Misura isolamento dell'impianto elettrico domestico
Avrei una serie di domande da porre in merito al controllo di isolamento dei conduttori (fase, neutro e messa a terra) in un impianto domestico (monofase 230 volt, 3 kW nominali).
A prescindere da quanto prevedono le norme del CEI (se non sbaglio, minimo 0,5 MΩ a 500 V DC):
A prescindere da quanto prevedono le norme del CEI (se non sbaglio, minimo 0,5 MΩ a 500 V DC):
- (a) qual è la tensione che i conduttori, durante la prova di isolamento, normalmente supportano senza alcun danno? E per quanto tempo?
(b) ha senso effettuare anche la prova a 1.000 volt, se non a 2.500 volt, una volta determinato il buon esito della prova a 500 volt? In quali casi è previsto/opportuno eseguire questa prova con tensioni più elevate di 500 V?
(c) con il variare della tensione applicata, varia la resistenza misurata?
(d) visto che la corrente di prova è continua, ha senso effettuare una doppia misura di isolamento, invertendo la polarità? Si otterrebbero risultati differenti?
(e) qual è il valore della resistenza media che di solito viene misurata su un impianto domestico?
(f) esiste un modo, legato alla misura della resistenza di isolamento, per determinare se un impianto, a parità di rispetto della norma CEI, è "migliore" di un altro? In altre parole, è possibile verificare, e in quale modo, se un impianto sta cominciando a dare segni di invecchiamento dal punto di vista dell'isolamento?
(g) se la prova di isolamento dovesse dare esito negativo (a parte un banale caso di cortocircuito per errato collegamento) quali sono le cause più frequenti del guasto?
la tabella che ho è vetusta, come lo strumento
in genere I valori della resistenza di isolamento che si misurano sono più alti di quelli indicati nella tabella 6A