Tutte le risposte precedenti sono corrette, ma approssimate.
Io dettaglierei:
E' la corrente dentro una bobina che realizza la forza che attrae l'ancore del relè.
La bobina presenta una induttanza (che realizza la forza che attrae) e come sottoprodotto indesiderato la resistenza dei fili dell'avvolgimento.
Quando percorsa da corrente, la resistenza dell'avvolgimento dissipa potenza, scalda e provoca un aumento di temperatura che al di sopra di un certo valore non è sopportabile dall'isolamento (in termini rozzi: brucia/invecchia l'avvolgimento).
La bobina, quando percorsa da corrente alternata, produce una reattanza che si somma in quadratura alla resistenza che riduce il passaggio della corrente rispetto allo stesso valore di tensione continua.
Applicando alla bobina di un rele' per AC la tensione 24 VAC , si misura la corrente assorbità.
Applicando alla bobina dello stesso relè una tensione continua tale che la corrente continua che attraversa l'avvolgimento abbia lo stesso valore del valore misurato precedentemente in AC, il comportamento e la dissipazione del relè non cambiano.
Se la tensione continua disponibile è maggiore di quella rilevata nella condizione precedente, puoi sempre inserire una opportuna resistenza in serie.
I nuclei delle bobine dei relè per corrente alternata, sono a lamine isolate fra loro per ridurre le correnti parassite che si creano in corrente alternata. Quelli per relè in continua sono più semplici (meno costosi) realizzati in un unico pezzo di ferro dolce.
Poi qualcuno più esperto di me si chiederebbe: la corrosione/invecchiamento della bobina dovuta alla corrente galvanica di corrosione provocate dalla eventuale umidità come cambiano?
(p.s. non mi sono accorto di aver scritto un romanzo, per un argomento già risolto!!

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