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impianto di terra

MessaggioInviato: 30 mar 2016, 12:50
da roki83
Buon giorno a tutti, volevo chiedere se qualcuno mi sa dare una spiegazione logica:
impianto elettrico nuovo con le massime accortezze, dispersore da 1,5 metri in terreno buono, collegato all' impianto con filo giallo verde da 16 mmq. Ho fatto una prova manuale appoggiando il filo di fase sul filo di terra e ogni talvolta scatta il magneto termico differenziale interessato, mentre appoggiando il filo neutro non scatta niente. Ora ho avuto la possibilità di collegare tutto l' impianto di terra con una uscita di 16 mmq alla struttura dell' edificio, ho notato che in questo modo anche se appoggio il filo neutro sul filo di terra i rispettivi salvavita chiudono. La mia domanda è questa: è meglio collegare l' impianto di terra anche alla struttura o è meglio lasciarlo con solo il dispersore da 1,5 metri???? Io ho sospettato che collegando l' impianto alla struttura ho abbassato la resistenza della terra, e quindi penso sia migliore facendo così. Premetto che non possiedo un misuratore di resistenza di terra. Chi mi sa dare una mano nel fare la scelta giusta??? O_/ grazie

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 30 mar 2016, 13:06
da Franco012
Cosa intendi per "struttura"? Se è un dispersore di fatto, dev'essere collegato al collettore principale dell'impianto di messa a terra, unico per tutta la struttura, come da esempio in figura:

Impianto di terra tipico.png
Immagine tratta da www.elektro.it

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 10:11
da elettro
roki83 ha scritto:
dispersore da 1,5 metri in terreno buono, collegato all' impianto con filo giallo verde da 16 mmq.


Scusate, ma forse è da interpretare così: " Fittone palina con un estensione di 1,5 metri, conficcata nel terreno per 7/8 del suo sviluppo, a cui è stato cablato il conduttore CT da 16mm2"

E' un classico caso, ovvero il minimo edittale...a cui si può aggiungere corda nuda in terrento ed altri picchetti.
Al amssimo c'e da chiedersi se era necessartio ampliarlo in rtelazioen alla resistività del terreno, ma potrebbe essere una questione di lana capirna.

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 10:14
da elettro
Se prorpio vogliamo fare i pignilini, possiamo aggiungere anche questo: ho visto molte realizzazioni in cui l'anima nuda del conduttore CT è posata nel morsetto a mantello del picchetto; alla fine dopo qualche anno l'anima si ossida o si corrode...bella trovata. O_/ [-X

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 16:13
da roki83
ma il fatto che il salvavita scatti col neutro in dispersione quando è collegato il resto della struttura non vuol dire che si è abbassata la resistenza del terreno?? o sbaglio??a me così sembra migliore

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 17:02
da Mike
E' vietato collegare a terra il neutro nei sistemi TT.

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 19:14
da paolo a m
roki83 ha scritto: Ho fatto una prova manuale appoggiando il filo di fase sul filo di terra e ogni talvolta scatta il magneto termico differenziale interessato, mentre appoggiando il filo neutro ...

:shock: :?

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 20:05
da roki83
scusate mi sono spiegato male.....il neutro lo collego solo per prova per vedere l' efficienza dell' intervento del salvavita. Dove è collegato all' impianto di terra anche la struttura dell' edificio il salvavita scatta anche col neutro in dispersione dove non è collegata la struttura all'impianto di terra il salvavita scatta solo se c'è la fase in dispersione....col neutro non va. Io ho pensato che collegando la struttura all' impianto di terra la resistenza viene ridotta mi sbaglio?? se mi sbaglio chi mi sa spiegare come mai allora O_/ scatta col neutro in dispersione :ok:

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 20:19
da attilio
Foto UtenteMike ha scritto:E' vietato collegare a terra il neutro nei sistemi TT.

Ma lui non vuole collegare il neutro a terra

roki83 ha scritto:ho avuto la possibilità di collegare tutto l' impianto di terra con una uscita di 16 mmq alla struttura dell' edificio

immagino che per struttura intendesse i ferri di armatura del calcestruzzo, quindi non vedo perché non farlo.

Anzi è probabile che realizzando una maglia connessa in più punti l'effetto (e quindi il beneficio) disperdente del picchetto risulti del tutto trascurabile.

Del resto anche "a peso" stiamo paragonando qualche tonnellata di tondini di ferro annegati nel calcestruzzo di fondazione, il quale non presenta una grossa resistenza verso il terreno -vista anche la perenne presenza di umidità-, con due chili di picchetto. E' assurdo non sfruttare dispersori di fatto così efficienti!

Foto Utenteelettro ha scritto:Se prorpio vogliamo fare i pignilini, possiamo aggiungere anche questo: ho visto molte realizzazioni in cui l'anima nuda del conduttore CT è posata nel morsetto a mantello del picchetto; alla fine dopo qualche anno l'anima si ossida o si corrode

Non ho capito che vuoi dire, o per meglio dire sono curioso di capire come TU realizzi la connessione tra conduttore di terra (cavo o corda) e dispersore verticale.
L'ossidazione e la corrosione sono fenomeni conosciuti, è per questo che le sezioni del rame variano in funzione della protezione meccanica dei conduttori di terra e sono più generose quando questa è assente.

Re: impianto di terra

MessaggioInviato: 31 mar 2016, 20:25
da Franco012
roki83 ha scritto:La mia domanda è questa: è meglio collegare l' impianto di terra anche alla struttura o è meglio lasciarlo con solo il dispersore da 1,5 metri????

Come già detto al punto [2], i "dispersori di fatto" devono essere collegati al collettore principale di terra, non tanto perché così facendo si abbassa la resistenza complessiva dell'impianto di terra, ma perché si evita la possibilità che masse contemporaneamente accessibili all'utente possano assumere diversi potenziali tra loro, creando una situazione di pericolo;
Io ho sospettato che collegando l' impianto alla struttura ho abbassato la resistenza della terra, e quindi penso sia migliore facendo così.

Collegando una resistenza in parallelo ad un'altra è ovvio che la resistenza totale diminuisce.

Quanto agli esperimenti che hai fatto, non ti consiglio di ripeterli, in quanto:
  • collegare brutalmente la fase alla messa a terra (senza interporre una resistenza) è pericoloso in tutti i sensi, per te, per gli altri e anche per l'impianto stesso, visto che le correnti in gioco possono essere notevoli;
  • collegare il neutro alla messa a terra non è un metodo che ti permette di valutare la bontà della messa a terra. Se non sbaglio, la tensione presente sul neutro (e quindi la possibilità che collegandolo a terra vi sia passaggio di corrente) dipende tra l'altro dalla presenza dei carichi che, nel momento in cui effettui la misura, sono attivi nell'impianto.
In sintesi, il mio consiglio è di collegare la struttura (il dispersore di fatto) al collettore principale di terra, e lasciar perdere gli esperimenti strani e pericolosi.

EDIT: ho visto dopo la risposta di Foto Utenteattilio. Confermo quanto detto.