Disputa tra committente e installatore
Salve a tutti, chiedo gentilmente un Vs. parere circa una disputa (cosa che capita spesso) tra la committenza e l'impiantista che esegue i lavori.
Nella fattispecie, la committenza deve realizzare un impianto elettrico all'interno di un opificio, senza progetto e senza nulla, chiede ad un impiantista l'offerta economica per la realizzazione dell'impianto.
Quest'ultimo prende appunti sulle volontà della committenza, prende visione dello stato dei luoghi, e redige un'offerta economica abbastanza dettagliata, nella quale va ad elencare tutto quanto la stessa comprende.
La committenza accetta l'offerta e consegna il cantiere per l'esecuzione dei lavori.
Tuttavia, l'installatore fa redigere un progetto esecutivo per la realizzazione dell'impianto, e anziché installare quanto contenuto nell'offerta accettata, installa quanto contenuto nel progetto esecutivo, ovviamente con livelli prestazionali inferiori a quanto descritto nell'offerta. A titolo di esempio, nell'offerta erano previsti cavi montanti di sezione S1, nel progetto invece venivano riportati cavi montanti con sezione S2, con S2<S1.
A fine lavori, la committenza pretende di essere risarcito di quanto non messo in opera rispetto all'offerta accordata, ad esempio, la differenza economica tra i cavi S1 in offerta e quelli S2 da progetto e installati.
L'impiantista dal canto suo, sostiene di aver seguito un progetto esecutivo e quindi nulla deve riconoscere alla committenza, indipendentemente dall'offerta economica stipulata.
1. A vostro parere chi ha ragione?
2. Inoltre, a vostra conoscenza, esiste un passaggio normativo che sfiora, sicuramente non tratterà nello specifico, la presente situazione?
Ringrazio anticipatamente per i vostri interventi.
Nella fattispecie, la committenza deve realizzare un impianto elettrico all'interno di un opificio, senza progetto e senza nulla, chiede ad un impiantista l'offerta economica per la realizzazione dell'impianto.
Quest'ultimo prende appunti sulle volontà della committenza, prende visione dello stato dei luoghi, e redige un'offerta economica abbastanza dettagliata, nella quale va ad elencare tutto quanto la stessa comprende.
La committenza accetta l'offerta e consegna il cantiere per l'esecuzione dei lavori.
Tuttavia, l'installatore fa redigere un progetto esecutivo per la realizzazione dell'impianto, e anziché installare quanto contenuto nell'offerta accettata, installa quanto contenuto nel progetto esecutivo, ovviamente con livelli prestazionali inferiori a quanto descritto nell'offerta. A titolo di esempio, nell'offerta erano previsti cavi montanti di sezione S1, nel progetto invece venivano riportati cavi montanti con sezione S2, con S2<S1.
A fine lavori, la committenza pretende di essere risarcito di quanto non messo in opera rispetto all'offerta accordata, ad esempio, la differenza economica tra i cavi S1 in offerta e quelli S2 da progetto e installati.
L'impiantista dal canto suo, sostiene di aver seguito un progetto esecutivo e quindi nulla deve riconoscere alla committenza, indipendentemente dall'offerta economica stipulata.
1. A vostro parere chi ha ragione?
2. Inoltre, a vostra conoscenza, esiste un passaggio normativo che sfiora, sicuramente non tratterà nello specifico, la presente situazione?
Ringrazio anticipatamente per i vostri interventi.