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Valore massimo della resistenza di terra.

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[1] Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 30 set 2015, 0:50

Da tempo sto rimuginando sulla questione che mi accingo ad illustrare, ma non sono riuscito finora a darmi una risposta soddisfacente.

E' noto che l'attuale normativa prevede che la resistenza massima tollerata di un impianto di terra sia calcolata in coordinamento con l'interruttore (o gli interruttori) differenziali presenti nell'impianto, evitando che in caso di guasto la tensione di contatto di una massa con l'utente possa superare i 50 volt (25 volt per ambienti particolari).
Altrettanto noto è che il buon vecchio DPR 547 del 1955, non più in vigore, prevedeva, per i suddetti impianti, una resistenza massima di 20 Ohm.

Applicando la regola attuale, l'impianto di terra in una villetta monofamiliare con un solo interruttore differenziale da 30 mA (caso direi piuttosto frequente) sarebbe in regola con un impianto di terra che presentasse una resistenza di 1.666 Ohm. Anche mettendoci due interruttori differenziali (dotazione minima secondo la Norma CEI 64-8 - 7ª edizione) la resistenza sarebbe comunque di 833 Ohm, destinati ad aumentare vertiginosamente se i differenziali fossero da 10 mA anziché da 30 mA (caso meno frequente, ma non così insolito).

Il punto della questione sta proprio nell'alto valore della resistenza massima che la norma prevede. Rilevo infatti queste contraddizioni:
    Un impianto di terra per un locale di uso domestico con una resistenza di terra dell'ordine dei 1.000 Ohm secondo me è fatto da cani, oppure ha subìto qualche guasto. Se l'impianto di terra è stato realizzato secondo i criteri dettati dalla medesima Norma CEI, che è puntigliosissima nel descrivere le dimensioni, sezioni e materiali di cavi, conduttori e dispersori, ed aggiunge anche le modalità per fissaggi vari e giunzioni, penso che difficilmente si possano superare i 10 Ohm di resistenza di terra. Anche realizzando un impianto "ad occhio", con un po' di buon senso e di pratica, penso che i 10 Ohm siano alla portata di tutti;
    Un valore di resistenza di terra così elevato, in presenza di masse estranee ben collegate a una diversa terra, comporta che la corrente di dispersione (quella "ordinaria" e quella derivante da un guasto) fluisca in massima parte attraverso la massa estranea, che a tutti gli effetti si comporta da dispersore. Faccio subito un esempio reale: nel condominio di 6 appartamenti dove abito, calcolando 1 interruttore differenziale da 30 mA per ciascun appartamento + i servizi (luci scala e ascensore) arriviamo ad una resistenza massima ammissibile di poco più di 200 Ohm. Siccome la mia caldaia a gas GPL per il riscaldamento e acqua calda è fisicamente collegata con grosse tubazioni metalliche ad una cisterna metallica interrata da 5.000 litri (che serve anche altre palazzine) è ovvio che quasi tutta la corrente di dispersione sceglierà il percorso tubazioni-cisterna e l'impianto di messa a terra da 200 Ohm si dovrà accontentare di smaltire quella poca corrente che gli spetta, secondo la legge di Ohm. In altre parole, con un impianto di messa a terra di circa 200 Ohm la norma viene rispettata, ma mi ritrovo una caldaia che in effetti si comporta da collettore principale di terra (collega insieme la messa a terra dell'impianto elettrico, le tubazioni dell'acqua e le tubazioni del gas) e un dispersore principale costituito dal serbatoio di gas (alla faccia delle norme CEI che prevedono per le tubazioni del gas il collegamento equipotenziale ma non l'utilizzo quale dispersore di terra). Aggiungo anche che la condotta idrica principale in arrivo dal contatore è realizzata con un tubo in materiale plastico, per cui la parte del leone, nello smaltimento delle dispersioni, la fanno i tubi e la cisterna del gas.
    Evito di parlare del fatto che la cisterna serve anche altre palazzine condominiali, e non esiste, che io sappia, una messa a terra in comune fra le palazzine, con tutte le pericolose conseguenze che ne potrebbero derivare. Ma questo è un altro problema, eventualmente aprirò un'altra discussione per quest'ultimo argomento.

Concludendo, la domanda è: perché la norma non prevede un valore massimo da non superare negli impianti di terra per locali di uso domestico?
Aggiugno che in un semplice tester inglese per prese, acquistato poco tempo fa, le indicazioni che lo strumento fornisce sono: fino a 5 Ohm = impianto di terra OK, da 6 a 100 ohm = impianto di terra da controllare, oltre i 100 ohm = impianto di terra inefficiente.

