Attilio ha scritto:Alcuni utilizzano i 2P per gli interruttori generali a valle del contatore di energia, memori delle fortuite e pedestri inversioni di collegamento ai morsetti dell'apparecchio.
Mi sono chiesto: alimentando un differenziale del tipo 1P + N invertendo la fase con il neutro, cosa succede dal punto di vista del corretto funzionamento del differenziale? Ed ho fatto questo ragionamento:
- se c'è una dispersione (naturalmente superiore a quella prevista per lo specifico differenziale, ad esempio 30 mA) il differenziale interviene sempre, sia nel caso di corretto collegamento, sia nel caso di fase e neutro invertiti all'ingresso del differenziale;
- se il controllo avviene sulla fase (collegamento corretto) per attivare il differenziale sarà sufficiente una resistenza tra fase (230 volt) e terra di circa 7.600 Ohm;
- se il controllo avviene sul neutro (collegamento invertito) per attivare il differenziale la resistenza tra neutro e terra dovrà essere molto più bassa, visto che sul neutro ci sono solitamente pochi volt;
- invertendo i cavi all'uscita del differenziale non cambia niente rispetto all'inversione a monte.
Insomma, con i collegamenti inveriti il differenziale funzionerà egualmente bene, ma per farlo intervenire il guasto a terra dovrà essere molto più "consistente".
E' corretto questo ragionamento?
E se è corretto, ci sono altre controindicazioni nell'invertire la fase con il neutro in un differenziale?