studiotecnicoac ha scritto:Per la media tensione i tempi indicati sono corretti, ma per la bassa tensione interruttori scatolati e aperti cominciano ad aprire già da 20ms.
Non mi risulta che tale tipologia di interruttori siano in grado di aprire in questo breve tempo; mi puoi indicare l'interruttore e la casa costruttrice?
Sto guardando una caratteristica d'intervento di un interruttore scatolato con relè a microprocessore e il tempo di intervento di 20 ms è riferito alla regolazione minima del ritardo relè (Tr), a questo si deve aggiungere il tempo di intervento meccanico dell'interruttore fino al distacco dei contatti (ti) che normalmente per questa tipologia d'interruttori è maggiore di 30 ms, quindi dopo il tempo d'apertura = (tr+ti), inizia il tempo d'arco (ta) ;
Tant'è che per la durata totale dell'interruzione =( tr+ti+ta ) mi fornisce 100 ms.
Quindi concordo con
crit sul tempo indicato di 80 ms.
La fase critica di un interruttore è proprio quella indentificata nel tempo d'arco; ma in quel momento il regime subtransitorio è terminato.
Comunque, quantunque il regime subtransitorio non si sia ancora esaurito in 40 ms., il suo valore in corrente non è pari a quello iniziale, ma è di poco superiore a quello del regime transitorio.
Occorre poi precisare che Il potere di interruzione nominale di servizio (Ics) vale circa 0,25 / 0,50 *Icu ( valori dichiarati dal costruttore in funzione della tensione, ma sappiamo bene che per un evento di C.to C.to la tensione tende a zero per cui Icu è sempre notevolmente superiore), dove Icu, rappresenta il potere di interruzione estremo.
Tale Icu ci garantisce anche per quanto concerne la severità di una eventuale chiusura sotto corto.
In conclusione, anche per un eventuale allungamento del tempo di subtransitorio, l'interruttore garantisce comunque una protezione estrema.
Ora si può anche ridondare l'interruttore con una capacità di apertura pari o superiore al valore della Icc subtransitoria, ma è anche corretto dal punto di vista tecnico di accordarla sul valore di c.to c.to del regime transitorio.
Il tutto poi deve essere ricompreso in una analisi generale dell'impianto, visione che può avere soltanto il progettista.
Di certo, se si ridonda eccessivamente, non ci guadagna il committente e, se si deve vincere una gara importante per un consistente numero di quadri, una scelta eccessivamente cautelativa potrebbe rappresentare una grossa penalizzazione per l'aggiudicazione.
Poi al progettista la scelta.
Saluti