Ringrazio quanti vorranno darmi un parere in merito alle mie elucubrazioni.
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[2] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteGiovepluvio » 30 set 2015, 7:01

Franco012 ha scritto: Anche mettendoci due interruttori differenziali (dotazione minima secondo la Norma CEI 64-8 - 7ª edizione) la resistenza sarebbe comunque di 833 Ohm,


Questa non l'ho capita.
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[3] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 30 set 2015, 7:12

Giovepluvio ha scritto:Questa non l'ho capita.

Penso che faccia 30mA + 30mA = 60 mA e su questo valore voglia dimensionare l'impianto di terra.
Franco12 La norma non richiede di considerare il caso delle dispersioni contemporanee di più differenziali. quidi anche con dieci appartamenti sempre di milleseicento ohm si accontenta.
In una vecchia discussione qualcuno sosteneva l'obbligo di rispettare il valore massimo di cento ohm, io ed altri non eravamo d'accordo che questo fosse un obbligo.
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[4] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteGiovepluvio » 30 set 2015, 7:27

Beh, mica funziona così... A meno che non abbia capito cosa state dicendo. :-M
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[5] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 30 set 2015, 9:01

Goofy ha scritto:Penso che faccia 30mA + 30mA = 60 mA e su questo valore voglia dimensionare l'impianto di terra ..
Grazie per l'informazione. Non ho la possibilità di consultare le norme CEI in originale. Il calcolo che ho fatto è basato su un articolo pubblicato sul sito http://www.elektro.it a questo link http://www.elektro.it/terra_condominiale/terra_condominiale__01.html, che è riferito agli impianti di terra condominiali.
Nell'articolo si dice che "La resistenza del dispersore deve essere dimensionata non solo in funzione delle caratteristiche di ogni singolo dispositivo di protezione ma anche tenendo conto delle normali correnti di dispersione provenienti dalle singole unità abitative, dell'ordine di 5-10 mA, che si sommano disperdendosi verso terra (fig. 2)".
Le mie considerazioni non sono riferite alle correnti di dispersione a seguito di un guasto (quando mai, statisticamente parlando, i differenziali si guastano contemporaneamente?) ma alle normali correnti di dispersione.
Ultima modifica di Foto UtenteOspite il 30 set 2015, 9:15, modificato 1 volta in totale.
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[6] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto Utente6367 » 30 set 2015, 9:22

Concludendo, la domanda è: perché la norma non prevede un valore massimo da non superare negli impianti di terra per locali di uso domestico?


La stessa domanda che mi pongo io da anni.
In molti altri paesi la norma, o la legge, prevede per il TT (oltre al coordinamente con il differenziale) un valore massimo di 100, 166, 200 ohm. In Italia no: basta il coordinamento.

Detto per inciso, alcuni veicoli elettrici come la Renault ZOE, per sicurezza, non avviano la ricarica se la resistenza di terra è superiore a 200 ohm circa, valore "europeo" ma non in uso in Italia.
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[7] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto Utente6367 » 30 set 2015, 9:29

Franco012 ha scritto:Nell'articolo si dice che "La resistenza del dispersore deve essere dimensionata non solo in funzione delle caratteristiche di ogni singolo dispositivo di protezione ma anche tenendo conto delle normali correnti di dispersione provenienti dalle singole unità abitative, dell'ordine di 5-10 mA, che si sommano disperdendosi verso terra (fig. 2)".


Questo è un buon consiglio, non un obbligo.
Tieni conto che la stima delle correnti di dispersione in assenza di guasto, dipende dagli apparecchi alimentati (anche in stand-by), non dai differenziali presenti.
Nel numero 2|14 di questa rivista c'è un articolo che permette di stimare le correnti di dispersione.
http://www.abb.it/product/ap/seitp329/5 ... f4b8b.aspx
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[8] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 30 set 2015, 10:05

Scusate il lapsus: nella vecchia discussione che ricordavo qualcuno sosteneva che il valore di Idn non deve essere superiore a 1 A, non che la resistenza di terra deve essere inferiore a cento ohm
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[9] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteRomeo » 30 set 2015, 10:38

Goofy ha scritto:Scusate il lapsus: nella vecchia discussione che ricordavo qualcuno sosteneva che il valore di Idn non deve essere superiore a 1 A, non che la resistenza di terra deve essere inferiore a cento ohm

Il link a cui hai fatto riferimento è il seguente:http://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=3&t=56969&start=10
Qualcuno dice che ogni tanto è bene riguardarlo.
L'esperienza Insegna.
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[10] Re: Valore massimo della resistenza di terra.

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 30 set 2015, 11:14

Romeo ha scritto:Qualcuno dice che ogni tanto è bene riguardarlo.

Il mio nome è nessuno :-)
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