Danielex ha scritto:Mi riferisco al fatto che ho visto centinaia di verifiche fatte da organismi notificati, in cui non viene segnalata l'assenza di omologazione dell'impianto.
Per la mia (poca) esperienza lavorativa in merito, credevo che l'ente notificato per il quale lavoro fosse l'unico a segnarlo nel verbale...
Comunque io, occupandomi soprattutto di attrezzature di lavoro, ho "conosciuto" il CIVA prima di chi si occupa solo di verifiche di messa a terra.
Infatti per le verifiche "articolo 71/08" il sistema è in piedi da maggio 2019.
Sinceramente per quanto riguarda le attrezzature di lavoro il meccanismo era già molto preciso anche prima. A spanne direi che minimo il 90% delle gru è denunciato (almeno nella zona in cui lavoro io). Di queste, una piccola percentuale è ante CE e ancora in attesa di omologazione INAIL, le altre invece sono in regime di verifica periodica.
Con l'introduzione del CIVA si è passati da un sistema "a pec", col quale si perdevano pratiche e c'era un po' di confusione, ad un sistema più preciso e controllabile, dato che quando un cliente inserisce una pratica sa esattamente il percorso che compie all'interno della macchina burocratica.
Secondo me tutto sto carrozzone lo stanno mettendo insieme per due motivi.
Il primo, quello per il quale è stato fatto tutto di corsa, è l'esigenza di far recuperare ad INAIL i soldi che gli erano stati sottratti con un taglio fatto dal governo gialloverde.
Il secondo è la volontà di creare una banca dati di tutte le attrezzature/impianti, per sapere vita, morte e miracoli di qualsiasi ambiente di lavoro. Nel giro di 5 anni, infatti, tutti dovranno fare la procedura col CIVA per fare le verifiche degli impianti di messa a terra, quindi sarà tutto schedato. Gli enti notificati dovranno comunicare tutti i dati dei verbali che emettono (per le attrezzature lo fanno già dal 2014), tutto sarà raccolto in un database.
Una volta fatto questo, secondo voi, quanto ci vorrà a fare quanto ipotizzava
lillo?
lillo ha scritto:quando durante un convegno ho chiesto a un funzionario INAIL (ingegnere che si occupa delle verifiche a campione nella mia provincia), come fosse possibile che INAIL non si renda conto che a denunciare sono solo ridicola percentuale di attività, a fronte di migliaia di posizioni INAIL e che sarebbe sufficiente un controllo incrociato, la sua risposta è stata: "
ma questo non è possibile, siamo due dipartimenti diversi"
Tra l'altro, se Accredia ha iniziato a regolamentare prima il settore delle verifiche degli ascensori e della messa a terra, lasciando momentaneamente in pace le verifiche delle attrezzature di lavoro, secondo me c'è un motivo semplice: il settore delle attrezzature di lavoro lavora già in modo sufficientemente preciso.
Nell'altro c'era la necessità di verificare come lavoravano le varie ditte e far uscire dal mercato quelli che lavoravano a "mentula canis".
Detto questo, tornando alla domanda iniziale: a quanto ho capito all'INAIL interessa che tutte le attrezzature e tutti gli impianti vengano denunciati. Quindi se uno denuncia con anni di ritardo importa fin là, l'importante è che si regolarizzi.
Ed è anche una cosa logica: se un imprenditore sa che regolarizzandosi prende una multa, chi si metterebbe a farlo? Continuerebbero a rischiare, senza denunciare nulla...
Danielex ha scritto:Il meccanismo è ridicolo, il Datore di lavoro incarica un soggetto di verificare il proprio impianto (l'organismo notificato), il quale deve essere pagato dal Datore di lavoro stesso (e ribadisco, è stato scelto da lui) e potenzialmente potrebbe segnalare tutte le criticità dell'impianto medesimo all'INAIL. Chiaramente l'organismo notificato non segnala un bel niente altrimenti chi lo incarica più di fare verifiche?
In che senso, scusa? Che segnalazioni andrebbero fatte ad INAIL???
Ricordo che se uno firma un verbale affermando che l'impianto è in sicurezza quando invece non lo è, sta firmando un documento falso, che già di per se è reato (falso in atto pubblico, se non sbaglio).
Poi se avviene un infortunio e lo SPISAL verifica che il verbale era falso, sono rogne per il tecnico, che ha autorizzato all'utilizzo di un impianto che dovrebbe essere invece fermato e messo in regola.
Quindi, se un tecnico emette verbali positivi per impianti non in sicurezza è pirla almeno due volte!