si parli sempre di apparecchiature con la carcassa collegata a terra....qui la terra non c'è..
Qual'é il giusto metodo da utilizzare per essere in sicurezza?
Ho lavorato diversi anni in un laboratorio dove vengono analizzate schede alimentate a 230V; queste schede sono sprovviste di terra e l'operatore ha la necessità di effettuare misure sotto tensione; questa é la tipica situazione di chiunque debba analizzare un qualunque apparecchio..
Per molti anni non c'è stata una grande attenzione alla sicurezza....
Quando si è iniziato a porre attenzione si è parlato della correttezza di utilizzare o no il trasformatore d'isolamento.
Le schede da analizzare hanno un alimentatore (in genere un modulo switching da 12V) non isolato con il neutro collegato alla 12V
Faccio un po' di storia di quello che é successo:
Per un lungo periodo tutti gli oscilloscopi utilizzati sono stati smassati per evitare corti al momento della misura e ogni tanto qualcuno prendeva la scossa dalla massa della sonda
Alcuni giravano con in tasca il giravite cercafase e ossessivamente controllava il verso delle spine
Quindi si sono create più diverse scuole di pensiero: Chi utilizza il trasformatore d'isolamento, chi smassa gli strumenti e chi utilizza solamente sonde differenziali
Ora.... Le sonde differenziali sono tutte accatastate in un armadio, chi smassa gli strumenti s'è fatto mettere un differenziale da 10mA sul bancone, chi usa il trasformatore dovrebbe utilizzare anche i guanti isolanti ma per la scomodità li lascia nel cassetto
Ogni laboratorio si é creato il proprio sistema e di conseguenza la propria analisi di rischio
Ho trovato della documentazione ma mi sembra che si parli sempre di apparecchiature con la carcassa collegata a terra....qui la terra non c'è..
Qual'é il giusto metodo da utilizzare per essere in sicurezza?