Protezione cavo di collegamento secondo norme CEI
Leggendo le due norme,la CEI 0-21 e la 64-8, mi è venuto un dubbio di interpretazione sulla protezione del cavo di collegamento tra il contatore enel e il primo dispositivo di linea(Dg/DGL)
Nella norma CEI 0-21 si distingue in:
protezione da sovraccarico:
Non viene quindi riportata nessuna distanza massima tra contatore ed interruttore se non nella nota dei luoghi a rischio di incendio,dove si parla di lunghezza del tratto trascurabile.
Poi si passa ad analizzare il cortocircuito e si dice che la protezione può essere omessa se vengono verificate le condizioni della CEI 64-8 art. 473.2.2.1, e quindi tra le altre,la fatidica lunghezza massima di 3 metri.
Unendo le due cose insomma,una lunghezza massima del cavo di 3 metri parrebbe 'obbligatoria', per rispettare la protezione contro il cortocircuito.
Nella 64-8 invece si dice giustamente che un cavo che ha sezione minima di 6mm2 è in grado di sopportare, per costruzione, l'energia specifica passante (I^2*t) in un corto, avendo un K^2*S^2 superiore.
Verrebbe cioè rispettata la fondamentale legge sulla protezione da corto circuito : (I 2 t) ≤ K 2 S 2
Questo lascerebbe supporre che il DG potrei posizionarlo a qualsiasi distanza dal contatore, e non occorrerebbe insomma prevedere un magnetotermico in un quadretto posto nelle immediate vicinanze del contatore.
Quindi se non sto prendendo un abbaglio, per la CEI 64-8, non ho obbligo di lunghezza massima del cavo di collegamento di 3 metri, mentre per la CEI 0-21, ho assolutamente l'obbligo di posizionare il DG entro i 3 metri.
Dove sbaglio?A quale delle due fare riferimento?Vedo che tutti ormai si attengono alla 'regola' dei 3 metri,però volevo capire se da un punto di vista normativo e tecnico è davvero la soluzione più corretta.
Nella norma CEI 0-21 si distingue in:
protezione da sovraccarico:
- Codice: Seleziona tutto
Salvo cavi di collegamento posati nei luoghi a maggior rischio in caso di incendio, la protezione contro sovraccarico può essere svolta dai dispositivi posti a valle del medesimo cavo (DG, ovvero DGL, in numero non superiore a tre) (25) .
Non viene quindi riportata nessuna distanza massima tra contatore ed interruttore se non nella nota dei luoghi a rischio di incendio,dove si parla di lunghezza del tratto trascurabile.
Poi si passa ad analizzare il cortocircuito e si dice che la protezione può essere omessa se vengono verificate le condizioni della CEI 64-8 art. 473.2.2.1, e quindi tra le altre,la fatidica lunghezza massima di 3 metri.
Unendo le due cose insomma,una lunghezza massima del cavo di 3 metri parrebbe 'obbligatoria', per rispettare la protezione contro il cortocircuito.
Nella 64-8 invece si dice giustamente che un cavo che ha sezione minima di 6mm2 è in grado di sopportare, per costruzione, l'energia specifica passante (I^2*t) in un corto, avendo un K^2*S^2 superiore.
Verrebbe cioè rispettata la fondamentale legge sulla protezione da corto circuito : (I 2 t) ≤ K 2 S 2
Questo lascerebbe supporre che il DG potrei posizionarlo a qualsiasi distanza dal contatore, e non occorrerebbe insomma prevedere un magnetotermico in un quadretto posto nelle immediate vicinanze del contatore.
Quindi se non sto prendendo un abbaglio, per la CEI 64-8, non ho obbligo di lunghezza massima del cavo di collegamento di 3 metri, mentre per la CEI 0-21, ho assolutamente l'obbligo di posizionare il DG entro i 3 metri.
Dove sbaglio?A quale delle due fare riferimento?Vedo che tutti ormai si attengono alla 'regola' dei 3 metri,però volevo capire se da un punto di vista normativo e tecnico è davvero la soluzione più corretta.