Un trasformatore di grande potenza in altissima tensione contiene, in linea di massima, alcune decine di m3 di olio isolante.
La brochure tecnica
CIGRE 537 riporta i risultati di uno studio internazionale, dal quale emerge che il tasso di incendio per grandi trasformatori è nell'ordine dello 0.1 % all'anno.
Unendo i due punti sopra riportati è evidente che, visto che solo nelle stazioni di interconnessione AAT/AT della rete italiana sono presenti diverse centinaia di trasformatori AAT ed AT (escluse quindi le numerose cabine primarie di ENEL e degli altri distributori), la probabilità di un incendio di grande entità da qualche parte nella rete non è così remota.
Purtroppo il rischio di un guasto catastrofico non è molto legato all'età della macchina; ci sono alcuni parametri diagnostici che possono aiutare ad intercettare guasti incipienti, ma la maggior parte di essi è di difficile previsione, in quanto legati ad eventi singoli di sollecitazioni elettrodinamiche (corti circuiti in rete).
Ovviamente c'è una grande attenzione per ridurre la probabilità di questi eventi e le loro conseguenze.
- Il primo livello di difesa è evitare che il trasformatore si guasti.
- Il secondo livello è evitare che in caso di guasto il trasformatore si incendi.
- Il terzo ed ultimo livello consiste nel minimizzare i danni (es. proiezione di frammenti) e facilitare il rapido spegnimento dell'incendio.
Qui è descritta
qualche soluzione di recente introduzione.